Per una quindicina di giorni non mi è stato concesso (vedi sospensione) scrivere nel forum, e voglio quindi recuperare il tempo perso analizzando tre punti particolarmente interessanti.
1) Il 12 e il 13 di giugno è uscito dalle urne un risultato, sorprendente è troppo, ma imprevisto sì, visto che nessun istituto di ricerca è riuscito ad avvicinarsi alla cifra più o meno esatta dell’affluenza (ad eccezione dell’Istituto Cattaneo di Bologna) . Ma chi ha vinto: la Chiesa, il centrodestra, l’astensionismo cronico..?! Nessuno di questi penso, o almeno non del tutto. Ha prevalso quel poco interesse che gli italiani dimostrano ormai da anni verso i referendum (non mi si venga a parlare di scarsa informazione: secondo l’Istituto Piepoli il 70% circa degli italiani era informato sui quattro quesiti). Togliere il quorum..?! Non è un’idea stupida, anche se continuo a credere che certi temi, particolarmente difficili come questo, devono essere trattati da specialisti, che non sono i politici (per l’amor del cielo..!!), ma esperti in materia.
2) Ora vi narro in breve la “simpatica discussione” che ho trattenuto ieri sera a Nizza con una ormai anziana signora francese. Prima di iniziare voglio premettere che “madame” era di sinistra, ha votato no al referendum sulla Costituzione Europea ed ha parlato soprattutto lei, visto che la lingua la capisco bene, ma sul parlare me la cavo così così. Due erano essenzialmente i suoi motivi di protesta (non verso di me certamente…): il primo riferito al popolo di sinistra in Francia, che a suo rispettabile parere sceglie la “gauche” perché di moda, e tra questi (ed incomincia ad alzare il volume della voce) attori ed intellettuali miliardari, che votano a sinistra soltanto per sentirsi “più intellettuali”.
Il secondo è su come sta affrontando la Francia il tema dell’immigrazione: una vergogna a suo giudizio, visto che girando per le città si vedono sempre più extracomunitari e pochi, pochissimi francesi. E vi posso dire per esperienza: semtire un francese che parla male della propria Nazione e accenna intimidito qualche commento positivo verso l’Italia è un caso più unico che raro.
3) Pochi giorni fa si sono festeggiate le 1000 puntate di Porta a porta, trasmissione apprezzata da molti e discussa da altrettanti. So già che rispondendo a questo mio messaggio molti parleranno di Vespa come “l’unto del Signore”, colui che ha molti “Santi in Paradiso” soprattutto a destra. Prima però voglio dire come la penso: mille puntate è un record che pochi, in Italia, possono vantare, anche se questo fatto è passato sotto silenzio. E poi, mica basta essere amico del potente o del potere di turno: senza passione e attitudine alla fatica le amicizie e le protezioni sono aria fritta.
Aspetto le vostre risposte.
Saluti, Gi.bu




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