IN GALERA 13 RAGAZZE MAROCCHINE PER COLPA DI UN TURISTA DEL SESSO
BRUXELLES - Decine di ragazze e giovani donne sono in fuga, mentre 13 di loro sono state gettate in prigione, umiliate, condannate fino ad un anno di detenzione per atti contro la morale con un turista del sesso. E' il tragico epilogo di quella che numerose giovani marocchine consideravano una storia d'amore con un giovane turista belga conosciuto nella loro citta', Agadir.
In realta' l'uomo, un giornalista ora dimissionario del quotidiano belga 'Le Soir', dopo una corte serrata otteneva da loro foto compromettenti facendo balenare la speranza di realizzare una vita lontano dalla miseria, in Europa. Infatti l'unico obiettivo dell'uomo era di poter esibire i suoi trofei di caccia sul sito internet ''worldsex'' accompagnati da commenti umilianti. Altri individui, senza scrupoli, hanno riunito le foto delle ragazze marocchine raggirate, le hanno scaricate su Cd e vendute nella loro citta' d'origine, Agadir.
Decine di foto di 80 giovani donne sono state cosi' gettate in pasto alla societa' marocchina dove il codice penale e' ancora estremamente severo. Sono infatti ''punite con detenzione fino ad un anno tutte le persone di sesso diverso, non unite dal legame del matrimonio, che hanno tra loro relazioni sessuali''. Di fronte all'ingiustizia che vivono le giovani vittime e le loro famiglie il Belgio ha deciso di reagire. Una parlamentare belga di origine marocchina, Fatiha Saiedi, si e' recata ad Agadir accompagnata da un giurista belgo-marocchino.
La conseguenza e' che alcune genitori le cui figlie sono state condannate hanno presentato ricorso alla giustizia belga. Intanto il quotidiano 'Le Soir' ha deciso di dare la parola a queste famiglie, tutte di origine estremamente modeste, per far conoscere il dramma che stanno vivendo. ''Sono famiglie - scrive il quotidiano - che vivono l'inferno di una morte sociale: chiuse nelle mura della loro disperazione sono insultate dai vicini e messe al bando dal loro quartiere''.
Ci si interroga anche su come il giornalista abbia avuto campo libero nell'avvicinare le ragazze. Al riguardo l'inviata di 'Le Soir' ad Agadir scrive: ''I nostri interlocutori sono chiarissimi: e' impossibile che l'uomo abbia potuto perpetrare questi atti senza essere individuato''. Ora la speranza delle famiglie e di molti in Belgio e' che giustizia sia fatta affinche' le giovani donne e le loro famiglie possano ritrovare la giusta dignita'.




Rispondi Citando
