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Risultati da 61 a 70 di 76

Discussione: Guardate su RaiTre

  1. #61
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    In Origine Postato da Forrest Gump
    La ricerca scientifica in Italia è sempre stata e sarà sempre una cenerentola, indipendentemente dal governo in carica. A differenza degli USA, in Italia non esiste lo sbocco e il supporto alla ricerca costituito dalla presenza di multinazionali (o nazionali) potenti e affermate nel campo biogenetico, spaziale, ecc.

    Un esempio su tutti la ricercatrice italiana (intervistata nel programma) che studia negli USA le proprietà dei conduttori, studio che può rivoluzionare la trasmissione di energia nel futuro.
    Avrebbe potuto farlo in Italia, dove qui non esiste nessuna multinazionale che investe nel settore? Ovviamente no.

    Qui in Italia il discorso si potrebbe fare al massimo per la medicina, li la ricerca funziona, ma nel privato, nella clinica di Veronesi, ad esempio.
    Non e' esattamente cosi': ci sono alcuni settori, nella ricerca di base, che non danno luogo a un'applicazione immediata anche se, senza questo tipo di ricerca, non si avrebbero oggi tantissime applicazioni. Nessuna multinazionale, pero', e' disposta a investire in settori che non diano un riscontro di applicazioni, se non immediato, almeno nel medio termine. Faccio un esempio: Faraday faceva le sue esperienze con i tubi di scarica per indagare sulla struttura della materia, non certo immaginava che i suoi tubi sarebbero diventati i nostri tubi al neon per l'illuminazione. Eppure, senza i suoi tubi di scarica e la scoperta dell'esistenza di particelle chiamate elettroni, oggi non ci sarebbero tv, televisione, computer, cellulari ecc ecc ecc. State sicuri che sui tubi di Faraday nessuna multinazionale avrebbe investito un soldo bucato. Questo tipo di ricerca, quindi, e' fondamentale ed e' compito dello Stato finanziarla, ma con lo 0.6% del prodotto interno lordo, come in Italia, non si va da nessuna parte

  2. #62
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    In Origine Postato da Paul Z.
    P.S. La riforma univesitaria forse non andava estesa a tutte le università, ma in quelle strategiche ha prodotto gli effetti voluti: meno fuoricorso.
    Certo, con tutte le materie che hanno tagliato ero bravo pure io a far diminuire i fuoricorso! Basta vedere a ingegneria... in pratica ora i laureati di 3 anni valgono come un diplomato, e così vengono trattati dalle aziende; il problema è che poi le aziende tendono a fare di ogni erba un fascio, e iniziano a trattare alla stessa maniera anche i laureati di 5 anni (vecchi e nuovi), dicendo che tanto la loro laurea è uguale a quella di 3, visto che sono ugugalmente laureati...

  3. #63
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Tu però, prima, dovresti smentire le informazioni "manipolate" fornite da quella trasmissione.
    Son buoni tutti a dire: "Io sono competente del settore e sono tutte puttanate".
    Il Banana, per dire, lo fa da 11 anni...
    Intendi quella che mi ha fatto cambiare idea sulla redazione di rai3? Se vuoi, per non andare in OT, ti mando un resoconto dettagliato in pvt.

  4. #64
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    In Origine Postato da Dario
    Queste sono affermazioni molto gravi. Se non servono a supportare la tua appartenenza ai "mercenari" faresti bene a portare argomenti anzichè illazioni.
    Idem come per MrBojangles. Guarda con wFallaci e altri destrorsi non c'entro niente, non avete capito bene.

  5. #65
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    In Origine Postato da bsiviglia
    Senti, fai cosi': vai in un sito di qualsiasi Universita' o centro americano di prestigio, che so, il Mit, Columbia, Cambridge, Stanford, la Ucla, Berkeley, San Diego ecc...clicca sullo staff e guarda i cognomi: moltissimi sono italiani. Se vuoi te ne faccio qualcuno io: per esempio, Luca Cavalli Sforza, uno dei massimi, se non il massimo, genetista di popolazioni a livello mondiale.
    Senti, visto che fai tanto l'esperto, io non metto in dubbio che gli italiani vadano in America per fare ricerca. Non metto neanche in dubbio che il sistema italiano vada riformato. Tu mi citi l'esempio di Cavalli Sforza, e io ti rispondo grazie al cazzo. Ti dico anche che per un italiano che va negli USA e ottiene succeso, soldi e tutto quello che desidera, ce n'e' un altro che sgobba nei laboratori come farebbe in Italia (e con contratto precario, non definitivo come il giornalista di rai3 ha sottolineato). Esempio pratico, visto che senza di questi le mie parole ai vostri occhi sono illazioni: un primario ospedaliero amico e collega di mio padre ha una sorella che fa ricerca da vent'anni alla Northwestern University vicino a Chicago, Illinois. Questa signora, oltre a tornare in Italia ogni 3 anni per chiedere il rinnovo del visto al consolato a Firenze, campa coi soldi che il fratello le spedisce sistematicamente, poiche' coi soldi che il suo capo-laboratorio le destina ogni mese riesce solo a pagare l'affitto. O credi forse che tutti gli italiani che approdano in USA hanno un laboratorio da dirigere e centinaia di migliaia di dollari a disposizione? Ribadisco anche che i miei post non erano atti a difendere il governo Berlusconi o dire che in Italia siamo meglio degli USA, non ne avrei motivo, visto che sono dati oggettivi e sono piu' di sinistra di te. Volevo solo dire di non fidarvi alla cieca di programmi che la mia esperienza mi aveva fatto percepire come faziosi.

  6. #66
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    In Origine Postato da Dario
    Ricordo benissimo, ma Wfallaci, matteometteo e simili figuri evidentemente erano distratti o hanno bevuto la solita storiella della congiura komunista contro l'efficiente governo italiano. Come sicuramente avrà spiegato il Berlusconi.
    Ribadisco, non hai capito un cazzo.

  7. #67
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    In Origine Postato da Forrest Gump
    Dimenticavo: il discorso si riduce sempre a "CHI PAGA". E chi paga si trova, se la ricerca si trasforma in un profitto. Il resto sono balle buone per i gonzi.
    Totalmente d'accordo.

  8. #68
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    In Origine Postato da bsiviglia
    Non e' esattamente cosi': ci sono alcuni settori, nella ricerca di base, che non danno luogo a un'applicazione immediata anche se, senza questo tipo di ricerca, non si avrebbero oggi tantissime applicazioni. Nessuna multinazionale, pero', e' disposta a investire in settori che non diano un riscontro di applicazioni, se non immediato, almeno nel medio termine. Faccio un esempio: Faraday faceva le sue esperienze con i tubi di scarica per indagare sulla struttura della materia, non certo immaginava che i suoi tubi sarebbero diventati i nostri tubi al neon per l'illuminazione. Eppure, senza i suoi tubi di scarica e la scoperta dell'esistenza di particelle chiamate elettroni, oggi non ci sarebbero tv, televisione, computer, cellulari ecc ecc ecc. State sicuri che sui tubi di Faraday nessuna multinazionale avrebbe investito un soldo bucato. Questo tipo di ricerca, quindi, e' fondamentale ed e' compito dello Stato finanziarla, ma con lo 0.6% del prodotto interno lordo, come in Italia, non si va da nessuna parte
    Giusto. Il concetto di ricrca di base non lo conosocno in molti, sempre tutti a sbraitare di soldi brevetti etc, senza capire che l'unica vera ricerca, quella che conta, quella di base, la possono fare solo gli stati, sia per i tempi che richiede, sia per gli investimenti. Poi eventuali frutti della ricerca di base si trasferiranno sulla ricerca specialistica, e li entrano in gioco i privati. Secondo voi chi ha mappato tutto il genoma umano? qualche laboratorio privato?

    Cristiano

  9. #69
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    In Origine Postato da Bigas
    Giusto. Il concetto di ricrca di base non lo conosocno in molti, sempre tutti a sbraitare di soldi brevetti etc, senza capire che l'unica vera ricerca, quella che conta, quella di base, la possono fare solo gli stati, sia per i tempi che richiede, sia per gli investimenti. Poi eventuali frutti della ricerca di base si trasferiranno sulla ricerca specialistica, e li entrano in gioco i privati. Secondo voi chi ha mappato tutto il genoma umano? qualche laboratorio privato?

    Cristiano
    Vedi, purtroppo su queste cose nella testa delle persone esiste una grandissima confusione, alimentata ad arte ancora di piu' nell'ultima campagna referendaria dai sostenitori dell'astensione. Questi astensionisti non so se si siano resi pienamente conto del fatto che, per vincere un referendum, hanno fatto gravi danni all'immagine della Scienza nelle teste dei cittadini italiani e che ci vorranno decenni per rimuovere questi pregiudizi.

  10. #70
    Sospeso/a
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    Come ho detto, la puntata che mi ha fatto venire dei dubbi e' stata, come ho detto, quella sulle differenze tra sistema pubblico italiano e americano. Queste le principali inesattezze e omissioni:
    - Sistema ferroviario. La giornalista ha preso come riferimento i treni della cintura newyorchese ed i treni della Sardegna. Sorvolando sulla poca serieta' di confrontare una delle citta' piu' ricche del mondo con una regione remota italiana, hanno fatto vedere come il sistema americano fosse piu' efficiente di quello italiano in ogni ambito, puntualita', vivibilita' dei treni, sicurezza, servizio clienti, pulizia delle stazioni. Omissioni: il prezzo dei biglietti clamorosamente piu' alto in USA, i casi di ritardo che si verificano puntualmente
    nella citta' suddetta, ma soprattutto il fatto che il paragone non fosse esatto poiche' i sistemi paragonati erano uno di proprieta' locale (MTA, nel caso di NY), e l'altro nazionale (FS). Se avessero paragonato, come e' giusto che sia, le FS con la ferrovia nazionale americana (Amtrak), il nostro sistema sarebbe uscito di gran lunga vincente, anche paragonando la california con la Sardegna. Inesattezze: la giornalista continuava a sostenere che il sistema preso in considerazione fosse interstatale, e come esempio mostrava il treno alla stazione di Tarrytown, secondo lei una citta' del NJ. Purtroppo la linea presa in questione si chiama Metro-North, e la cittadina di Tarrytown si trova un'ora circa a nord di NYC sempre nello stesso stato. La giornalista faceva vedere anche come, dopo essere incappata in un errore di tariffazione ad una macchinetta autoimatica per la distribuzione di biglietti, un addetto le si avvicinasse rimborsandole la tariffa in eccesso. Minchiata enorme. Mai visto in USA un assistente che volontariamente svolga questo servizio. Bisogna andarlo a cercare e , per ottenere il rimborso, dimostrare che l'errore e' dovuto ad una disinformazione dell'agenzia proprietaria delle macchinette o, se si e' stranieri, alla difficolta' di comprensione dei messaggi. Cosa questa che avviene anche qui in Italia.
    - Sistema di trasporto urbano su rotaia: paragone tra la metropolitana di New York e quella di Milano. Metropolitana di NY, manco a dirlo, migliore su tutti i punti di vista. Esempi che corroboravano questa tesi, bellezza delle stazioni (inquadrando Grand Central, manco a farlo apposta), vuotezza dei treni, sicurezza nelle stazioni. Ora, chiunque ha mai preso la metropolitana a New York, sa come le stazioni in tutta l'area urbana sono estremamente degradate, specialmente nel Queens, Bronx, Brooklyn e Upper Manhattan. Ma basta andare dalla trentesima strada in giu' o anche nel tunnel sotto Times Square per rendersi conto del degrado delle stazioni newyorchesi anche nel centro della citta'. Una delle poche stazioni in ordine e pulita e' quella di Grand Central, che pero' e 'un centro di interscambio con linne ferroviarie e non una semplice stazione della metropolitana. Altre omissioni e inesattezze: la giornalista ha dimenticato di menzionare il prezzo della metro di NY (2$ solo andata, 60 $ abbonamento mensile solo subway), piu' alto sicuramente di quello di Milano. Non so che linea la giornalista abbia preso in considerazione per affermare che la metropolitana di NY fosse semi-vuota ma, sebbene sia vero che alcune tratte contrassegnate da lettere, ie D o A, nei loro tratti suburbani siano vivibili, basta pero' prendere una linea centrale, come la 3 che passa sotto la Broadway o la 4 che invece copre la parte ad est di Central Park, per accorgersi che le cose non stanno esattamente cosi', e non solo all'ora di punta. Sulla sicurezza della linee di NY sorvolo, basta proporre la tesi di Report ad un anche superficiale conoscitore del sistema per provocare immediata ilarita'. In tutte le citta' americane dove sono stato, la situazione non e' tanto migliore, con l'eccezione di Washington, dove pero' le tariffe sono piu' alte e la flessibilita' di queste inesistente.
    - Sistema di trasporto privato su gomma (taxi). Qui le stronzate si sprecavano. Tra le piu' clamorose, minor costo del taxi in America rispetto all'Italia (ma quando mai), e presunta umanita' del lavoro di guidatore. Chiedete ad un americano di fare il tassista in una metropoli, e anche qui le risate sono assicurate (credo che a NY i tassisti americani siano pochissimi, e comunque neri o di altre minoranze). Questo perche' il tassista in America e' un lavoro fortemente competitivo e, visto l'alto costo delle licenze e i padronaggi, per raggiungere un livello decente di vita bisogna dedicare anima e corpo alla guida.
    - Sistema stradale americano: sperticati elogi alla gratuita' delle autostrade statiunitensi e mazzate a quello italiano. Il fatto che le autostrade in USA siano gratuite e' certamente positivo, ed i prezzi in Italia ingiustificabili altrettanto sacrosanto, ma la giornalista, anche in questo caso, si era dimenticata di dire come tutte le strade di nuova inaugurazione siano a pagamento (salato) anche in America, e che quelle gratuite siano in condizioni pietose.
    Questi i fatti che mi ricordo adesso; mi pare, al tempo in cui questa puntata era andata in onda, di aver postato dicendo cose simili, ma forse era un pvt. Per riscontri, scaricati la puntata da me descritta e trai le tue conclusioni.

    Il mio post di ieri, come ho gia' detto, non era di difesa a priori per il governo Berlusconi, ne' per negare lo stato pietoso dell'universita' italiana. Volevo solo dire di non fidarsi di programmi come quello senza avere un minimo di conoscenza. Chiaramente questa e' la mia opinione. Purtroppo alcuni di voi non lo hanno inteso, e la cosa che mi e' dispiaciuta e' stata di prendermi del banana o di essere paragonato a Wfallaci. Credo di essere stato esaustivo. Se ti serve altr, fammelo sapere.o

 

 
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