Dien Bien Phu è il nome di una località nel nord del Vietnam teatro della battaglia che sancì la fine del colonialismo francese nel sud-est asiatico e più in generale una sconfitta di tutto il colonialismo europeo. Con l'eroica guarnigione francese cadeva, infatti, anche l'illusione europea di poter mantenere quello che restava dei propri imperi coloniali.
Ma non divaghiamo troppo in considerazioni generali, e analizziamo la battaglia, o meglio l'assedio che iniziò il 6 marzo e si concluse il 7 maggio del 1953.
Cosa ci fosse di importante perché i francesi si dovessero intestardire nell'occupare e poi difendere quello sperduto villaggio non è molto chiaro, visto che militarmente non aveva molta importanza e che i Francesi si erano impegnati a lasciare la penisola entro 5 anni comunque.
Tuttavia una vittoria militare avrebbe permesso alla Francia sedere al tavolo delle trattative con maggior prestigio e avrebbe accontentato l'elettorato nazionalista francese che non accettava di vedere la Francia scacciata dalle proprie colonie dall'esercito di Giap.
D'altra parte il generale Giap sapeva che i Francesi a Dien Bien Phu si giocavano tutto il loro prestigio e si era convinto ad accettare la sfida.
Il campo francese pareva a prima vista ben difeso: disponeva di una pista per gli aerei che garantiva rifornimenti regolari; la pista era difesa da 12000 uomini disposti in sette forti armati con pezzi di artiglieria da 155 mm; c'erano alcuni carri armati leggeri e anche un ospedale perfettamente attrezzato.
Il campo tuttavia era esposto agli attacchi dalla giungla che diventava fitta dopo poche centinaia di metri e dava copertura agli assedianti e inoltre era vicino a delle scoscese colline da cui però era possibile colpire la pista e bloccare i rifornimenti aerei. Nessuno pensava che sarebbe stato possibile portare dei pezzi di artiglieria attraverso la giungla ma gli uomini del generale Giap lavorarono instancabilmente per settimane e preparaono una brutta sorpresa ai Francesi, portando per centinaia di chilometri l'artiglieria e le armi.
Già dai primi giorni dell'attacco era chiaro che la pista era esposta agli attacchi, mentre la giungla nascondeva efficacemente i pezzi di artiglieria vietnamiti. Ci si mise anche il maltempo a impedire all'aviazione di colpire i soldati vietnamiti. In quelle condizioni la guarnigione francese si battè con grande coraggio e bisogna dire, letteralmente fino all'ultimo uomo.
La sconfitta era però inevitabile. I forti caddero uno ad uno. la pista fu definitivamente messa definitivamente fuori uso il 27 marzo ma in pratica era inservibile già da alcuni giorni prima.Da allora i rifornimenti poterono arrivare sporadicamente solo con lanci di paracadute.
nonostante l'eroismo dei difensori, che sentivano su di loro la responsabilità di difendere l'onore della Francia e che non si sottrassero al dovere fino alla fine Dien Bien Phu cadde definitivamente il 7 maggio dopo l'ultimo disperato tentativo di contrattacco del comandante del campo, generale De Castries.
L'ultimo gruppo di soldati della legione straniera, asserragliato nell'ultimo forte ancora in mano francese, cercò di farsi strada con un disperato contrattacco per scappare nella giungla. Di un migliaio di uomini ne sopravvissero trecento.
Il sacrificio di questi uomini appare assurdo considerando che mentre l'assedio entrava nelle aprti finali il governo francese negoziava la pace.
La pace che seguì tra l'altro creò le premesse per l'inizio di una nuova fase di guerra destinata a durare fino agli anni 70.





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