GUARDIAMO SGOMENTI ALLE LORO BUSTE-PAGA
di Maurizio Blondet
Non per tutti gli italiani va male.
Non tutti fanno fatica a tirare fine mese, vittime dei rincari.
Va male ai giovani brillanti scienziati, che lavorano per 900 euro al mese
(senza contributi: è "borsa di studio" quell'elemosina, non una paga) e devono
per anni leccare le scarpe a immondi baroni incompetenti, sperando così di
strappare un incarico o una cattedra minore, perché la maggiore e ben pagata
andrà al figlio scemo del barone.
Va male ai pensionati e gli andrà peggio, perché incombe una "riforma" delle
pensioni.
Va male ai rappresentanti di commercio, ai venditori di titoli, che non cavano
un ragno dal buco perché il risparmio non viene più "investito" dopo le batoste
che i risparmiatori hanno preso (Parmalat, l'Argentina) dalle banche.
Chiunque lavori nel privato è in pericolo, la concorrenza cinese gli fiata sul
collo, si deve accontentare di paghe ridicole e falcidiate dai monopolisti
pubblici e privati.
I nuovi assunti, i celebrati giovani, possono sperare in salari da 780 euro al
mese e impiego (se lo trovano) trimestrale.
Ma non va male per tutti.
Il giornalista-sindacalista Rizzo Nervo, comunista (sì, esistono ancora) ha
denunciato l'emolumento di Bruno Vespa, 1,2 milioni di euro l'anno.
Faceva meglio a tacere, perché Vespa ha "parlato".
Degli altri emolumenti.
Così, più scandaloso di Vespa ci sembra il compenso di quel tal Fabio Fazio: 2,5
milioni di euro.
Fanno 5 miliardi di lire l'anno, 300 milioni al mese.
Ora, il punto è che Fabio Fazio non fa ridere, e non interessa; le sue
trasmissioni sono dei fiaschi noiosi, le sue battute appartengono al più trito
tritume del politicamente corretto di sinistra, non ne ha mai indovinata una.
Ma continuano ad imporcelo, e a quel prezzo, come fosse un gioiello prezioso.
La domanda è: perché Fazio ha tanta fortuna?
Escluso (ma non ne siamo sicuri) che debba la sua fortuna alla parentela con il
più celebre Fazio di Bankitalia (che è pagato solo il doppio del
comico-conduttore, benché privo d'intelligenza come lui), la risposta è una
sola: perché Fabio Fazio è stato scelto dalla sinistra comunista.
Non è bravo, ma deve occupare un potere, un posto, una prima serata; che non
vada ad altri, magari spiritosi, divertenti, o anche solo intelligenti.
Aspettiamo rivelazioni su quel tizio (Giovanni Floris?) che "conduce", come
dicono, Ballarò.
Quel tizio che sembra finto, come il fidanzato di Barbie, la più falsa dentatura
dell'universo televisivo.
Se Ballarò ha sostituito i programmi di Michele Santoro, che percepiva 763 mila
euro l'anno, quanto prende il sostituto di Santoro, il fidanzato di Barbie della
sinistra?
I direttori dei TG fanno la figura di poveri: i 370 mila euro di Mimun, o i
200mila euro di Mauro Mazza, sono nella norma televisiva.
Ciò che non è nella norma è il fatto che alla Rai, anche quando non saranno più
direttori, continueranno a prendere lo stipendio da direttori.
Finché morte non li separi, dalla busta-paga.
Tanto, paghiamo noi contribuenti.
Il direttore generale Flavio Cattaneo, apprendiamo, percepisce 600 milioni di
euro l'anno.
Più, attenzione attenzione, 150 mila euro di "indennità": per un totale di 750
mila euro, 1,4 miliardi di vecchie lire.
Indennità, scusate, per che cosa?
Ah, la parola magica "indennità", mai pronunciata a proposito degli emolumenti
degli alti funzionari pubblici, parapubblici e semipubblici: personalmente,
rinunceremmo al nostro attuale stipendio di giornalista privato a fine carriera
in cambio di una qualunque "indennità" pari a quelle che ricevono i grand
commis. Metà indennità, ci basterebbe ampiamente.
O anche solo l'indennità che prende ogni funzionario della Banca d'Italia quando
deve andare a Washington, alle riunioni del Fondo Monetario – a prendere ordini.
Non è un lavoro difficile, prendere ordini.
Né Washington è una sede disagiata.
Eppure, oltre il rimborso delle spese documentate (albergo, ristoranti, auto…)
il funzionario della Banca d'Italia ha diritto a una "indennità" di mille euro
al giorno. Al giorno.
Ogni giorno che passa a Washington gli rende, oltre all'enorme stipendio, una
"indennità" così: tre pensionati minimi sono costretti a vivere per un mese
intero con l'equivalente della "indennità" giornaliera del nostro funzionario.
Un giovane brillante ricercatore sarebbe felice di poter ricevere quella cifra
ogni mese.
Ma non è così.
L'intelligenza è la cosa meno pagata in Italia.
Nessuno ne ha bisogno, nel settore pubblico.
Benché sia rara e preziosa, non ha mercato: per forza, guardate Fabio Fazio (e
anche l'altro Fazio), mica hanno bisogno d'intelligenza.
Ma perché illudere i giovani?
Perché le università fanno corsi di ingegneria, fisica, filosofia, economia,
matematica?
Perché ingannare così i giovani?
Prepariamoli meglio al lavoro in Italia; insegnamogli le tecniche e le qualità
che davvero servono qui per fare carriera e avere stipendi da sogno.
Si cominci con un corso elementare di "conformismo" (con proiezione di video di
Vespa nell'esercizio delle sue funzioni) e un insegnamento di "superficialità" e
"ignoranza arrogante".
Si istituisca finalmente una cattedra di "identificazione dei poteri reali e di
come rispettarli e servirli" (Gad Lerner è il luminare necessario, ma non è il
solo candidato), come corso propedeutico alla "teoria e pratica del
leccaculismo".
Le lezioni andranno affiancate da esercitazioni pratiche di "rincoglionimento",
onde ridurre la quantità d'intelligenza, di cui lo studente fosse per disgrazia
dotato, ai livelli accettabili dai "padroni del vapore".
Ricordatevi che in Italia passano per intelligenti, anzi un po' troppo, D'Alema
e Giuliano Amato.




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