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In Origine Postato da Flora
Primo: chi ti dice che un precario non sgobbi dalla mattina alla sera?
Secondo: il più forte approfitta del più debole, è la legge della giungla. Sta allo stato far sì che ci sia equilibrio fra le parti.
ma e' questo che e' sbagliato!!! a parte la questione delle grandi imprese privilegiate (ma questo e' un altro discorso) io parto dalla tua stessa posizione, non sono piu' forte. io posso diventare autonomo, come lo puoi diventare tu.
sul primo punto, non voglio dire che il precario non lavori, anzi, e' il contrario; ma sara' lui a doversi conquistare i diritti, imparando, facendo esperienza e quindi o facendo in modo che altri lo ricerchino a migliori condizioni oppure decida che e' giunto il momento di aprirsi uno spazio tutto suo.
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In Origine Postato da ItaloConservatore
sgobbare; pensare prima ai doveri e poi ai diritti; pensare che la carriera non inizia con reddito garantito etc, ma con sacrificio e voglia di imparare.
E dovete chiarirmi una contraddizione: se e' vero (ed e' vero) che mettersi in proprio e' difficile, perche' chi lo fa, riesce, e non vive piu' sulle spalle di altri dev'essere da voi trattato come un ladro?
sentimi fenomeno.... non tratto nessuno come un ladro: se una figura professionale come la mia costava 1.500 euro al mese+ contributi+ ferie + indennità malattie + cazzate varie la mia azienda spendeva 3.000 euro al mese x 13 mesi.
ora con me può permettersi di pagarmi 12 mesi, di non darmi ferie (in 2 anni ho fatto 10 gg, ma nn mi lamento) se mi spezzo una gamba o che cazzo ne so nessuno mi garantisce il posto.... così l'azienda risparmia 800 euro minimo al mese e che fa? li investe x assumere qualcun altro (come dovrebbe essere lo spirito della legge) nossignore tutto utile per l'azienda (cioè x il titolare...)
intanto non posso farmi un mutuo casa ed ho difficoltà a richiedere un finanziamento x la macchina se nn ho un garanrte (che x inciso guadagna meno di me...) se non avessi una previdenza mia (che pago io) ho fatto 2 conti andrei a prendere a 65 anni il 24% del mio stipendio medio di tutta la vita lavorativa... metti anche che arrivi a 2.500 euro (che è un gran prendere....) dividilo un po' per 4....
e io sono un superprivilegiato nella media dei co.co.pro. ho colleghi a 1000 euro o addirittura a 800. e prova a girare per le aziende ad offrirti... tutti uguali.
quindi per favore smettila di raccontare cazzate.
per cui non venire a raccontarmi cazzate....
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In Origine Postato da durrutibus
men che meno dal sindacato che preferisce mantenere le proprie posizioni all'interno del comparto industriale dove o si china alla confindustria (cisl way) o si impunta su battaglie di retroguardia ex art 18.
intanto ormai milioni di giovani non hanno futuro....
se permettete cari amici di sx la colpa nn la do al cdx (che fa i propri interessi) bensì alla sinistra ed ai sindacati perchè invece di condurre una battaglia sacrosanta pensano al tesseramento dei pensionati , ai 4 metalmeccanici rimasti, agli statali ai ferrotranvieri cioè categorie che giustamente rivendicano un degno trattamento, ma che rispetto alla moltitudine dei precari hanno un trattamento straprivilegiato.
Il sindacato nelle piccole imprese non esiste. Lo dice anche la Legge 300 del 70, no?
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In Origine Postato da ItaloConservatore
senti, parlare di schiavitu' e' veramente ridicolo; se io oggi ti dico "vieni qui a lavorare full time, ti do 100 euro al mese", tu bene che vada ti fai una grassa risata e te ne vai.
quando ho smesso di studiare cercavo lavoro nelle agenzie pubblicitarie a milano. nessuno era disposto a pagare neanche le spese.
Ci sarà sempre chi è disposto a lavorare gratis, perchè magari può permetterselo.
Il punto è che dovrebbe esistere un 'etica.....se qualcuno lavora, eroga delle prestezioni, DEVE esssere pagato per queste prestazioni.
O sbaglio?
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In Origine Postato da lsu
Non capisco perchè, per voi, il precario è sempre un fancazzista e chi lavora in proprio è accusato di essere un ladro.
Queste generalizzazioni non le facciamo noi.
Ad ogni modo, il lavoratore dipendente non vive sulle spalle di altri. O sei propugnatore di un modello di società dove le aziende sono tutte individuali?
vabbe' evidentemente non sono stato chiaro, ripeto anche a te che non volevo dire che il precario non lavora.
e anche su chi vive sulle spalle degli altri non mi riferisco al lavoratore dipendente, visto che prende una paga in accordo con il suo datore. mi riferisco all'idea astratta di "posto fisso" come diritto; siccome il posto o c'e' o non c'e', fare finta che ci sia significa, appunto, pretendere soldi a sbafo.
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In Origine Postato da ItaloConservatore
sul primo punto, non voglio dire che il precario non lavori, anzi, e' il contrario; ma sara' lui a doversi conquistare i diritti, imparando, facendo esperienza e quindi o facendo in modo che altri lo ricerchino a migliori condizioni oppure decida che e' giunto il momento di aprirsi uno spazio tutto suo.
non sempre è possibile, lo capisci?
checcazzo fa un laureato in lettere, in filosofia?
Si apre lo studio da filosofo?
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In Origine Postato da ItaloConservatore
ma e' questo che e' sbagliato!!! a parte la questione delle grandi imprese privilegiate (ma questo e' un altro discorso) io parto dalla tua stessa posizione, non sono piu' forte. io posso diventare autonomo, come lo puoi diventare tu.
sul primo punto, non voglio dire che il precario non lavori, anzi, e' il contrario; ma sara' lui a doversi conquistare i diritti, imparando, facendo esperienza e quindi o facendo in modo che altri lo ricerchino a migliori condizioni oppure decida che e' giunto il momento di aprirsi uno spazio tutto suo.
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per fare ciò che dici occorre molta esperienza, molto capitale, molto tempo e non avere responsabilità familiari nel senso di dovere poprtare il pane a casa ogni giorno...bisgona poi trovare il settore libero e soprattutto viviere in una città dove cisi siano occasioni.....
ora invece anche il tempo del mitico nord est è finito.....
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In Origine Postato da ItaloConservatore
ma e' questo che e' sbagliato!!! a parte la questione delle grandi imprese privilegiate (ma questo e' un altro discorso) io parto dalla tua stessa posizione, non sono piu' forte. io posso diventare autonomo, come lo puoi diventare tu.
sul primo punto, non voglio dire che il precario non lavori, anzi, e' il contrario; ma sara' lui a doversi conquistare i diritti, imparando, facendo esperienza e quindi o facendo in modo che altri lo ricerchino a migliori condizioni oppure decida che e' giunto il momento di aprirsi uno spazio tutto suo.
seee.... non mi danno 6.000 euro per pagarmi una macchina e mi finanziano per aprire una impresa....
conquistarsi i diritti? ma che cazzo stai dicendo? nn ci sono orari di lavoro, a regola (un progetto nn prevede orari...) in realtà hai sulla testa una spada di damocle: se ti chiedono 10 ore ti fai 10 ore o a casa. non hai ferie (se nn lasciate al buon cuore del titolare) se ti ammali sono cazzi tuoi. cristo: è dai tempi della rivoluzione industriale che nn c'erano trattamenti di questo genere.... e mi piacerebbe sapere che cavolo di lavoro fai per avere ste convinzioni....
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In Origine Postato da Skepto
Scusa, ma c'è qualcosa che mi inquieta in questo ragionamento... non dico che il precariato sia come la tratta dei neri, ma noti che le tue stesse argomentazioni funzionerebbero in egual maniera in bocca ad un proprietario di una coltivazione di cotone di fine '700?
manco per idea; la mia argomentazione e' proprio opposta, perche' io sto dicendo che non bisogna essere geni per essere autonomi, bisogna sgobbare, sacrificarsi etc, in pratica sostengo che tutti noi possiamo tentare allo stesso modo di fare da soli.
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Citazione:
In Origine Postato da ItaloConservatore
vabbe' evidentemente non sono stato chiaro, ripeto anche a te che non volevo dire che il precario non lavora.
e anche su chi vive sulle spalle degli altri non mi riferisco al lavoratore dipendente, visto che prende una paga in accordo con il suo datore. mi riferisco all'idea astratta di "posto fisso" come diritto; siccome il posto o c'e' o non c'e', fare finta che ci sia significa, appunto, pretendere soldi a sbafo.
Ascolta, non avere il posto fisso o lavorare come libero professionista deve avere un controvalore monetario non indifferente.
NON esiste che a 30anni una persona debba percepire 1000 euro di stipendio e non sapere per quanto tempo potrà lavorare. In queste condizioni non hai la possibilità di accantonare e non hai un futuro. Una simile situazione d'instabilità è dannosa per tutti, si finisce col pagarla a caro prezzo.