Non e' esattamente cosi': ci sono alcuni settori, nella ricerca di base, che non danno luogo a un'applicazione immediata anche se, senza questo tipo di ricerca, non si avrebbero oggi tantissime applicazioni. Nessuna multinazionale, pero', e' disposta a investire in settori che non diano un riscontro di applicazioni, se non immediato, almeno nel medio termine. Faccio un esempio: Faraday faceva le sue esperienze con i tubi di scarica per indagare sulla struttura della materia, non certo immaginava che i suoi tubi sarebbero diventati i nostri tubi al neon per l'illuminazione. Eppure, senza i suoi tubi di scarica e la scoperta dell'esistenza di particelle chiamate elettroni, oggi non ci sarebbero tv, televisione, computer, cellulari ecc ecc ecc. State sicuri che sui tubi di Faraday nessuna multinazionale avrebbe investito un soldo bucato. Questo tipo di ricerca, quindi, e' fondamentale ed e' compito dello Stato finanziarla, ma con lo 0.6% del prodotto interno lordo, come in Italia, non si va da nessuna parteIn Origine Postato da Forrest Gump
La ricerca scientifica in Italia è sempre stata e sarà sempre una cenerentola, indipendentemente dal governo in carica. A differenza degli USA, in Italia non esiste lo sbocco e il supporto alla ricerca costituito dalla presenza di multinazionali (o nazionali) potenti e affermate nel campo biogenetico, spaziale, ecc.
Un esempio su tutti la ricercatrice italiana (intervistata nel programma) che studia negli USA le proprietà dei conduttori, studio che può rivoluzionare la trasmissione di energia nel futuro.
Avrebbe potuto farlo in Italia, dove qui non esiste nessuna multinazionale che investe nel settore? Ovviamente no.
Qui in Italia il discorso si potrebbe fare al massimo per la medicina, li la ricerca funziona, ma nel privato, nella clinica di Veronesi, ad esempio.




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