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    Predefinito La destra “ma anche” incanta i salotti

    La destra “ma anche” incanta i salotti

    di Francesco Borgonovo


    Finalmente, dopo anni di sforzi, ce l’hanno fatta. Gli intellettuali della “nuova destra” finiana - i rappresentanti della Fondazione Farefuturo in testa - hanno ottenuto il marchio di rispettabilità tanto atteso, il lasciapassare che consente l’ingresso in pompa magna nel salotto buono della cultura. Ieri un lungo articolo di Repubblica firmato da Simonetta Fiori celebrava il «Pantheon della nuova destra». Ovvero un manipolo di illuminati il quale dà vita a una «nuova destra culturale, libertaria e non autoritaria, riformatrice e non conservatrice, democratica e non populista, che dell’eccletismo e del trasversalismo intellettuali fa una bandiera da innalzare contro quei musi illividiti del potere berlusconiano». Praticamente una sinistra alternativa.
    Verso l’avvenire

    Chi sarebbero gli intellettuali fautori del nuovo corso? Alessandro Campi, direttore scientifico di Farefuturo, Luciano Lanna del Secolo d’Italia e tutto il circolo di editorialisti e pensatori che li circonda (Filippo Rossi, Aldo Di Lello e vari altri). Costoro si opporrebbero, secondo Repubblica, alla «destra tremontiana e leghista, chiusa, arroccata e divisiva che si pone fuori dalla tradizione repubblicana e costituzionale» (parole di Aldo Schiavone).

    Simonetta Fiori cita anche i nomi che compaiono nel “pantheon” appena composto da questi intellettuali. «Una destra che celebra il nomadismo esistenziale di Chatwin e Kerouac, adotta Albert Camus fra i propri Lari, rilegge classici come Tocqueville e Renan e cerca il dialogo a sinistra con Asor Rosa e Tronti, figure simbolo dell’eterodossia». Non solo: si nota un’apertura alla «cultura pop, mescolando Fiorello e Pupi Avati, ma anche coinvolgendo nel progetto scrittori tradizionalmente estranei alla propria famiglia quali Scurati e Culicchia, De Carlo o Conte, o anche sostenendo con massicci contributi finanziari premi letterari del prestigio dello Strega».

    Per il quotidiano di Largo Fochetti, la bontà delle iniziative di Farefuturo e simili sarebbe confermata dal fatto che il loro «progetto» viene «quotidianamente svillaneggiato o bersagliato a pallettoni dalle colonne del Giornale e di Libero».

    Quale sarebbe il nostro attacco a colpi di fucile? Forse un articolo di qualche mese fa in cui descrivevamo la «destra “ma anche”», di cui Farefuturo è un esempio. In quel pezzo parlavamo di una sudditanza psicologica di molti intellettuali, giornalisti e saggisti di destra (per altro validi) la cui massima ambizione sembra quella di compiacere i guru del progressismo. Obiettivo raggiunto, dopo questo articolo di Repubblica. Ma a che prezzo? Vediamo.

    Sulla rivista prodotta da Farefuturo compaiono un numero sì e l’altro pure interviste a influenti rappresentanti dell’universo culturale di sinistra, da Nanni Moretti a Francesco De Gregori, da Giacomo Marramao a Susanna Nicchiarelli (allieva di Moretti, che originalità). Buono e giusto discutere con chi la pensa diversamente. Libero lo fa da sempre, lasciando spazio a opinioni diverse e a firme non certo riconducibili alla «destra leghista con la bava alla bocca» (per questo, vedi il caso di Paolo Nori, siamo stati violentemente attaccati da scrittori e critici, tutti “radical”, di grandi giornali e importanti case editrici).

    Stupisce soltanto che grandi nomi come quelli di Giovannino Guareschi o Leo Longanesi non vengano mai richiamati. Che siano troppo «populisti»? Nel citare a casaccio nomi del “nuovo pantheon”, poi, Repubblica dimostra la superficialità con cui da sempre tratta i conservatori. Berlin, Camus, Kerouac e altri non sono mai usciti dal dibattito culturale, semmai sono stati superati e affiancati da altri autori, anche “di sinistra”. Lo dimostra un articolo di Francesco Specchia (il quale parlava non a caso di “nuovo pantheon”) che abbiamo pubblicato qualche tempo fa e non ha mancato di suscitare polemiche. Ma forse i veri democratici del giornale di Ezio Mauro ritengono che siamo ancora fermi a Mishima, Evola e Mussolini.

    Fa sorridere che per risultare presentabili nel salotto buono si debba dialogare con Mario Tronti e Alberto Asor Rosa. Esilarante poi che Il Secolo d’Italia (il quale è arrivato a definirci «utili idioti» dopo le nostre critiche a Farefuturo) dedichi paginate all’opportunità di dialogare col professore palindromo. Ecco i titoli: “Perché noi possiamo capire Asor Rosa”, con tanto di risposta: “Perché io posso capire voi”. Ci capiamo e siamo tutti amici.

    Sfogliare De Carlo non ci interessa, preferiamo leggere Antonio Moresco. Dare soldi al premio Strega, il quale da anni è un giochetto per editori che prescinde totalmente dalla qualità delle opere, ci sembra poco importante. E quel che Asor Rosa aveva da dire lo abbiamo capito da anni. Insomma, ci aspetteremmo qualcosa di meglio, di più originale, che la sudditanza ai maestrini della gauche.

    I quali, per altro, continuano a considerare inferiore chiunque sostenga Silvio Berlusconi, come dimostrato dall’articolo di Eugenio Scalfari comparso su Repubblica un paio di domeniche fa, nel quale il nostro direttore Maurizio Belpietro e un “terzista” come Pierluigi Battista venivano dipinti come subumani perché la pensano diversamente dal barbuto fondatore.
    Progetto politico

    Ma sono considerazioni di superficie. Il vero progetto politico di Repubblica è chiaro. Si approfitta del caos degli ultimi tempi su Gianfranco Fini, ormai “fuori onda” rispetto al PdL, per arruolare i finiani. I quali sembrano ben volentieri prestarsi al giochetto. Alessandro Campi, per esempio, sostiene che «il berlusconismo appare sempre più come un sistema di potere senza visione né disegno».

    Ecco la chiave di volta. Per diventare presentabili bisogna odiare Berlusconi e sbertucciare chi lo vota. Bisogna considerare la Lega roba per il popolino, per i plebei. Così Il Fatto Quotidiano può titolare che Fini è il nuovo leader dell’opposizione e Repubblica può incensare i conservatori dal volto umano.

    Ma per mettere piede in un salotto si fa questo e altro.

    Libero News - La destra "ma anche" incanta i salotti


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 07-12-09 alle 04:43

 

 

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