Combattiamoli con gli stessi metodi Post #1 di 3
Occasioni di crescita mancate, semplici ma importanti come l’ultimo referendum, forse dovranno essere analizzate in chiave retrospettiva analizzando i meriti dei vincitori piuttosto che gli errori dei vinti, evitando così di cadere in giudizi di tipo sociologico che sarebbero oltre che sterili, una vera perdita di tempo. Cerchiamo di farlo, stabilendo a priori un concetto incontrovertibile: chi vince non necessariamente ha ragione, ma dato che ha vinto impone il modello vincente.
Chiesa, sindacati, associazioni industriali, partiti e sopratutto la STAMPA erano contro di noi e hanno vinto.
L’ influenza sulla società sarda di queste diverse entità ci dimostra quale debba essere il metodo da prendere ad esempio per potere controllare il consenso, che in Sardegna non è mai stato interamente espressione consapevole di identificazione politica e sociale, ma piuttosto un corporativismo clientelare militante che fa delle sue teorie il postulato di una formidabile risorsa di pressione politica che diventa fruibile qualora se ne presenti la necessità .Combattiamoli con le loro stesse armi!
Stampa e Tv
Sperperiamo grandi energie per proporci in veste di liberatori della Sardegna dal giogo colonialista italiano, ma vi siete mai domandati se i destinatari di questi messaggi siano mai abbastanza maturi per recepirli? Certamente la stragrande maggioranza del popolo no!
Proprio per questo e arrivato il momento di cambiare strategia.
Spesso, profondendo le nostre energie in infruttuose “partecipazioni elettorali”, non facciamo altro che andare a contendere un consenso già consolidato nell’ambiente identitario, il quale si è sempre espresso in termini di percentuali praticamente immutabili da anni.
La crescita complessiva della coscienza nazionale passa necessariamente attraverso la possibilità di gestire l’informazione. In via prioritaria vanno individuate e acquisiti tutti quegli strumenti che tendano all’appropriazione di spazi che possano rendere fortemente visibile non solo la parte esteriore del movimento, o dei movimenti, ma sopratutto il nostro progetto politico che dovrà impregnare di concetti forti e incisivi la coscienza di un popolo completamente ignaro sul suo stato di sudditanza. Per molti di voi sembrerebbe che io voglia sfondare una porta aperta, tuttavia ritengo che in questa proposta vada inserito un elemento cruciale che in passato è stato scarsamente considerato, e cioè: sfruttare in maniera sinergica la nostra natura associativistica, e quella dei movimenti simili al nostro.
Le risorse?
Proprio perché siamo un movimento, e cioè una realtà formata da un gran numero di persone, possiamo sfruttare il principio della "partecipazione societaria" per finanziare grandi progetti di acquisizioni di tv, radio, e giornali che operino già strutturati.
Avete mai pensato che cifra si raccoglierebbe con una società di gestione senza scopo di lucro, se 15 mila dei ventimila indipendentisti mettessero 150 € a testa. Sarebbero miliardi delle vecchie lire: il contributo personale di una cifra relativamente modesta, ma con la grande possibilità di creare uno strumento di propaganda di cui siamo fortemente carenti e che avrebbe un effetto dirompente ai fini divulgativi. Esenziale per fronteggiare lo strapotere dei poteri filo italiani che oggi monopolizzano tutti i sistemi di informazione nei momenti cruciali di elezioni referendum e non solo .La gestione avverrebbe con un canone annuale di 15 € , e ci si avvarrà non solo delle forze indipendentiste ma di tutta quella parte della società che è interessata ai valori della sardità, lingua e storia incluse . E’ inutile ricordare che ogni movimento avrebbe i suoi spazi secondo le proprie caratteristiche.
Se ci affrettiamo, anche l’ipotesi del digitale terrestre offre varie possibilità essendo alcune licenze ancora disponibili.
Ricordiamoci che nell'ultimo referendum, il sostegno dell’informazione televisiva e della carta stampata è stato impotante per la vittoria del no. Con omissioni e prese di posizione pilotate, praticamente ha inciso in maniare determinante.
A si biri in mellus
Cossu sergio




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