per argomenti inerenti questo thread consultare anche
http://www.politicaonline.net/forum/...ght=berlusconi
----------------------------------------------------------
da La stampa dell'11/7
------------------------------------
Ci saranno D´Amato, Bondi, Enrico Letta Savino Pezzotta
LI´, nel bel mezzo dell´Emilia rossa, Parma sembrava un prototipo irripetibile. Il tipico caso da giornali, due inchieste e poi non se ne parla più. E invece quel sindaco grintoso di nome Elvio Ubaldi - che ha battuto l´Ulivo rifiutando clamorosamente l´appoggio di An e Lega - ha fatto scuola. Il modello Parma costituirà il pretesto per rilanciare un progetto tante volte accarezzato e mai decollato: un partito di Centro moderato e riformatore sotto le insegne del Ppe, capace un domani di prescindere da Lega e An. Del progetto si discuterà nel corso dell´evento, forse, più ambizioso da quando si è conclusa la vita della Dc: un convegno a porte chiuse e ad inviti, che il 19 luglio vedrà convergere in una lussuosa villa della campagna parmense personaggi come il presidente di Confindustria Antonio D´Amato, il segretario della Cisl Savino Pezzotta, il presidente della Marzotto Innocenzo Cipolletta, il «principe» dei consulenti d´impresa Pellegrino Capaldo, il presidente di Autostrade Vito Gamberale, il presidente dell´Ance Claudio De Albertis, il presidente della Fiera di Milano Luigi Roth, il presidente della Popolare di Milano Roberto Mazzotta e tanti altri ancora. In villa - accanto a capitani d´industria e banchieri, veleggiando tra quadri di Rubens e di Goya - ci saranno i politici intrigati dal progetto: il presidente del Ccd Marco Follini, grande sodale di Pier Ferdinando Casini; il portavoce di Forza Italia Sandro Bondi; il repubblicano Giorgio La Malfa, ma anche due parlamentari della Margherita vicini a Romano Prodi come Enrico Letta e Roberto Pinza. Il regista di tutta l´operazione è Bruno Tabacci, il presidente di Commissione Attività produttive della Camera che nei primi 14 mesi di governo Berlusconi si è rivelato uno dei parlamentari più attivi ma anche più scomodi per la maggioranza. Già presidente della Regione Lombardia e temporaneamente azzoppato da Tangentopoli, dopo la piena riabilitazione Tabacci è tornato alla politica con una grinta e una voglia di rivalsa che ne hanno fatto la bestia nera di Giulio Tremonti e di Umberto Bossi. Su rogatorie, immigrati, ruolo della Banca d´Italia, Fondazioni, l´ex Dc basista Tabacci (oggi nell´Udc), ha costretto la maggioranza a significative correzioni di rotta e ora si prepara a rilanciare il progetto che è stato di Francesco Cossiga: «Certo, gli invitati non hanno idee politiche perfettamente convergenti - dice Tabacci - ma si può sicuramente ipotizzare che tutti considerino come non definitivo questo assetto bipolare. E il caso Parma lo dimostra: dal centro si può vincere». E qui sta il punto. A Parma il 26 maggio scorso il sindaco Ubaldi ha avuto il coraggio di prescindere da Lega e An, puntando tutto su una lista - Civiltà parmigiana - che era alleata di Forza Italia, ma che si è presentata come una forza di centro-sinistra, appoggiata da esponenti Ds e della Margherita. Il risultato è stato chiaro: Parma, che alle Politiche aveva votato Ulivo, ha eletto Ubaldi al primo turno e proprio negli stessi giorni in cui il Polo perdeva città come Piacenza e Verona. E così, il 17 giugno, due vecchi amici della «covata Marcora» come Ubaldi e Tabacci, cenando assieme all´Angiol d´Or di Parma, si sono ritrovati in un progetto assai ambizioso. Contando sulle amicizie di Tabacci, conosciuto come amico di Mediobanca e ben introdotto nel mondo finanziario, le due vecchie volpi democristiane hanno deciso di puntare su una lista di invitati «doc», da accogliere in un ambiente all´altezza. Il convegno (a porte chiusissime) si terrà negli ambienti rarefatti della villa di Corte di Mamiamo di Traversetolo, tra dipinti di Dürer, Van Dyck, Monet, Tiziano, Cézanne e Renoir. Il progetto politico lo spiega Tabacci: «Abbiamo davanti ancora quattro anni di legislatura e affidare tutto ad un uomo solo al comando può valere per l´emergenza. Ma per il rilancio della politica non si può più prescindere da partiti leggeri, ma profondamente democratici». E dunque dopo le Europee del 2004 potrebbe diventare attuale il progetto di creare in Italia «un grande partito di centro che faccia riferimento al Ppe: Forza Italia, Udc, ma non solo. In un futuro lontano nessuno scenario si può escludere, neppure un taglio delle ali che al momento appare inattuale e non auspicabile». E infatti nella lista degli invitati del convegno di Parma - non è un caso - non figurano parlamentari di An e tantomeno leghisti, mentre saranno della partita deputati della Margherita ex democristiani come Pinza, Letta, Ladu, Lusetti, il presidente dei deputati Uds Volonté, Peppino Gargani ma anche ex comunisti come i fratelli Borghini. Tutti ripetono che Berlusconi è intoccabile, ma il dopo-Berlusconi sembra stia cominciando per davvero.





Rispondi Citando
