Pontida, assalto della Lega all'Europa
"Hanno chiuso per fallimento"
E sul pratone dei giuramenti
dopo l'ipoteca ecco i sassi sacri
Il popolo della Lega affolla Pontida
In centomila per il ritorno di Bossi
Grande affluenza per il primo comizio del leader dopo la lunga malattia
Sul prato banchetti per la legge anti Maastricht e panini venduti con i "neuro"
Il popolo della Lega affolla Pontida
In centomila per il ritorno di Bossi
Dal palco breve comizio del leader del Carroccio tra applausi e boati
"Un anno difficile, ma non ero solo. Il partito unico l'abbiamo già: è la Lega"
Bossi sul palco di Pontida
PONTIDA (BERGAMO) - Ha preso la parola poco dopo le 12 scatenando il boato della folla leghista. Un vero e proprio tripudio ha accolto a Pontida il ritorno a un comizio di Umberto Bossi dopo la lunga malattia. "E' stato un anno difficile, che ho superato grazie alla Lega e ai militanti della Lega che mi hanno accompagnato ospedale per ospedale", ha esordito il leader del Carroccio. "Sapevo - ha aggiunto - di non essere solo".
Bossi, le cui condizioni fisiche sono decisamente migliorate rispetto a qualche mese fa, ma che ha ancora grosse difficoltà a parlare, è stato interrotto più volte dalle urla "libertà, libertà". Il leader leghista ha inveito contro l'Europa e contro il partito unico del centrodestra proposto da Berlusconi. "Il partito unico l'abbiamo già: - ha detto - è la Lega".
Ad ascoltarlo circa centomila militanti "padani" accorsi sin dalle prime ore del mattino all'annuale raduno di Pontida. Sul prato quest'anno, oltre ai consueti gazebo e stand con tutte le curiosità che hanno caratterizzato i raduni leghisti, anche delle novità. I panini, ad esempio, possono essere acquistati solo in "neuro", banconote che assomigliano in tutto e per tutto alle vecchie 2 mila e 5 mila lire. A volerle è stato il ministro alle Riforme Roberto Calderoli sostenendo che "l'euro è roba da pazzi". Sempre in tema di Europa da segnalare i banchetti per la raccolte delle firme a favore di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum di revisione del trattato di Maastricht.
Dopo Bossi, il cui intervento è durato in tutto una decina di minuti, sul palco di Pontida ha preso la parola il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Oltre a lui e a Calderoli sono presenti a Pontida anche il ministro del Welfare Roberto Maroni, il vicepremier Giulio Tremonti e il sottosegretario Aldo Brancher.
(19 giugno 2005)


E' stato commovente, ma non è più come prima e non lo sarà.
E' tempo di decisioni.


era troppo commosso
la voce è migliorata
l'importante è che ci sia


"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
PONTIDA/ COMMOSSO E LUCIDO BOSSI RISORGE ANCORA -2-
19/06/2005 - 15:17
No all'Europa e al partito unico, questo suo messaggio politico
Pontida, 19 giu. (Apcom) - Aveva torto chi, nei giorni scorsi, sulla stampa parlava di un Bossi in condizioni di salute precarie, aggravatesi di recente, che forse non avrebbe potuto prender parte al raduno di Pontida. Bossi ce l'ha fatta. Certo, non è e non sarà mai più, almeno dal punto di vista fisico, quello di prima. Una sua gigantografia posta ai lati del palco mostra impietosa la differenza tra ieri e oggi, ma Bossi è lucido, accanito, emozionato. E' un Bossi che sa essere duro quando parla di un'Europa che non va, dell'euro, del partito unico e del futuro della Lega. Perentorio quando inveisce ancora contro "le comari del centralismo romano". Ma sa anche emozionarsi quando parla dei figli, della famiglia, dei valori e della fede di un uomo che non si è mai sentito solo "perché i militanti mi accompagnavano ospedale per ospedale". E' un uomo che ha visto la morte negli occhi e che, per questo, ricordando il leghista scomparso recentemente, Roberto Ronchi, conclude con amarezza che "è un errore gravissimo che chi muore venga dimenticato".
Quello che doveva dire l'ha detto: un messaggio politico, filtrato dalle lacrime e dall'emozione della sua gente, che è chiaro a tutti: un no al partito unico del centrodestra che "c'è già e si chiama Lega Nord" ed un no di pari forza a questa Europa, a come è stata costruita. "Lo sapevo che sarebbe stato un fallimento - ha detto - uno Stato costruito così non poteva durare. Per fortuna c'ha pensato la storia a fermare questo tipo di Unione europea".
Non poteva infine mancare il riferimento alle difficoltà economiche incontrate dalle piccole imprese di quelle terre lombarde, venete, piemontesi, emiliane, tanto care a Bossi. "Abbiamo cercato di stimolare un intervento del Consiglio europeo per rinnovare i patti con i Paesi del sud-est asiatico e della Cina in particolare, ma sono passati mesi e niente è stato fatto". Infine, un ringraziamento a Roberto Castelli e alla lotta che ha affrontato a livello europeo contro la pedofilia. E qui, quando si è parlato di figli, di bambini, di valori, la commozione gli afferrato la gola.
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