....mezzo stampa (e con i nostri soldini)
Non sono passati molti anni da quando sulle iniziative della procura di Milano, soprattutto quelle contro Silvio Berlusconi, si riempivano pagine e pagine di giornale. E’ accaduto ancora, in riferimento al processo sui diritti televisivi acquistati da Fininvest, che vedrà svolgersi l’udienza preliminare il prosimo 28 ottobre. Questa volta, però, le quattro pagine del Corriere della Sera dedicate all’avvenimento consistono in un’inserzione a pagamento richiesta dagli organi giudiziari milanesi.
La ragione per cui si è ricorsi a una così costosa operazione (secondo un’agenzia di stampa il costo per i contribuenti sarà di 180 mila euro) sarebbe la difficoltà di recapitare l’avviso dell’udienza ai soci Mediaset. Quella di avvisare mediante pubblico proclama è una facoltà di cui gli organi giudiziari possono avvalersi quando ne ravvisino la necessità. Si potrebbe obiettare che probabilmente c’erano altri sistemi, altrettanto efficaci e meno costosi per raggiungere lo stesso effetto. Però sarebbero stati metodi più discreti, e si sa che la discrezione non è tra le virtù più consone alla procura milanese.
Naturalmente che questo pubblico proclama esca dopo pochi giorni dall’approvazione in un ramo del Parlamento della riforma dell’ordinamento giudiziario è un puro caso, come il fatto che avvenga alla vigilia dell’ennesimo sciopero della magistratura contro quella legge.
La giustizia a orologeria, si sa, è un’invenzione e chi ne parla rischia querele per diffamazione.
In ogni caso è istruttivo notare che ormai, per riempire pagine di giornale con le loro accuse a Berlusconi, la procura milanese debba ricorrere a un’inserzione pagandola profumatamente (seppure con denaro dei contribuenti).
Si vede che il famoso circuito mediatico-giudiziario ha cominciato a incepparsi, nonostante la buona volontà di tanti giornalisti. In fondo i giornali bisogna anche venderli, e si vede che il solito processo a Berlusconi non attira più i lettori come ai bei tempi.
Sarà perché in tanti processi non è ancora arrivata una condanna, ma quel mercato non tira più.
Ferrara su il Foglio
saluti




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