Tutto nel solco della cultura dello sbracamento e del caos del tempo profano.
Prima c'erano le feste comandate, i silenzi, la quiete. Oggi tutto questo dev'essere cancellato in nome del Casino. Casino festaiolo permamente: rumori, berci, tamburi. Tutto mutuato dalle "feste" dei cessi sociali, dove ognuno fa quello che vuole.
Ovviamente, oltre al risvolto dionisiaco, ce n'è uno di tipo economico: negozi aperti, baracchini, chioschi etc. Fiumi di birra e soldi.
Ora, che queste iniziative le facesse di Wafer "gelatina" Veltroni nella "sua" Roma-Calcutta, niente di strano; ma Milano, no.![]()


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