Sottoscrivo questo articolo del giornalista del Foglio C.Rocca
Cia a Milano
Non conosco i dettagli dell'operazione Cia a Milano contro i fondamentalisti sospettati di legami col terrorismo. E in realtà non mi interessano granché. Ma noto che ogni volta che gli americani fanno ciò che gli "anti Bush" dicono bisognerebbe fare contro i fondamentalisti, cioè non la guerra ma operazioni di intelligence per sconfiggere Al Qaida, si scopre che non vanno bene nemmeno queste. Succede oggi a Milano. E' successo ieri in Pakistan. Dunque: la guerra no. Ok. Le operazioni coperte no. Il carcere no, perché in America c'è la pena di morte o Guantanamo. Insomma lo schema deve essere questo: processo ordinario come contro i borseggiatori d'autobus. Ipotesi peraltro già tentata, col successo che sappiamo, da Clinton negli anni 90. Ma non solo: il seguito di questo processo ordinario deve essere una sentenza di assoluzione perché in realtà questi terroristi sono resistenti e i resistenti all'occupazione militare, secondo le norme internazionali emanate dall'Onu, non sono terroristi ma gente da tutelare. Nel mondo occidentale oggi la differenza è tra chi ha visto che cosa è successo l'undici settembre e quindi vorrebbe sconfiggere il nemico e chi ha visto che cosa è successo però dice che dovremmo capire le ragioni dell'odio che il nostro nemico ha nei nostri confronti. Che gli italiani e gli europei non stiano tra i primi e non sostengano gli americani è una cosa incredibile: ma come fanno a non capire che nel momento in cui a Washington si romperanno le scatole di morire e di spendere anche per noi, e per giunta essere presi per il culo, poi toccherà a noi combattere o, come abbiamo spesso fatto nello scorso secolo, arrenderci?
29 giugno
Cordiali Saluti




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