WOYTILA SANTO CON RITO ABBREVIATO (c'e' stato il patteggiamento?)
di Maurizio Blondet
Carol Wojtyla
Santo per direttissima, senza indagini.
Nessun "avvocato del diavolo" a frugare nel passato del santo.
Del resto ci aveva già pensato lui, Karol.
Pochi giorni prima di morire, ha avuto ancora la forza di mettere sotto chiave, con un decreto, i documenti degli archivi vaticani.
Come ha rivelato Andrea Tornielli (1) del Giornale (è il miglior vaticanista italiano) il Papa polacco, prima di tirare l'ultimo respiro, si è preoccupato di mettere sotto il comando di una direzione centrale i vari archivi, fino ad oggi autonomi, dei diversi dicasteri vaticani.
Si noti, questo è il Papa che ha aperto, anzi spalancato gli archivi segreti della Santa Sede agli ebrei; loro sì hanno potuto frugarli a piacere, per trovare capi d'accusa contro altri Papi santi, da Pio X a Pio XII, sul suo presunto "silenzio" di fronte al nazismo.
Wojtyla che ha aperto gli archivi ai rabbini, all'AIPAC, al B'nai B'rith (la Massoneria ebraica che ha scritto tutti i documenti conciliari riguardanti l'ebraismo) li ha chiusi agli studiosi, e specificamente a quelli cristiani.
In modo particolare, il decreto terminale di Wojtyla ha blindato "i documenti dei sommi Pontefici e dei cardinali" (carte private innanzi tutto).
C'è da chiedersi che cosa dovesse riparare da occhi indiscreti.
Che cosa c'è di più indiscreto della curiosità dei rabbini?
Possiamo solo fare un piccolo elenco di ipotesi.
1)I rapporti del giovane prete, poi vescovo e cardinale Wojtyla , con i frankisti, cioè i seguaci del falso messia Jacob Frank in Polonia, pseudo-convertiti al cattolicesimo nel 18mo secolo, e poi in gran parte passati a costituire il nerbo del Partito Comunista Polacco (per i particolari, rimando al mio "Cronache dell'Anticristo", Effedieffe).
2)Le motivazioni reali delle profuse e ripetute richieste di perdono ad ebrei, aztechi e numerosi altri popoli e individui. Per le "colpe" della Chiesa (e di decine di Papi santi davvero, la cui disgrazia è di essere nati prima del "grande santo polacco").
3)I contenuti del "terzo segreto" di Fatima, che la veggente suor Lucia aveva chiesto di aprire nel 1960, e che Papa Wojtyla ha divulgato quarant'anni più tardi.
Sostenendo che il Papa ferito e poi ucciso di cui parla la Vergine era lui, Wojtyla.
Molti tradizionalisti portoghesi ritengono che il testo divulgato sia un falso: che quello autentico parli della devastazione portata alla Chiesa, con il Concilio, dai cardinali.
Grazie alla doppia mandata di chiavi che il morente Giovanni Paolo II ha dato agli archivi, non lo sapremo mai.
4)I veri motivi per cui la tendenza "giudaizzante", da sempre marginale (e fin dal principio combattuta da san Paolo) sia diventata la dottrina ufficiale dell'alto clero romano.
D'altronde, Giovanni Paolo II ha trascorso gli ultimi mesi di vita intento a scrivere la propria autobiografia; poco di memorabile ce ne resta, salvo la stupefacente asserzione che il comunismo fu "un male necessario". Ma perché scrivere la propria vita?
In genere, lo fanno i personaggi storici discussi e discutibili per "pilotare" dall'oltretomba i giudizi sulla propria vita ed opere; e per mettere un'ipoteca sulle ricerche degli storici.
E' questo il caso del "santo sùbito"?
di Maurizio Blondet
Note
1) Andrea Tornielli, "L'atto finale di Wojtyla: blindati gli archivi Vaticani", Giornale, 30 giugno 2005.
www.effedieffe.com


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