...stupidi e volgari fischi

Il presidente della Repubblica, in un intervento davanti al Parlamento di Strasburgo ha ribadito il suo convinto europeismo, in pieno accordo con il governo, com’è previsto che accada in occasioni del genere. Quando ha parlato della funzione positiva della moneta unica, dai banchi della Lega Nord è partita un’agitazione scomposta, poi giustamente riprovata da tutti, a cominciare dal presidente del Consiglio. La giustificazione accampata da qualche esponente leghista – “abbiamo fischiato l’euro, non Ciampi” – è inconsistente. La battaglia della Lega contro l’euro è legittima, ancorché sbagliata. In Germania autorevoli economisti chiedono di tornare al marco, il governo francese ha appena ricordato che è possibile e legittimo uscire da Eurolandia. L’euro è uno strumento, non un dogma, quindi si può discuterne l’efficacia. Il rispetto per la rappresentanza nazionale di Ciampi, invece è un dovere, cui i parlamentari europei della Lega si sono sottratti senza neppure rendersi conto di quanto questo atteggiamento sconsiderato finisca con l’essere nocivo ai loro stessi obiettivi. Si sa che la Lega, quando si impegna in una campagna propagandistica, non guarda in faccia a nessuno, ma questo non giustifica comportamenti che oltre che volgari sono anche controproducenti. L’opposizione, naturalmente, denuncia e si scandalizza, per una volta non senza motivo. Insinua anche, collegando i fatti di Strasburgo di ieri con la cena di Arcore del giorno precedente, una specie di gioco delle parti tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, col primo che, non potendo per ragioni istituzionali portare un affondo contro l’euroretorica prodiana, manderebbe avanti il secondo a fare il lavoro “sporco”. Si tratta della solita dietrologia senza fondamento. L’Italia è impegnata in una complessa partita europea, in cui cerca di aiutare Tony Blair a far prevalere una visione moderna e pragmatica dell’Europa politica, dopo la disfatta di quella retorica e burocratica guidata dall’asse franco-tedesco. Proprio in questa delicata fase a Berlusconi non serve affatto l’esibizione sgraziata di sentimenti antieuropei, per questo ha immediatamente condannato, “nel merito e nel metodo”, il comportamento dei leghisti. Accusare di euroscetticismo chi critica la conduzione sbagliata degli affari europei è l’ultima arma dei sostenitori dell’Europa burocratica tanto cara a Romano Prodi. La Lega, coi suoi schiamazzi insensati, ha aiutato proprio loro.

Ferrara su il Foglio

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