Immaginiamo:
Un'alta carica del parlamento spagnolo, in visita in Italia da Romano Prodi, ha fortemente criticato il disegno di legge di riforma del sistema giudiziario italiano, votato a maggioranza in Senato.
Il deputato di Madrid si è scagliato contro il governo italiano, giudicando incostituzionale il disegno di legge attuale e accusando il parlamento di non aver attuato le modifiche richieste dal Presidente della Repubblica, quando si era rifiutato di promulgare la legge e l'aveva rinviata alle camere per dubbia costituzionalità
«È inamisible che un paese democratico imponga a colpi di maggioranza un provvedimento che mette in pericolo la divisione dei poteri del Estado.
La magistratura tiene que ser independiente», deve essere cioè indipendente, ha sentenziato il parlamentare.
Il deputato ha poi dichiarato che questo governo ha utilizzato in passato lo strumento legislativo per fini personali.
«Se la Camera approvasse il ddl, sarebbe una regressione della democrazia a prima della Revolución francesa», ha tuonato,
«La Spagna, che ha sofferto anni di dictadura franquista sa riconoscere bene quando uno Stato si avvicina a un régimen totalitario», a un regime totalitario.
Dopo le dichiarazioni del parlamentare spagnolo, si sono levate le polemiche qui in patria.
Il Presidente del Consiglio si è sentito profondamente offeso dalle «affermazioni diffamatorie da parte di un nostro paese alleato, che con l'attuale governo sta dimostrando di avvicinarsi sempre più a un regime comunista».
Anche il ministro (si fa per dire) Roberto Castelli ha commentato indignato:
«Qui chi pregiudica l'indipendenza dei poteri è solo la Spagna, perché non rispetta una decisione legittimamente presa dal Senato.»
E l'incidente diplomatico non sembra ancora essersi concluso:
il Presidente del Senato (può apparire incredibile, ma è così) ragionier Marcello Pera, in visita in Spagna in questi giorni, ha promesso di chiedere al Vaticano la scomunica del governo Zapatero.
Sipario...




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