RAINEWS24, ore 18
Oggi alle 18,00 su Rainews la seconda parte delle splosive dichiarazioni di Galloni a proposito della partecipazione del Mossad e della CIA al rapimento Moro.
E bravo Pietro Di Pasquale che con tutta la redazione di Rainews ha riesumato L’INCHIESTA!! che da un po’ di tempo sembrava prerogativa esclusiva del Gabibbo ( e della Galbanelli, per la verita’! )
Oh, per carita’, senza voler togliere a nessuno i suoi meriti, ma anzi per sottolineare la simbiosi che ormai intercorre tra i Giornalisti ( certuni, ahime’) e i partigiani dell’informazione come gli Hacker di internet, vorrei sottolineare il fatto che di questo argomento se ne parlava da tempo.
Io, tanto per citare il piu’ disperato e insignificante di detti Hackers, scrivevo il 18/5/1998
Su www.quiitalia.it il settimanale degli italiani residenti all’estero e sul Corriere di Caracas.com:
MEMENTO MORO 2* parte
Lucidissimo articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere dove dice due cose fondamentali. La prima con cui concordo e’ che la storia del rapimento Moro la stanno scrivendo i brigatisti. A vent’anni dalla morte dello statista democristiano, solo gli assassini hanno detto e scritto e insinuato e smentito le varie teorie sul caso Moro.
Lo Stato, le forze di polizia e la Magistratura da vent’anni su questa vicenda ci hanno abituato alla piu’ misera reazione che le forze di un paese democratico abbiano mai dato in tutto il dopo guerra. Le forze dell’Ordine hanno dimostrato che, quando non possono agire facendo leva sullo sport nazionale italiano, cioe’ la delazione, il tradimento e la lettera anonima, brancolano nel buio.
E cosi’ siamo ancora qui ad aspettare che gli assassini, tutti liberi, chi a stampare libri, chi a presenziare al Foro italico agli Open di Tennis, chi a rilasciare interviste, chi a rifarsi una vita altrove, ci dicano come sono ndate le cose. Aspettiamo.
La seconda cosa che dice Galli della Loggia, e’ che dietro le BR durante il rapimento, non c’era nessuno.
Qui, purtroppo, non sono d’accordo.
Rivediamo la scena: Tamponamento. Dal muretto con il salice piangente escono quelli del primo gruppo che spara, mentre altri scendono dalla prima auto e sparano alla scorta. Qualcuno –viene accertato nel processo Moro/ter,- e’ dalla parte opposta e spara pure lui. Poi caricano Moro su un’auto mentre un’altra fa da scorta e fuggono. Fuggono anche due motociclette. Durata tre minuti. Minimo tredici persone.
Ma signor Galli della Loggia, mi sa citare lei, nella storia d’Italia un’operazione militare compiuta dagli italiani cosi’ perfetta, cosi’ precisa, cosi rapida? Cosa le viene in mente, l’invasione della Grecia? I Pisacane? La Guerra del Golfo? Ma si ricorda che l’ultima missione in Albania ci si e’ arenata l’Ammiraglia?
Forse c’e’ la rapina di via Osoppo ma erano in meno.
E poi mi sa dire lei che necessita’ c’era di vestirsi con la divisa di avieri?
Non potrebbe essere che essendo due gruppi che sparavano, due gruppi che non si conoscevano, i primi, vedendo le divise non si sarebbero confusi, in caso di sparatoria con altri agenti di scorta?
Frajese e gli altri giornalisti riportarono che per recarsi sul posto ci furono molte difficolta’ perche’ in incroci strategici, erano stati provocati tamponamenti che avevano bloccato il traffico caotico della mattina.
Ecco, questo casino sicuramente fu causato dai brigatisti. Furono prese le targhe? I nomi? Vennero in seguito letti i verbali dei vigili urbani?
Ricordo qui che per ben due volte le Forze dell’ordine arrivarono al covo delle BR. La prima volta in via Montalcini, bussarono ma dato che le BR non risposero, andarono via. La seconda volta, Romano Prodi disse che una Medium, durante una seduta spiritica gli aveva detto il nome Gradoli e tutti a Gradoli il paese non trovando un bel niente mentre in via Gradoli non ci ando’ nessuno.
Ma forse a nessuno interessava arrivare in tempo.
Appropo’
Ciao, sono tonnato.
E questa volta rimango.




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