A proposito di rifiuti, questo lo avevate visto?
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A proposito di rifiuti, questo lo avevate visto?
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Podes postare, si ti 'enit bene, su sutzu 'e kust'allega?
Gratzias Gyps Fulvus Fulvus


Non sono fatti che riguardano direttamente la Sardegna (almeno spero), ma indicano comunque un comportamento - diciamo così - disinvolto da parte dello stato italiano e dei suoi organi e uomini politici, che desta preoccupazione e allarme.In Origine postato da s'Arkimastru
Podes postare, si ti 'enit bene, su sutzu 'e kust'allega?
Gratzias Gyps Fulvus Fulvus
In sostanza si trattia di intrecci tra enti dello stato (l'ENEA), faccendieri, uomini dei servizi segreti e mafiosi della 'ndrangheta che hanno interessato, a partire dai primi anni 80, non solo l'Italia ma molti altri paesi stranieri e che avevano come oggetto il traffico di rifiuti tossici e radioattivi da smaltire. Lo racconta, in un suo memoriale, un boss pentito della 'ndrangheta, che sta scontando in galera trent'anni di reclusione e del quale non viene fatto il nome, ma di cui viene pubblicato il ricco "curriculum vitae".
I rifiuti venivano "smaltiti" in paesi come la Somalia, dove l'assenso (ovviamente non ufficiale, ma dei boss del luogo prescelto) veniva dato in cambio di armi, che a loro volta provenivano da traffici con altri paesi, tipo la jugoslavia o l'Ucraina.
La prima spedizione, che era di 600 bidoni, mentre nella nave che avevano noleggiato ve ne stavano solo 500, comportò che 100 bidoni dovessero rimanere in Italia e perciò vennero seppelliti clandestinamente, di notte, proprio in Basilicata, dove la 'ndrangheta vive, fa i suoi loschi affari e condiziona la società.
Quel genere di rifiuti proveniva sempre dall'ENEA, la quale stoccava non solo rifiuti italiani, ma anche rifiuti provenienti dalla Svizzera, Francia, Germania e perfino USA. La proposta venne fatta al Capo 'ndrangheta Nirta direttamente dall'allora ministro della difesa (socialista) Lelio Lagorio. In seguito (nel 1993) subentrarono altri politici, tra cui l'allora ministro degli esteri (sarà un caso?) socialista Gianni De Michelis, oggi rifondatore del PSI "nuovo", il quale, tra l'altro, agevolò i mafiosi, a lui ben noti come tali, chevolevano acquistare beni immobili a Milano, presentandoli al sindaco Pillitteri.
Un altro modo di "smaltimento" dei rifiuti tossici in questione è stato quello di affondare in mare aperto le "carrette" su cui gli stessi erano stati caricati. Il giro di miliardi che giravano intorno a queste operazioni coperte dallo stato italiano è inimmaginabile.
Questo è, sinteticamente, quanto pubblica l'Espresso del 9 giugno scorso...e il fatto che il nano Bananas sia un po' ....molto il figlioccio della banda Craxi & C. non mi tranquillizza affatto....