I tragici fatti di sangue di Varese hanno ancora una volta spostato l'attenzione dei media sulla questione immigratoria. E, sebbene spesso con toni assolutivi e perdonistici, inizia ad insinuarsi anche tra gli sgomenti cantori della società multirazziale il seme del dubbio. Il dubbio che effettivamente questa tanto agognata società multirazziale non sarà la panacea che risolverò ogni male, e che forse potrebbe addirittura peggiorare il già precario stato di cose attuale.
Nel frattempo come dobbiamo comportarci noi che all'avvento di quest'orrore corrispondente al nome di società multirazziale siamo da sempre irriducibilmente avversi?
Ho così pensato di inaugurare questa discussione dove magari potremo scambiarci idee ed esperienze, per farsi che ognuno di noi possa agire attivamente e con cognizione di causa nella propria realtà circostante.
Mi riferisco ovviamente a forme di resistenza 'passiva', quindi assolutamente legali e lontane da ogni forma di becero razzismo. Anche perché, come è ovvio supporre, a differenza degli allogeni che se ne girano tranquillamente per casa nostra con in tasca scimitarre da 25 cm., noi siamo qui tutti dei bravi ragazzi e ragazze obbedienti e ligii alle leggi dello stato italiano.
Ritengo sia ora di iniziare a fare chiarezza anche tra di noi su come comportarsi davanti a questa realtà montante che ormai ci investe direttamente nella vita reale di tutti i giorni.
Seguiranno alcune mie considerazioni.



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