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In Origine Postato da cciappas
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il fatto che tu ti metta ad offendere dimostra soltanto che hai solo bugie al tuo arco...... la realtà la conosciamo molto bene purtroppo....
No, sono io che mi ritengo offeso dalle cazzate che hai detto, tu, che non sai una benemerita fava riguardo ai problemi azienda/dipendente.
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Citazione:
In Origine Postato da Gonfu
No, sono io che mi ritengo offeso dalle cazzate che hai detto, tu, che non sai una benemerita fava riguardo ai problemi azienda/dipendente.
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si certo.......chiedi per esempio a quelli ai quali hanno fatto firmare la lettera di dimissioni prima ancora di essere assunti...:D
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Citazione:
In Origine Postato da cciappas
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si certo.......chiedi per esempio a quelli ai quali hanno fatto firmare la lettera di dimissioni prima ancora di essere assunti...:D
Si certo e poi parlami del capo personale della fiat.... ma ti rendi conto che sbandieri luoghi comuni (che capitano) considerandoli come la TUA unica realtà?
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In Origine Postato da ItaloConservatore
sgobbare; pensare prima ai doveri e poi ai diritti; pensare che la carriera non inizia con reddito garantito etc, ma con sacrificio e voglia di imparare.
E dovete chiarirmi una contraddizione: se e' vero (ed e' vero) che mettersi in proprio e' difficile, perche' chi lo fa, riesce, e non vive piu' sulle spalle di altri dev'essere da voi trattato come un ladro?
Guarda che la maggior parte di quelli che si mettono in proprio e ci riescono, almeno nel mio campo, è perché:
1) hanno già agganci nell'ambiente e una base economica di partenza che generalmente non si sono guadagnati loro
2) sfruttano studenti o giovani laureati costringendoli a lavorare in nero, perché se si pagassero i contributi con quello che prendono non rimarrebbero neppure con i soldi per mangiare.
3) evadono il fisco a go go
4) non fanno che piangere il morto
quindi fanno benissimo a trattarli come ladri, visto che rubano i loro soldi e il loro futuro.
E questo all'estero non succede.
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In Origine Postato da durrutibus
evidentemente hai le spalle gran coperte...
e non è un insulto... le ho avute anch'io e le ho tuttora, dato che se malauguratamente dovessi avere un incidente e non potessi + lavorare i miei mi riprenderebbero in casa senza finire sul lastrico... ma nn tutti sono così fortunati.
Certo che ho le spalle coperte, ma appunto non è un male, dovrebbe essere normale che vi siano legami familiari. Proprio perchè in Italia vi sono da noi ci sono più contratti a tempo determinato, ed è giusto che vadano a chi è giovane ed ha ancora le spalle coperte. All'estero precariato e disoccupazione sono molto più diffuse tra i cinquantenni, ed è molto peggio, naturalmente, oltre che tra i giovani.
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In Origine Postato da ItaloConservatore
gia' sarebbe piu' equilibrato; ma non dimenticare l'enorme problema del lordo aziendale. Se io voglio darti uno stipendio non da fame (sopratutto oggigiorno...) devo pagare un lordo pazzesco. A cui aggiungere i commercialisti che fanno i calcoli (a me portavano via 1 stipendio intero in compensi per ogni 10 dipendenti!) etc.
E' tutto il sistema che va cambiato.
SE fosse come dice non si spiegherebbe perchè vi sono ancora alcune aziende serie che ancora assumono a contratto a tempo indeterminato e di come possano essere competitive le aziende di altri paesi europei ove sia lo stipendio lordo che il netto è diversi punti superiore ai nostri.
La verità è che, potendo sfruttare le opportunità che le nuove leggi gli offrono, non si capisce (dal punto di vista puramente aziendale!) perchè dovrebbero assumere personale a stipendio regolare e superiore!
Finchè la legge lo consentirà assumeranno sempre più gente con forme di contratti sempre più precario.
Questo non serve tanto a "non sposarsi" il dipendente, il che si scontrerebbe con il fatto che poi spesso si tengono quel "dipendente" per anni, quanto per mantenere il personale sempre "in sospeso", "minacciabile" in modo da poterlo "spremere" senza alcun obbligo da parte dell'azienda!
Mi dispiace ma questo non è "normale" se non in paesi in via di sviluppo!
Con la carenza di lavoro, il dipendente diventa il soggetto "debole", con i contratti precari diventa minacciabile e come tale sottoponibile a qualsiasi sfruttamento al di fuori di qualsiasi tutela, regola, od altro.
In questo modo il mondo del lavoro è diventato un far west senza regole dove tutto è possibile!
E QUESTO NON è NORMALE in un paese civile!
Quello che va cambiato è il fatto che le regole possano essere violate da qualcuno! Non solo nel nostro paese ma nel mondo intero!
Saluti
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In Origine Postato da iannis
Certo che ho le spalle coperte, ma appunto non è un male, dovrebbe essere normale che vi siano legami familiari. Proprio perchè in Italia vi sono da noi ci sono più contratti a tempo determinato, ed è giusto che vadano a chi è giovane ed ha ancora le spalle coperte. All'estero precariato e disoccupazione sono molto più diffuse tra i cinquantenni, ed è molto peggio, naturalmente, oltre che tra i giovani.
Non so a quale paese si riferisca. Nei paesi industrializzati la disoccupazione tra i cinquantenni in generale non è diffusa e drammatica come da noi a parte forse nella ex-germania dell'est ove le qualifiche spesso sono risultate non adeguate alle tecnologie occidentali.
Negli USA ad esempio selezionare in base all'età si rischia una denuncia per discriminazione. Cosa invece perfettamente consentita da noi!
saluti
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In Origine Postato da iannis
Perchè siamo in crisi economica, che è causata da molti fattori ma non dalla flessibilità nel lavoro, e che non può che essere peggiorata da provvedimenti restrittivi con meno flessibilità
Personalmente invece la mia "flessibilità" da quando sono stati attivati questi strumenti di "flessibilità" è diminuita.
Fino a pochi anni fa per chi aveva una professionalità era ancora possibile cambiare con una certa flessibilità.
Il cambiare azienda consentiva la crescita professionale, di esperienze e conoscenze diverse e variegate.
Il che era un bene per le aziende che potevano trovare personale che aveva acquisito esperienze, metolodologie, tecnologie di altre aziende, una sorta di interscambio culturale che arricchiva aziende e dipendenti.
Oggi con la scomparsa quasi totale di offerte di lavoro a tempo indeterminato chi ha già un contratto di lavoro a tempo indeterminato se lo tiene ben stretto e non ci sono più spostamento di personale qualificato che in questo modo si "fossilizza" nell'azienda in cui si trova anche se non ha più crescita professionale.
Solo i giovani, la "manovanza ", sono costretti ad una flessibilità di basso livello che non porta professionalità crescita nè per le aziende nè per l'individuo!
La mia esperienza dice quindi che la VERA flessibilità non si ha consentendo di assumere con contratti che non garantiscano un minimo di sicurezza e granzie per il professionista/dipendente ed invece si ha quando si livellano tra aziende le garanzie per i dipendenti.
Rimuvendole si ottiene invece una flessibilità a basso livello che non porta professionalità ma solo risparmi sul socto di alvoro che vanno solo a discapito dei dipendenti più giovani con minore professionalità che li fa crescere meno e nel contempo riduce i consumi proprio in una fase ove i consumi sarebbero anche maggiori non dovendo risparmiare per il futuro come invece avviene con una famiglia sulle spalle.
Infine un aneddoto di come i nostri imprenditori intendono la flessibilità in senso univoco. Consegnando il curriculum con numerosi passaggi d'aziende ad un imprenditore invece di ammirare la disponibilità alla flessibilità sono stato accusato di essere INAFFIDABILE!!!!
Per l'imprenditori la flessibilità deve essere intesa solo come la possibiltà di offrire contratti come gli pare, a stipendi come gli pare, con orari come gli pare, a licenziamenti come gli pare, poi però se è il dipendente a cambiare azienda quando gli pare la cosa non gli va più bene!!!:mad:
Insomma la flessibilità va bene solo quando fa comodo a loro (solo dal punto di vista strettamente economico e non professionale!) e non quando fa comodo anche al dipendente!!!
Saluti
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In Origine Postato da iannis
Certo che ho le spalle coperte, ma appunto non è un male, dovrebbe essere normale che vi siano legami familiari. Proprio perchè in Italia vi sono da noi ci sono più contratti a tempo determinato, ed è giusto che vadano a chi è giovane ed ha ancora le spalle coperte. All'estero precariato e disoccupazione sono molto più diffuse tra i cinquantenni, ed è molto peggio, naturalmente, oltre che tra i giovani.
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CHE CI SIA PRECARIATO NON è MAI GIUSTO...... S
IGNIFICA CHE I GOVERNI PRIVILEGIANO I GIà RICCHI E SCARICANO SUI PIù POVERI I COSTI DI QUESTI PRIVILEGI.
RENDIAMOCI CONTO CHE, PRENDENDO COME BASE DI PARTENZA IL SUBITO DOPOGUERRA, I PRIVILEGI DEI GIà BENESTANTI SONO CRESCIUTI IN MISURA ESPONENZIALE, COMPRESI QUELLI DEI POLITICI E PORTABORSE, SENZA MAI UNA FLESSIONE,,,,, PER I DIPENDENTI E è LE CLASSI MEDIO BASSE è STATO UN ONDEGGIARE SULLO STESSO MODESTO LIVELLO DI POTERE DI ACQUISTO..
E SUI QUALI ORA SI AGGIUNGE IL PRECARIATO PIù SELVAGGIO..
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In Origine Postato da il Pasquino
Non so a quale paese si riferisca. Nei paesi industrializzati la disoccupazione tra i cinquantenni in generale non è diffusa e drammatica come da noi a parte forse nella ex-germania dell'est ove le qualifiche spesso sono risultate non adeguate alle tecnologie occidentali.
Negli USA ad esempio selezionare in base all'età si rischia una denuncia per discriminazione. Cosa invece perfettamente consentita da noi!
saluti
L'Italia è il Paese con disoccupazione tra i cinquantenni più bassa tra i Paesi industrializzati, è un fatto, anche grazie alla tanto vituperata tendenza a considerare importante l'età. all'estero se devono licenziare qualcuno magari invece di non confermare lo stagista 25enne fanno fuori il padre di famiglia 50enne. E non mi sembra una bella cosa.