giorni fa vi invitavo ad aver pazienza con oneto . ricordandovi che dalgi intellettuali si devono sempre prendere le ( poche) cose buone ben sapendo che anche i migliori purosangue sono "ombrosi" e che comunque "ragioni umane" costringono sempre tutti gli intellettuali puri a servire un " qualcosa" ..Non si deve mai prendere nessuno per un profeta meno che mai un " intellettuale puro" .
ad esempio cito questa recente " marchetta" di blondet per il suo " editore, un panegirico su " l' obolo si san pietro " che e' stato la causa prima della corruzione della chiesa e della frantumazione della cristianita' .
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[I] Da:
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Data:2005-06-27 05:01:03 PST
Avvenire oggi
L'obolo in questa stagione di papi
La cesta di Pietro per la fame dei popoli
Maurizio Blondet
Dicono che a dare inizio al tutto siano stati gli anglosassoni appena
convertiti, nel secolo ottavo. Per mostrare al Vescovo di Roma il loro
affetto, s'impegnarono a donargli una somma annuale, raccolta tra le
famiglie: Peter's Penny, il soldo di Pietro. Ma certo il loro modello
erano le collette che Paolo aveva raccolto tra le sue "chiese" per
farle avere al primo Pietro, l'ex-pescatore: per gli apostoli di
Gerusalemme e per i loro poveri, soprattutto.
Non so se ci rendiamo conto come vivessero quei cristiani
nell'Inghilterra del secolo ottavo. Recenti studi archeologici hanno
esaminato scheletri di quel tempo, in cui era ormai scomparsa
l'incomparabile organizzazione della Roma imperiale, con le sue
splendide strade, i suoi rifornimenti di cibo, le terme e l'igiene.
Sono scheletri di guerrieri denutriti e insieme schiacciati dalla
fatica fisica; denti malfermi, ossa deformate dal rachitismo e dai pesi
portati, e per giunta fratturate da mazze ferrate. Ma quelle vite
brutali e deprivate si concedevano il lusso dell'amore, e di quel che
l'amore suggerisce: il dono. Nel freddo oscuro Nord, lesinavano sulla
polenta d'orzo e sull'aringa affumicata per mandare un granello
d'argento al Vescovo che viveva sotto il sole mediterraneo, e che non
avrebbero mai visto: un denarius, la paga del soldato romano.
E noi? Abbiamo vissuto settimane di vero entusiasmo attorno al Papa che
ci ha lasciato, e a quello che gli è succeduto. Folle inimmaginabili,
in calda e paziente attesa, pronte alla commozione, all'applauso e
all'affetto. Foreste di videofonini innalzati per riprendere la faccia
del nuovo Pietro.
Ma quanto, poi, lo amano? Il fatto è questo: forse le immense folle
non sanno che il modo di voler bene al Papa è ancora quello del secolo
ottavo. È sempre aperta la cesta che raccoglie il Peter's Penny, il
denarius Sancti Petri, l'obolo di San Pietro. Il Pietro del secolo
ventun esimo aspetta, come il Pietro del primo, quell'elemosina per i
suoi poveri. Perché ciò che Pietro riceve da chi lo ama, lo dona
tutto. Ci sono orfani del genocidio in Rwanda, superstiti dell'Aids in
Kenia, un ospedale a Sarajevo e uno in Armenia, che vivono di quello
che Pietro manda. Dai secoli bui, Pietro non ha mai dubitato di poter
dare: l'amore dei suoi figli ha riempito la cesta, a cominciare dagli
angli sdentati e coperti di ferro, affamati dai gran signori. Sarebbe
grossa se la cesta restasse vuota oggi, quando nessuno mangia più
pesce secco e a nessuno manca il videofonino. Non potersi più
concedere quell'antico gesto d'amore al Padre della famiglia comune,
denuncerebbe una miseria più incurabile, mai vista in venti secoli.[/i ]




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