I diversi significati del L. concernono insieme la storia delle idee e la storia delle istituzioni e si possono riassumere nelle due espressioni di "cultura laica" e di "Stato laico". La "cultura laica" è tributaria delle filosofie razionalistiche ed immanentiste che rifiutano la verità rilevata, assoluta e definitiva; e viceversa afferma la libera critica delle verità relative ,attraverso l'esame critico e la discussione. In termini culturali il L. non è tanto un ideologia quanto un metodo inteso allo smascheramento di tutte le ideologie. Di più stretta attinenza al linguaggio politico è la secona espressione, quella di "Stato laico" che indica il contrario dello "Stato confessionale", cioè dello Stato che assume come propria una determinata religione e ne privilegia i fedeli rispetto ai credenti in altre religioni e ai non credenti. Alla nozione di "Stato laico" si riferiscono le correnti politiche che sostengono l'autonomia
delle istituzioni pubbliche e della società civile dalle direttive del magistero ecclesiastico e dalle ingerenze delle organizzazioni confessionali; il regime di separazione fra Stato e Chiesa; la garanzia di libertà dei cittadini nei confronti di entrambi i poteri. Lo "Stato laico" propriamente inteso non professa pertanto una ideologia "laicistica" qualora si intenda per tale una ideologia irreligiosa o antireligiosa. La relazione fra temporale e spirituale, fra norma e fede, non è di contrapposizione ma di reciproca autonomia fra due momenti distinti del pensiero e dell'attività umana; così pure, la separazione fra Stato e Chiesa non implica necessariamente un contrasto fra i due poteri. Il termine "laico" non è sinonimo di miscredente, nè possono de possono definirsi propriamente laiche le correnti di radicalismo irreligioso che conducono all'ateismo di Stato.




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