"La Stampa", 6 agosto 2010, pag. 17
I pm: Scaglia e Mokbel subito a processo
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
Quando li arrestarono, l’imprenditore Gennaro Mokbel, l’ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia (ancora ai domiciliari), l’ex ad di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli, il giudice Aldo Morgigni scrisse che era stata scoperta «una delle frodi più colossali mai poste in essere nella storia nazionale»: ben due miliardi di euro sottratti alle casse dello Stato. Era la fine del febbraio scorso. Da allora, l’inchiesta ha fatto molti passi in avanti. Un senatore della Repubblica si è dimesso dal Parlamento per rapporti con la criminalità organizzata. S’indaga su presunti fondi neri nella maggiore industria di Stato, la Finmeccanica. Ma intanto il reato di partenza, ovvero la frode al fisco attuata attraverso la compravendita di traffico telefonico internazionale, è sempre lì. E ora la prima tranche dell’inchiesta della procura di Roma si conclude con la richiesta di giudizio immediato per 37 persone. Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed i sostituti Francesca Passaniti, Giovanni Bombardieri e Giovanni Di Leo ci sono elementi di prova sufficienti per mandare Mokbel e altri 36 sotto processo saltando l’udienza preliminare. Sulla richiesta della procura dovrà ora pronunciarsi il gip Maria Luisa Paolicelli.
I reati contestati sono diversi: associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata finalizzata al riciclaggio all’intestazione fittizia di beni, evasione fiscale, reinvestimento di proventi illeciti e delitti contro la pubblica amministrazione. Cinquantasei le persone arrestate alla fine dello scorso febbraio; la richiesta di giudizio immediato riguarda soprattutto i destinatari di quelle misure ad eccezione dell’ex senatore Nicola Di Girolamo e di Marco Toseroni, braccio destro di Mokbel e sua mente finanziaria. Due che finora sembrano collaborare con la giustizia. Le loro posizioni per il momento sono state stralciate e rimangono nel filone di indagine che prende in esame anche un’ipotesi di riciclaggio legata all’acquisizione di quote della società Digint, partecipata nella misura del 49 percento da Finmeccanica.
Tra gli indagati per i quali è stato sollecitato il giudizio immediato figurano l’ex responsabile dell’Area regioni europee di Telekom Sparkle Massimo Comito, il responsabile grandi aziende di Fastweb Bruno Zito, il membro del comitato direttivo Roberto Contin, e l’ex membro del cda, Mario Rossetti.
Da quando è detenuto nel carcere di Nuoro, ossia dal 23 febbraio, Mokbel ha perso oltre 21 chili di peso, passando da 79 a quasi 58 chili. Secondo una consulenza sollecitata dagli avvocati Ambra Giovene e Cesare Placanica e resa pubblica alcuni giorni fa, il detenuto potrebbe essere affetto dalla sindrome di Tourette, malattia neurologica che con tic motori, vocali e comportamentali ha un impatto devastante sulla vita sociale del malato. Con la richiesta di giudizio immediato, però, se s’avvicina la data del processo, si allungano automaticamente anche i tempi della sua detenzione preventiva.




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