Da dove nasce?


Da dove nasce?
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Credo ut intelligam. Senza la fede non mi spiego il mondo né me stesso.Originally posted by Oli
Da dove nasce?
Lo spiegò mirabilmente il prof. Radaelli nel convegno milanese su Pio IX, di cui sto ascoltando con gusto i CD.
Questa comunque è solo la mia risposta (grazie a Oli per le sue utili provocazioni), altri ne darà sicuramente di migliori.
La Fede è virtù teologale che ci è infusa con il battesimo, quindi è un dono di Dio. Poi però dobbiamo coltivarla, dapprima tramite l'educazione impartita dai nostri genitori e poi da noi stessi, studiando la dottrina, togliendo gli ostacoli che possono impedire la sua pratica, facendo sì che sia Fede vissuta.. perchè la Fede si può, ahimè, perdere.. maq per Graze di Dio si può anche ritrovare, con una conversione, in qualunque istante!!!Originally posted by Oli
Da dove nasce?
Il nostro cuore, la nostra anima deve vivere della Fede e amare la Fede!


Se la fede non è spiegabile razionalmente tutta la religione si baserebbe su concetti indimostrabili buoni soltanto a far retorica.
A mio parere la fede è un frutto della ragione, non intesa come un qualcosa che si dimostra materialmente ( senon vedo non credo), ma come il risultato di un percorso logico.
Se non ammetti l'esistenza di Dio tutto ciò che ci circonda è inspiegabile. La scienza con cui l'uomo crede di potersi spiegare tutto è solo un palesare un ordine già stabilito, senza però chiedersi il senso di tutto ciò, ne l'origine; o almeno ci ha rinunciato in quanto facendo finta che tale problematiche non esistano evitano l'imbarazzo del doversi fermare di fronte a tali misteri.
Ora qui non sarebbe la sede giusta per spiegare l'origine razionale della fede, o meglio del credere in dio; perchè poi come questo dio sia, quella sì è fede nel vero senso della parola. Nel senso che o ti affidi alla Bibbia incondizionatamente, o cambi confessione.
Cmq A mio parere Dio è spiegabile razionalmente; e chi non vuole vedere ciò ( la sua esistenza) è come chi cerca di sotterrarsi per poter dire che il sole non esiste.


OK, ma capisci che se si crede solo perché non ci spieghiamo la ragione dell'esistenza e a maggior ragione, della coscienza di esistere si rischia di cadere nell'agnosticismo.Originally posted by kyklos
Se non ammetti l'esistenza di Dio tutto ciò che ci circonda è inspiegabile. La scienza con cui l'uomo crede di potersi spiegare tutto è solo un palesare un ordine già stabilito, senza però chiedersi il senso di tutto ciò, ne l'origine; o almeno ci ha rinunciato in quanto facendo finta che tale problematiche non esistano evitano l'imbarazzo del doversi fermare di fronte a tali misteri.
LA mia domanda è "perché crediamo in Dio" e "perché in particolare a questo Dio"?
Se fossi nato in Arabia sarei musulmano?
Non lo so, ma probabilmente si, eppure io credo che il "Dio giusto" sia il nostro.
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Ti dimentichi una cosa. Noi amiamo Gesù e crediamo alle sue parole. Dio esiste, è di ragione. Dio si è incarnato in Gesù e si è preparato la venuta tramite il popolo Ebraico. La Sua Chiesa Cattolica è Israele. Gli ebrei "moderni" non sono nel solco della salvezza.


E' possibile avere copia dei CD da pubblicare on line?Originally posted by franco damiani
Credo ut intelligam. Senza la fede non mi spiego il mondo né me stesso.
Lo spiegò mirabilmente il prof. Radaelli nel convegno milanese su Pio IX, di cui sto ascoltando con gusto i CD.
Questa comunque è solo la mia risposta (grazie a Oli per le sue utili provocazioni), altri ne darà sicuramente di migliori.
Saluti.


Originally posted by Oli
Da dove nasce?
La fede, in senso generale, è l'accettazione di un asserto non per esperienza o raziocinio personali bensì per la testimonianza altrui. Nella teologia cattolica è definita come assenso della mente e della volontà alle verità rivelate da Dio e proposte dalla Chiesa proprio come tali, da accettare non per la loro intrinseca evidenza, bensì sull'autorità di Dio stesso, il quale non inganna né può ingannare.
Nella Lettera agli Ebrei sta scritto: "La fede è [...] certezza riguardo a delle cose che non si vedono".
Sant'Agostino ha scritto: "La fede è pensare con assenso; colui che crede, pensa; e credendo pensa e pensando crede. La fede, se non è un modo di pensare, non è nulla".
Chi ha riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio fatto uomo e ha creduto a Lui come Salvatore sa di dover puntare tutto su di Lui, perché sa che è assolutamente vero quello che dice san Giovanni, ossia che Cristo è "il testimone degno di fede"; perché sa che è assolutamente vero anche quello che dice san Pietro, ossia che "non ci è stato dato altro Nome sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati", e soprattutto sa che è assolutamente vero quello che dice di sé lo stesso Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita".
Crediamo in Dio e ''in particolare a questo Dio'' perché diamo alla Rivelazione divina il primato che le spetta - in quanto unica verità salvifica, in quanto culmine e compendio della storia della salvezza -, orientando la nostra vita al Dio uno e trino che si è rivelato in Gesù Cristo, subordinando alla verità divina tutti gli altri interessi e valori in gioco. E' la Trinità che noi adoriamo, è da lei che ci attende la nostra personale salvezza e tutto ciò che vi è connesso, è da lei che ci attendiamo di essere un giorno beatificati potendola contemplare faccia a faccia. Come scrive l'Aquinate, ''la conoscenza della trinità di Dio nella sua unità è il frutto e il fine di tutta la nostra vita".
Non c'è altro Dio che il Dio cristiano, e il Dio immaginato come lo immaginano le cosiddette altre ''due grandi religioni monoteiste'', in quanto rifiutano di credere alla Rivelazione di Cristo, non è il vero Dio.
Affermare che la religione cattolica si accomuna alla giudaica e all'islamica perché ''queste tre espressioni professano un identico monoteismo'', significa fare un'affermazione erronea e snaturante. Così si sottintende, anzi si esclude, la Trinità. Al contrario, la Trinità di Dio non è una semplice appendice bensì il nucleo centrale e generatore della comprensione cristiana di Dio e dell'uomo, del mondo e della storia.
Sempre san Tommaso: "Credere a Dio non spetta agli infedeli in quanto è un atto di fede. Essi infatti non credono che Dio esista nelle condizioni determinate dalla fede''. Difatti, "l'incredulo manca della vera conoscenza di Dio, e con una conoscenza falsa a lui non si avvicina, ma si allontana maggiormente".
Anche il poeta ci viene in aiuto:
MATTO E' CHI SPERA CHE NOSTRA RAGIONE
POSSA TRASCORRER LA INFINITA VIA,
CHE TIENE UNA SUSTANZA IN TRE PERSONE.


La fede non è in senso stretto il CREDERE SENZA VEDERE.
E' qualcosa di ben più ampio.
Una volta per spiegarla a dei bambini una grandissimo cristiano di mia conoscenza recitò una storiella (preasanon so da dove) che è la miglior spiegazione del concetto di fede che abbia mai sentito; recitava più o meno così:
UN UOMO CHE PASSEGGIA SUL CIGLIO DI UN BURRONE PRECIPITA IN ESSO, MA NELLA CADUTA RIESCE AD AGGRAPPARSI AD UN RAMO; VEDENDOSI SENZA SPERANZA, IN QUANTO IL RAMO INIZIA A CEDERE, CHIEDE AIUTO A DIO. QUEST'ULTIMO UDENDO LA RICHIESTA DICE ALL'UOMO: "VUOI IL MIO AIUTO? LASCIATI ANDARE"
ora forse non è il massimo della retorica, cmq spiega molto bene il concetto che la fede non è il credere a dei dogmi senza l'uso della ragione; anzi a mjo parere è la ragione che conduce a determinate con clusioni, a cui poi si ci abbandona; LA FEDE E' L'ABBANDONO TOTALE E INCONDIZIONATO A DIO. Ma non è detto che la ragione è estraneea a tale processo cognitivo.
Io arrivo razionalmente ad affermare che Dio esiste, e molti scienziati ne offrono le prove; poi che il Dio sia quello cristiano o islamico o altro, li si ci va per fede; la ragione si deve fermare di fronte ad un mistero come quello di Dio.
Stephen Hawking (il più grande genio scientifico del secolo scorso insieme ad Einstein) nel suo libro "breve storia del tempo", che cerca di spiegare cos'è e come ha avuto origine l'universo, alla fine conclude: "se adesso sapessimo perchè, avremo la mente di Dio"; egli da ateo aveva colto nel segno. La ragione non può spiegarsi Dio, se potesse noi stessi saremmo Dio, se potessimo spiegarci il suo piano, in quel momento pensiamo come lui. Ma essendo esseri ontologicamente limitati
dobbiamo fermarci di fronte al mistero dei misteri.
Ciò non toglie che siamo esseri dotati di ragione, e questo grazie a Dio che c'è l'ha donata; e fin dove essa arriva dobbiamo utilizzarla. Poi sopraggiunge la fede che se supportata da basi razionali e la forza più potente che un uomo possa far ardere nel suo animo. Ma se si limita al "CREDO SENZA VEDERE", non porta molto lontano e può sfociare nel fondamentalismo religioso, come succede negli stati uniti ove i vescovi conservatori approvano le guerre imperialiste di Bush. Questo perchè la loro fede è irrazionale; se solo utilizzassero la ragione capirebbero che vanno contro l'insegnamento di Cristo.......
povero Gesù.....cosa deve vedere attuato per suo nome


cercherò Oli di risponderti nel miglior modo consentito dal limitato spazio.
Perche credo in Dio?
Segui il mio ragionamento: la scienza tra le tante cose che ci ha insegnato ci ha detto che la natura non può AUTOLEGIFERARSI, nel senso che non crea da sè le regole che consentono il suo dispiegarsi. Ma ciò non toglie che tali regole esistano e sono universali. Ma se non le ha fatte la natura da sè, qualcuno deve averle pianificate.
Questo qualcuno per me è Dio.
A tale argomentazione sono possibili le seguenti obiezioni:
1-AMMESSO CIO' CHE HO DETTO, CHI MI DICE CHE CHI HA FATTO LE LEGGI DELL'UNIVERSO NON SIA A SUA VOLTA STATO CREATO.
niente di + giusto. Ma (anche se io nn credo a ciò) supponiamo che chia ha fatto le leggi universali che ci governano sia stato a sua volta creato. Anche il creatore del creatore potrebbe essere una creazione (scusate il gioco di parole), il gioco potrebbe continuare all'infinito; ma a mio aprere deve esserci un punto d'origine, il creatore supremo: quello per me è Dio.
2-CHI DICE CHE IL NOSTRO UNIVERSO E' PREDETERMINATO E NON E' FRUTTO DEL CASO?
vi riassumoun brano tratto dal libro "un mondo", purtroppo non ricordo l'autore, ma è un fisico quantistico di indubbia fama (vi prometto che ve lo dirò chi è): egli dice che nel primo periodo dopo il big bang si venne a creare un equilibrio tra la forza espansiva dell'universo e quella implosiva (o gravitazionale) che agiva in senso opposto. Infatti se avesse prevalso la prima l'universo sarebbe stato troppo disperso per formare le galassie e i pianeti; se avesse prevalso la seconda l'universo non sarebbe riuscito ad esplodere, ma sarebbe collassato su se stesso. Tale equilibrio è stato calcolate. Esso doveva avere un valore di poco + grande ripetto al valore 1, e esattamente quel poco è 1/10 elevato alla 60° potenz!!!!!!!!!!!!!!!!
L'autore dice che tale cifra è talmente piccola che le probabilità che a determinarla è stato il caso sono molto prossime allo zero; Anzi egli dice che è come se volessimo colpire un bersaglio microscopico posto dall'altra parte dell'universo visibile(a 20 mila milioni di anni luce) e colpire nel segno!!!!!!!!
SE DIO NON ESISTE, ABBIAMO UNA FORTUNA ALLUCINANTE.