>Date: Wed, 15 Jun 2005 12:48:22 +0200
>From: RdB Università <info@universita.rdbcub.it>
>Subject: i conti in tasca - parte 2
>Bcc: uninaz
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>RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
>CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE RdB/CUB www.rdbcub.it
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>RdB-CUB PUBBLICO IMPIEGO
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> Settore Università
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>I conti in tasca - 2° puntata
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>DOMANDA: Da dove arrivano i fondi per il finanziamento
>degli "aumenti"concordati nel Protocollo d'Intesa del 28 Maggio?
>
>RISPOSTA: Dalla cancellazione di 50.000 posti di lavoro pubblici, e dai 5
>miliardi di risparmio sul personale pubblico realizzati col blocco delle
>assunzioni negli anni 2002-2003-2004.
>
>D.: Allora non è vero che per pagare gli aumenti agli "statali" lo Stato
>rischia di essere costretto a indebitarsi...
>
>R.: Infatti! E' una vergognosa menzogna del Governo e della stampa
>compiacente! Per gli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici lo Stato
>non ha speso nulla, ha semplicemente usato i fondi che servivano a coprire
>gli stipendi dei 50.000 posti tagliati negli ultimi tre anni e che
>potevano essere uno strumento per iniziare a stabilizzare quei 350.000
>precari che garantiscono il funzionamento di tanti uffici pubblici
>svuotati dal blocco del turn over.
>In aggiunta, oltre la riduzione degli organici e l'aumento dei carichi di
>lavoro dei lavoratori in servizio, si garantirà ai cittadini... un netto
>peggioramento dei servizi!
>
>D.: Ma Governo e sindacati concertativi hanno sottoscritto nel Protocollo
>d'Intesa che il 10% degli aumenti andrà a ricompensare la
>produttività, dunque una compensazione dei carichi di lavoro di questi anni.
>
>R.: Intanto va detto che questi "aumenti"riguardano il 2004 e il 2005, e
>poi che quel 10% più che la "produttività"andrà distribuito col criterio
>del "merito"... che è qualcosa di molto diverso della "produttività". In
>ogni caso, come si può credere a un compenso di produttività (postumo)
>quando l'obiettivo del Governo - e tacitamente accettato dai sindacati
>concertativi - è quello di tagliare i posti di lavoro?
>
>D.: Non sarà che questo scambio "aumenti contrattuali"/taglio dei posti
>di lavoro sia una scelta obbligata nell'attuale crisi ?
>
>R.: No, non è una scelta obbligata o congiunturale. Il Governo adopera
>cinicamente l'alibi della "crisi" per portare avanti un programma di
>drastica riduzione del personale pubblico e realizzare il
>cosiddetto "Stato leggero": infatti ha già previsto ulteriori tagli di
>posti pubblici nei prossimi anni (2005-2006-2007) per 60.000
>unità. Eparte del suo progetto liberista sul mercato del lavoro.
>
>D.: In questa situazione e nei programmi del Governo quale ruolo e quali
>prospettive hanno i 350.000 precari della Pubblica Amministrazione?
>
>R.: E' facile prevedere che il ruolo dei precari nell'organizzazione degli
>uffici resti quello dei tappabuchi e la loro prospettiva più certa sia
>quella di rimanere precari a vita.
>
>D.: Questo vuol dire che l'assunzione dei precari in pianta stabile è
>rimandata? Non è possibile che con la prossima Finanziaria il Governo
>metta in campo qualche misura a loro favore?
>
>R.: L'assunzione dei precari appare più che improbabile, addirittura
>impossibile in questa prospettiva; sembra piuttosto che le timide
>rivendicazioni di assunzione in pianta stabile avanzate dai confederali
>attraverso la prossima Finanziaria abbiano l'unico scopo di coprire la
>firma di un accordo che invece sancisce la precarietà a vita per i precari
>attuali e per quelli che stanno per entrare nel mercato del lavoro.
>Anche la "deroga" per lo sblocco delle assunzioni nell'Università ne esce
>fortemente pregiudicata...
>
>
>
>Roma, 15.06.05
> RdB/CUB Università




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