Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 23
  1. #1
    AC Milan 1899
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    13,011
     Likes dati
    4
     Like avuti
    25
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Dien Bien Phu: la vittoria impossibile

    In onore dei valorosi combattenti della legione straniera caduti in Indocina per mantenere le posizioni europee.

    Versione stampabile

    Marzo 1954: i parà della Legione straniera nell’inferno d’Indocina

    Dien Bien Phu, ovvero la vittoria impossibile
    di Salvatore Santangelo

    Sul Tonchino, sperduto altopiano del Vietnam del Nord, in 56 giorni di strenua resistenza contro soverchianti forze nemiche, i battaglioni coloniali francesi e i proscritti della Legione straniera scrivono una delle più fulgide pagine di eroismo della storia militare.


    «Legio patria nostra»
    Motto della Legione Straniera

    Verso la fine del 1953 il comandante in capo delle forze francesi in Indocina, il generale Henri Navarre, decise di installare un campo fortificato, rifornito unicamente da un ponte aereo, nel cuore del territorio dei vietminh sull’altopiano del Tonchino: la valle di Dien Bien Phu, che si trova a ben 350 km dal delta del Mekong, e quindi lontanissimo dalle più vicine basi francesi. Il campo avrebbe dovuto fungere da punto di appoggio per i gruppi di commando che operavano sul confine con il Laos e da base di partenza per gli attacchi di grosse unità appoggiate dall’artiglieria e dall’aviazione che aveva le proprie basi nella enclave.
    Anche se ben presto l’ipotesi di lanciare qualsiasi operazione offensiva si rivelò assolutamente velleitaria, il campo fu mantenuto e, anzi, progressivamente rinforzato. Lo Stato maggiore francese pensava infatti di poterlo usare come “incudine” contro cui il “maglio” dell’aviazione e dell’artiglieria avrebbe potuto schiacciare le divisioni del generale Vo Nguyen, detto Giap. Ma le implicazioni di questo nuovo ruolo del campo non furono valutate con sufficiente lucidità. In particolare, furono costantemente sottovalutate le dimensioni dell’artiglieria vietminh, la capacità che le forze di Giap avevano di muovere i cannoni e le munizioni per centinaia di chilometri e la loro straordinaria attitudine a mimetizzarsi e quindi a sfuggire al fuoco francese; inoltre, la particolare morfologia della valle - stretta e lunga - comportava per la guarnigione serie difficoltà nel mantenere il controllo delle colline circostanti. I materiali di costruzione erano palesemente insufficienti a proteggere sia l’area centrale sia il perimetro difensivo da un attacco prolungato; infine i francesi non sapevano che i vietminh si erano dotati di un regolare reggimento di contraerea.
    La valle fu conquistata fra il 20 e il 22 novembre del 1953: durante l’operazione Castor furono lanciati sei battaglioni di parà, tra i quali il I Bep (Battaglione paracadutisti della Legione straniera); questa unità fu uno dei reparti di para che rimase a Dien Bien Phu quando il resto delle forze tornò nelle retrovie, rimpiazzata da dieci battaglioni di fanteria aerotrasportata: quattro della legione, tre algerini, uno marocchino e due thailandesi. Il campo fu dotato di dieci carri M24 di fabbricazione statunitense, una trentina di pezzi d’artiglieria di vario calibro e sei cacciabombardieri Bearcat. La guarnigione giunse a comprendere più di 10 mila uomini, ma solo una parte era composta da truppe di prima linea.
    Giap accettò la sfida e, fra il novembre del 1953 e il marzo del 1954, riuscì ad ammassare sulle colline circostanti circa 50mila uomini appartenenti alle sue migliori divisioni, appoggiate da circa trecento bocche da fuoco; riuscì anche a schierare il suo reggimento di contraerea da 37mm appositamente addestrato dai cinesi. Le sortite tentate in dicembre dalla guarnigione dimostrarono che tre battaglioni di parà, nonostante il supporto pesante, non riuscivano ad uscire per più di qualche chilometro dalla valle senza essere impegnati in pesanti scontri. In particolare, tra il 10 e il 15 dicembre, il I Bep perse ben 52 uomini in un’azione locale verso l’imboccatura nord della vallata. A breve anche le pattuglie nella valle stessa vennero impegnate in giornalieri scontri a fuoco: erano le prime avvisaglie di quanto stava per accadere.
    Il 13 marzo 1954, si abbatté sul campo un massiccio ed estremamente preciso sbarramento di artiglieria: si inaugurava così la battaglia vera e propria. Durante la prima notte Beatrice fu travolta, il giorno seguente Gabrielle: in soli due giorni vennero dunque persi due importanti sistemi di postazioni difensive a nord. La forza aerea francese si dimostrò assoluta-mente incapace persino di individuare l’artiglieria nemica, magnificamente posizionata e mimetizzata in modo efficacissimo; allo stesso tempo l’artiglieria del campo non solo non riusciva a mettere a tacere le armi dei vietminh, ma anzi veniva costantemente logorata nella lotta senza alcuna possibilità di essere sostituita o adeguatamente rinforzata.
    Il fuoco della contraerea raggiunse livelli da Seconda guerra mondiale, e la pista d’atterraggio fu colpita con micidiale precisione. L’ultimo Dakota con a bordo un carico di feriti da evacuare riuscì a decollare il 27 marzo. Da quel momento in poi rifornimenti e rinforzi dovettero essere paracadutati in un perimetro sempre più ridotto, per lo più di notte, da aerei che dovevano attraversare un micidiale tunnel di fuoco antiaereo. La situazione della guarnigione si fece ancor più disperata dopo l’arrivo delle piogge monsoniche: sotto la pioggia e fra i bombardamenti ininterrotti, bunker e trincee si dissolsero in un mare di fango rosso.
    Sotto il fuoco martellante dell’artiglieria vietminh le unità combattenti del tenente colonnello Langlais e del maggiore Bigeard tennero, persero, ripresero e ripersero una serie di collinette e di buchi nel fango di importanza strategica contro gli attacchi notturni delle maree umane del nemico. I vietminh scavarono trincee sempre più vicine, da tutte le direzioni: una rete capillare che permise loro prima di raggiungere, poi di isolare e infine di strozzare una postazione dopo l’altra.
    Si susseguirono scene epiche di coraggio quando i parà, tenuti come riserva per i contrattacchi, barcollanti per la stanchezza e a corto di ogni rifornimento, si lanciarono in attacchi suicidi, anche all’arma bianca, per riconquistare le postazioni perse o per ristabilire il collegamento con una compagnia isolata. Vari battaglioni di reclute di parà e centinaia di volontari si lanciarono durante l’assedio in questo piccolo inferno sulla terra, e vi rimasero fino al crollo finale. In particolare il II Bep della Legione straniera si lanciò tra il 10 e il 12 aprile, in tre ondate successive, proprio sulla linea del fuoco, in un’azione rimasta nella storia del paracadutismo militare.
    Il 23 aprile vi fu uno degli ultimi tentativi di ristabilire il perimetro originale con un violento contrattacco sulle posizioni Huguette. A nulla varrà l’eroismo dei legionari contro la pioggia di fuoco con cui li accolse il nemico. Il tenente Garin del II Bep, ferito durante questa azione e rimasto indietro, si uccise per non cadere vivo nelle mani del nemico e per evitare ai suoi di esporsi ad ulteriore pericolo nel tentativo di metterlo in salvo.
    Alle ore 17.30 del 7 maggio 1954 il generale de Castries, ufficiale comandante, dopo 56 giorni di estenuanti combattimenti, dichiarò il cessate il fuoco dopo la caduta dell’intera metà orientale del campo. Su 635 uomini del I Bep della Legione, 575 risultarono morti o dispersi; il 7 maggio rimanevano solo una cinquantina di uomini del II Bep: questi indomiti guerrieri erano per lo più proscritti reduci della II guerra mondiale.
    Quando i vietminh vittoriosi entrarono nel campo trincerato e fecero uscire i sopravvissuti, non trovarono tra questi nessuno che portasse la mimetica dei parà: nessuno di loro si arrese; gli unici prigionieri furono i para feriti o quelli fatti prigionieri sulla linea del fuoco più avanzata. Fra coloro che furono catturati, molti non sopravvissero alla “marcia della morte” e alle spietate condizioni dei campi di concentramento.
    Dopo circa i tre mesi dalla resa, la Francia accettava il cessate il fuoco generale: tramontava così il suo sogno coloniale in Indocina.

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il Generale JAP

    Onore anche al Generale Jap ed ai suoi combattenti ! Siamo equi !

    Tra l'altro Jap era un nazionalista mice un comunista.E' ancora vivo ed in disaccordo con il suo governo

    Gli chiesero come mai i francesi avevano perso a Dien-Bien-Phu: per la loro superbia rispose.Lo ricordo nell'intevista.

  3. #3
    Comandante
    Data Registrazione
    23 Oct 2004
    Località
    Æmilia > Mvtina
    Messaggi
    1,884
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non preoccuparti Ferruccio, Gianmario viene solo per fare proselitismo.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    non é cosí semplice "scegliere" da che parte stare: siamo di fronte a dei veri dilemmi. Da un lato, d'accordo: i nazionalisti indocinesi lottavano per l'indipendenza e per costruire il destino della loro nazione. Dall'altro questa lotta si inserisce nella tragica storia dell'eclisse dell'Europa, di quell'europa maestra di civiltá, signora e padrona dell'orbe terraqueo. E noi italiani siamo europei... Quindi quei ridotti di soldati francesi assediati dalle forze anticolonialiste indocinesi sono un po' tutti noi: simbolo tragico del declino europeo.

    Anche i fascisti storici avrebbero dubitato da chi parte stare. Un conto era solleticare i nazionalismi antibritannici ed antifrancesi per fare spazio al nuovo imperialismo di Roma, altro era far veramente crollare il dominio europeo nel mondo.

    Oggi come oggi, in mezzo alle rovine desolate di quello che fu un tempo la Grande Europa, non me la sento di simpatizzare troppo coi nazionalisti d'indocina.

  5. #5
    Ordine e Disciplina
    Data Registrazione
    08 Apr 2002
    Località
    Reazione, Tradizione, Controrivoluzione, Restaurazione, Legittimismo, Sanfedismo
    Messaggi
    5,140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sì, ma una volta che si è fatta la grande Europa, che ce ne facciamo? Sarà tutta a discapito della grandezza dell'Italia.
    Non dimentichiamo che Roma non è stata fatta cadere da popoli africani o asiatici, ma dai barbari del nord.
    E che se oggi rischiamo di essere invasi dai popoli del Terzo Mondo non è tanto a causa della perdita di posizioni dei paesi europei (che poi è una perdita di posizioni apparente, perché si sono sostituiti all'Europa gli Stati Uniti e al controllo politico quello economico, ma la sostanza è che dietro l'una e gli altri ci sono sempre gli ebrei) quanto proprio al successo dei modelli di origine europea. Se infatti lì non fosse stata importata la rivoluzione industriale (che, non si dimentichi, si è sviluppata dall'Inghilterra e si è imposta poi nell'Europa continentale, non certo in quella mediterranea, che l'ha recepita dopo e come un modello estraneo) oggi costoro non avrebbero, anzi, non si songnerebbero nemmeno i mezzi che consentono loro di arrivare in Europa. Anzi, probabilmente le classi basse nemmeno saprebbero dell'esistenza dell'Europa.
    Secondo me quando Mussolini disse "Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente he, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano" e poi "è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra" - e allora l'America non c'entrava ancora, quindi si parlava di Inghilterra e Francia, potenze europee - aveva avuto l'intuizione profonda del problema. E cioè che la guerra non è fra Europa e altri continenti, ma fra Europa mediterranea e romana (aggiungendo magari l'Europa continentale interna, dal Reno alla Russia, che, prima dell'invazione tedesca era in buoni rapporti con l'Italia mussoliniana) e quella nordica e occidentale, da identificare appunto non tanto con i Tedeschi, quanto con i Francesi (latini franchizzati e burgundizzati) e con gli anglosassoni.
    I popoli del Terzo Mondo sono solo un'estensione di questa realtà, sono i nuovi barbari arruolati dai vecchi barbari contro la civiltà europea, la cui base appunto è greco-romana, non certo germanica (perché tutto ciò che di grande hanno prodotto i Germani, e l'hanno prodotto, l'hanno fatto ispirandosi e sentendosi in profonda ed esplicita continuità con Roma e l'Ellade).
    Io non so se davvero l'Europa del nord, al momento decisivo, combatterà davvero l'invasione allogena. Può essere che sarò smentito, ma io credo che se una reazione verrà fuori, verrà fuori da noi, dall'Italia.
    Non a caso la Lega Nord è vista in Europa come il monstrum, l'anomalia, il fenomeno abnorme e terribile, perché non omologato all'antirazzismo buonista europeo.
    E' vero che là saltano fuori movimenti di estrema destra molto più significativi e attivi dei nostri e anche movimenti e gruppi giovanili molto decisi e numerosi, ma vengono sistematicamente marginalizzati al punto da non avere nessun peso politico (unica eccezione fu l'Austria). In Italia invece prima ci fu un partito post-fascista nel governo, diventò poi il più fanatico alleato della società multirazziale, oggi però c'è la Lega, che antiimmigrazionista lo è davvero, domani forse entra la Mussolini, che si annacquerà, ma annacquerà un po' anche loro, dopodomani chissà: quando la gente sarà esasperata un partito populista molto estremo potrebbe mietere consensi e Berlusconi non sarà mai come Chirac: appena questi avranno il 3% li vorrà dentro.

    Sul nazionalismo dei popoli non europei, io francamente ne sono pienamente solidale. Perché erano quelli, fra i non europei che non volevano farsi arruolare in questa guerra degli europei per creare un sistema mondiale integrato e, di conseguenza, una società multietnica globale. Erano i difensori della propria patria e tradizione contro i dissolutori mondiali di quest'ultima.
    I discendenti di quelli oggi ci invadono. Ma ci invadono proprio perché quelli persero. E dove meno persero, meno ci invadono oggi. Perché le migrazioni di massa da quei paesi sono la naturale e diretta conseguenza della perdita del senso di identità nazionale e dell'assimilazione di valori e modelli occidentali. Cioè lo spostamento di queste masse è proprio un prodotto della vittoria dell'Occidente, non certo della sua sconfitta.
    Alla lunga paradossalmente potrebbe trasformarsi nella distruzione dell'Occidente stesso, questo non lo nego.
    Ma quel giorno io non piangerò e sarò ben contento di lasciare al loro destino Inglesi, Americani, Olandesi e gli altri, per cominciare a creare, finalmente liberi dal giogo di costoro (che oggi ci vengono a dire da Bruxelles che abbiamo espulso i richiedenti asilo politico in modo irregolare e che dovremmo tenerceli), un vero polo di resistenza che ci aggreghi a quei pochi popoli europei che reagiranno, ma soprattutto alla Russia e alle potenze asiatiche ma non solo (India, Iran, nazioni sudamericane nazionaliste, la Cina è più problematica), da opporre agli Stati Uniti (se non saranno già stati liquidati da quegli altri) all'espansionismo islamico del radicalismo sunnita guidato da wahabiti e salafiti, alla negrizzazione di tante parti del mondo (ma quella è la cosa più facile, perché i negro non creeranno mai delle entità statuali organizzate e nemmeno delle grandi organizzazioni sociali che non siano puramente velleitarie) e anche alla sinizzazione dell'economia mondiale: i cinesi dovranno capire, con le buone o con le cattive, che finché sono nazionalisti a casa loro e vogliono far parte di un sistea integrato eurasiatico alleato magari con l'America Latina, va benissimo. Che abbiano un'economia forte va altrettanto bene; ma che la loro produzione si esporti e travolga a nostra e, ancor più, che i loro uomini si spostino come formiche arrivando a pullulare in ogni angolo del mondo, non va bene per nessun motivo. I Cinesi sono tanti, ma la Cina è grande e hanno ancora tanto spazio da riempire.
    Quindi ben venga, a mio modesto avviso, il nazionalismo dei popoli del terzo mondo, perché laddove lagiù c'è uno stato forte la gente emigra meno o non emigra affatto (anche perché non può: basta vedere cos'è successo nel mondo comunista appena si è allentata la forza del regime politico, e anche su quello bisognerà intervenire, perché l'Italia è latina, non si deve slavizzare). I paesi da dove si emigra in massa sono i più filooccidentali (Marocco, Algeria, Egitto, Turchia), non certo quelli nazionalisti (mai vista in Italia immigrazione libica o siriana o irachena, almeno finché c'era Saddam o, tantomeno iraniana, se non in misura ridottissima e socialmente elitaria).

    Se ci mettiamo nell'ottoca di combattere il nazionalismo nei paesi poveri, rischiamo di fare come Bush (lui però lo fa deliberatamente), che aggredisce proprio i popoli nazionalisti e con un regime forte e antioccidentale, in modo che l'area si destabilizza e poi viene a travolgere noi. La guerra di Bush infatti non è contro il mondo islamico, suo organico alleato, ma contro le nazioni europee, i loro interessi nell'area, il loro ruolo geopolitico mondiale.

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito PER PECUCEZIO

    In sintesi : diceva un manifesto del "43 :

    L'EUROPA O SARA' FASCISTA O NON SARA' !

    Così come vanno le cose : che avessero ragione ?

    Una Europa fascista dunque mediterranea ...................

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Felix
    non é cosí semplice "scegliere" da che parte stare: siamo di fronte a dei veri dilemmi. Da un lato, d'accordo: i nazionalisti indocinesi lottavano per l'indipendenza e per costruire il destino della loro nazione. Dall'altro questa lotta si inserisce nella tragica storia dell'eclisse dell'Europa, di quell'europa maestra di civiltá, signora e padrona dell'orbe terraqueo. E noi italiani siamo europei... Quindi quei ridotti di soldati francesi assediati dalle forze anticolonialiste indocinesi sono un po' tutti noi: simbolo tragico del declino europeo.

    Anche i fascisti storici avrebbero dubitato da chi parte stare. Un conto era solleticare i nazionalismi antibritannici ed antifrancesi per fare spazio al nuovo imperialismo di Roma, altro era far veramente crollare il dominio europeo nel mondo.

    Oggi come oggi, in mezzo alle rovine desolate di quello che fu un tempo la Grande Europa, non me la sento di simpatizzare troppo coi nazionalisti d'indocina.
    Prima ( anni trenta/ quaranta )il fascismo avrebbe simpatizzato per i nazionalismi asiatici etc. Dopo non credo !

    Simpatizzo' infatti per Gandhi per i nazionalismi arabi ( Radio Bari in arabo ! ) ma non credo per esempio che avrebbe simpatizzato per Ciang-kai-shek !

  8. #8
    AC Milan 1899
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    13,011
     Likes dati
    4
     Like avuti
    25
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Felix
    Anche i fascisti storici avrebbero dubitato da chi parte stare. Un conto era solleticare i nazionalismi antibritannici ed antifrancesi per fare spazio al nuovo imperialismo di Roma, altro era far veramente crollare il dominio europeo nel mondo.
    No i fascisti saèpevano benissimo da che parte stare (MSI, Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale), forse tu ti stai confondendo con le menti confuse.

    W la Legione!

    [DD]www.fnfirenze.it/Musica_Alternativa/Non%20nobis%20domine/MERCENARIO.MP3[/DD]

  9. #9
    Ordine e Disciplina
    Data Registrazione
    08 Apr 2002
    Località
    Reazione, Tradizione, Controrivoluzione, Restaurazione, Legittimismo, Sanfedismo
    Messaggi
    5,140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Ferruccio
    Prima ( anni trenta/ quaranta )il fascismo avrebbe simpatizzato per i nazionalismi asiatici etc. Dopo non credo !

    Simpatizzo' infatti per Gandhi per i nazionalismi arabi ( Radio Bari in arabo ! ) ma non credo per esempio che avrebbe simpatizzato per Ciang-kai-shek !
    Beh, Ciang-kai-shek più che un nazionalista era un liberale filooccidentale. Anche se fra lui e Mao-tze-Tung...

  10. #10
    Socialista nazionalitario
    Data Registrazione
    26 May 2004
    Messaggi
    2,348
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Onore ai popoli che combattono per la propria Sovranità!

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Dien Bien Phu
    Di WillyI nel forum Storia militare
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 31-08-12, 18:08
  2. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 21-03-06, 14:26
  3. Dien Bien Phu: la vittoria impossibile
    Di Gianmario nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 23-06-05, 22:34
  4. La Diên Biên Phu Americana E' Cominciata In Iraq
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 17-12-04, 23:20
  5. IRAQ: La Dien Bien Phu Americana
    Di araknerosso nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 14-12-04, 15:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito