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Discussione: La Cina e’ vicina

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    Predefinito La Cina e’ vicina

    La Cina e’ vicina

    ANSA: Giovedí 07.07.2005 149
    Luxottica/ Acquisita la cinese Beijing Xueliang Optical Technology per 17 mln
    Luxottica acquisisce la cinese Beijing Xueliang Optical Technology , catena leader a Pechino nel segmento vista di fascia alta. L'operazione costerà al gruppo veneto 169 milioni di Rmb (17 milioni di euro) oltre a 40 milioni di Rmb (4 milioni di euro) di debito acquisito.
    Il gruppo presieduto da Leonardo Del Vecchio, ha spiegato che al termine dell'acquisizione Luxottica "diventerà uno dei principali attori del mercato retail cinese, con un totale di 149 negozi". Nello scorso esercizio Xueliang ha registrato vendite pari a 10 milioni di euro.


    Ma vuoi vedere che e’ questa la strategia da adottare?
    Vuoi vedere che invece di andare con i cartelli a Bruxelles a protestare per limitare l’importazione di sandali cinesi, la cosa migliore da fare e’ ridurre il prezzo dei sandali al negozio (anch’essi fatti in Cina ma che danno profitti da capogiro agli imprenditori che poi vanno a fare il bello e cattivo tempo in Borsa)?

    E le merci cinesi a basso costo, come faranno ad arrivare in Italia?
    Vuoi vedere che migliorando le infrastrutture degli obsoleti porti meridionali riusciremmo ad intercettare lo sbarco delle merci ( che arrivano via mare da Suez) migliorando le condizioni del nostro Sud?


    Appropo’

    Ho letto della clamorosa chiusura di una banca clandestina cinese.
    Anche in Italia fino al dopo guerra ci furono associazioni di mutuo soccorso che raccoglievano e ridistribuivano danaro. Oggi e’ un reato.
    Se i cinesi davano i loro soldi ai connazionali, avranno avuto qualche convenienza, o no?
    Quali erano i tassi praticati?
    E i mutui?
    Vuoi vedere che questa banca clandestina era piu’ conveniente dei nostri cosiddetti istituti di credito?





    <<Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e la Francia, e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non è paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L'Italia si trovava veramente in prima linea.>>
    <<E' difficile definire le regole di appartenenza al giro nobile dei
    grandi, non esiste uno statuto. Di fatto ti rendi conto di essere
    entrato in una certa agenda di telefonate del presidente degli Stati
    Uniti>>
    (tratto da: M. D'Alema "Gli italiani e la guerra", Mondadori)






    "Caro Beppe la settimana scorsa abbiamo inaugurato a Berna il Museo di Paul Klee, il grande pittore ed educatore scomparso nel 1940.
    Costo della costruzione 75 milioni di franchi svizzeri, pari a 50 milioni di dollari.
    Un giornalista del New York Times, una volta corrispondente di guerra, mi ha fatto notare che questo costo è pari a quello di un bombardiere americano in missione di guerra in Iraq per 1 ora (carico di esplosivo e caccia di scorta compresi).
    Mi ha sconvolto scoprire cosa si può fare con gli stessi soldi: distruggere tutto per un'ora o costruire qualche cosa che nutrirà pacificamente le menti per secoli.
    Mondo bastardo".
    (Renzo Piano in una e-mail a Beppe Grillo)

  2. #2
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    Predefinito

    ELOGIO DEL LAVORO MINORILE
    da Vittorio Grondona

    Negli anni fine ’40 e ‘50, finito l’anno di scuola, nella popolazione meno abbiente era normale trovare per i figli un’occupazione spesso non remunerata. Per non lasciarli in mezzo alla strada tutta l’estate, si diceva. Era poi una buona occasione per imparare un mestiere e nel contempo si dimostrava anche un ottimo sistema di insegnamento di vita. Nessuno soprattutto si sognava di considerare la cosa come uno sfruttamento dei minori, anzi. A dieci anni un ragazzino era già in grado di aggiustare la sua bicicletta e poteva aiutare i genitori in piccoli lavoretti. Le ragazzine sapevano già cucinare e qualcuna anche rammendare. Queste attività che sembrerebbero di poco conto apportavano invece nella modesta casa un contributo notevole. La paghetta settimanale era una cosa bellissima e nei ragazzi c’era la stupenda convinzione di essersela guadagnata. Oggi non è più così. Poveri o ricchi che siamo, guai a responsabilizzare un ragazzino mettendolo di fronte alla vita reale. Sarebbe un delitto, i bambini devono giocare e i ragazzini devono studiare. Forse è per questo che abbiamo così bisogno di lavoro extracomunitario, spesso in nero, e delle produzioni a basso costo dei cinesi, grandi o piccoli non importa, purché il guadagno di abili ed egoisti imprenditori sia alto ed immediato. Moltissimi nostri giovani arrivano a trent’anni cantando alle stelle e poi devono accontentarsi di lavori precari e noiosi, spesso in grigio al nord ed in nero al sud, senza prospettive future. Quelli di pregio li faranno gli extracomunitari che grazie al nostro attuale sistema ludico e godereccio nella società di domani saranno gli unici a saperli fare. Quando i nostri figli diventeranno vecchi si accorgeranno solo allora che vivere in una società di cicale porta come risultato una svolazzante manciata di mosche.

  3. #3
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    Predefinito Re: La Cina e’ vicina

    In Origine Postato da AldoVincent
    La Cina e’ vicina

    ANSA: Giovedí 07.07.2005 149
    Luxottica/ Acquisita la cinese Beijing Xueliang Optical Technology per 17 mln
    Luxottica acquisisce la cinese Beijing Xueliang Optical Technology , catena leader a Pechino nel segmento vista di fascia alta. L'operazione costerà al gruppo veneto 169 milioni di Rmb (17 milioni di euro) oltre a 40 milioni di Rmb (4 milioni di euro) di debito acquisito.
    Il gruppo presieduto da Leonardo Del Vecchio, ha spiegato che al termine dell'acquisizione Luxottica "diventerà uno dei principali attori del mercato retail cinese, con un totale di 149 negozi". Nello scorso esercizio Xueliang ha registrato vendite pari a 10 milioni di euro.


    Ma vuoi vedere che e’ questa la strategia da adottare?
    Vuoi vedere che invece di andare con i cartelli a Bruxelles a protestare per limitare l’importazione di sandali cinesi, la cosa migliore da fare e’ ridurre il prezzo dei sandali al negozio (anch’essi fatti in Cina ma che danno profitti da capogiro agli imprenditori che poi vanno a fare il bello e cattivo tempo in Borsa)?

    E le merci cinesi a basso costo, come faranno ad arrivare in Italia?
    Vuoi vedere che migliorando le infrastrutture degli obsoleti porti meridionali riusciremmo ad intercettare lo sbarco delle merci ( che arrivano via mare da Suez) migliorando le condizioni del nostro Sud?


    Appropo’

    Ho letto della clamorosa chiusura di una banca clandestina cinese.
    Anche in Italia fino al dopo guerra ci furono associazioni di mutuo soccorso che raccoglievano e ridistribuivano danaro. Oggi e’ un reato.
    Se i cinesi davano i loro soldi ai connazionali, avranno avuto qualche convenienza, o no?
    Quali erano i tassi praticati?
    E i mutui?
    Vuoi vedere che questa banca clandestina era piu’ conveniente dei nostri cosiddetti istituti di credito?





    <<Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e la Francia, e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non è paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L'Italia si trovava veramente in prima linea.>>
    <<E' difficile definire le regole di appartenenza al giro nobile dei
    grandi, non esiste uno statuto. Di fatto ti rendi conto di essere
    entrato in una certa agenda di telefonate del presidente degli Stati
    Uniti>>
    (tratto da: M. D'Alema "Gli italiani e la guerra", Mondadori)






    "Caro Beppe la settimana scorsa abbiamo inaugurato a Berna il Museo di Paul Klee, il grande pittore ed educatore scomparso nel 1940.
    Costo della costruzione 75 milioni di franchi svizzeri, pari a 50 milioni di dollari.
    Un giornalista del New York Times, una volta corrispondente di guerra, mi ha fatto notare che questo costo è pari a quello di un bombardiere americano in missione di guerra in Iraq per 1 ora (carico di esplosivo e caccia di scorta compresi).
    Mi ha sconvolto scoprire cosa si può fare con gli stessi soldi: distruggere tutto per un'ora o costruire qualche cosa che nutrirà pacificamente le menti per secoli.
    Mondo bastardo".
    (Renzo Piano in una e-mail a Beppe Grillo)
    sono stato a sentire massimino d'alema ieri sera
    ha detto le stesse identiche cose-.-
    lo intervistava floris,platealmente convenivano sulle domande.
    Ora cazzo massimo è politico da 10000 anni ha una dialettica che invidio,volevo sentirlo parlare di cose nuove;(
    uff.

  4. #4
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    In Origine Postato da AldoVincent
    ELOGIO DEL LAVORO MINORILE
    da Vittorio Grondona

    Negli anni fine ’40 e ‘50, finito l’anno di scuola, nella popolazione meno abbiente era normale trovare per i figli un’occupazione spesso non remunerata. Per non lasciarli in mezzo alla strada tutta l’estate, si diceva. Era poi una buona occasione per imparare un mestiere e nel contempo si dimostrava anche un ottimo sistema di insegnamento di vita. Nessuno soprattutto si sognava di considerare la cosa come uno sfruttamento dei minori, anzi. A dieci anni un ragazzino era già in grado di aggiustare la sua bicicletta e poteva aiutare i genitori in piccoli lavoretti. Le ragazzine sapevano già cucinare e qualcuna anche rammendare. Queste attività che sembrerebbero di poco conto apportavano invece nella modesta casa un contributo notevole. La paghetta settimanale era una cosa bellissima e nei ragazzi c’era la stupenda convinzione di essersela guadagnata. Oggi non è più così. Poveri o ricchi che siamo, guai a responsabilizzare un ragazzino mettendolo di fronte alla vita reale. Sarebbe un delitto, i bambini devono giocare e i ragazzini devono studiare. Forse è per questo che abbiamo così bisogno di lavoro extracomunitario, spesso in nero, e delle produzioni a basso costo dei cinesi, grandi o piccoli non importa, purché il guadagno di abili ed egoisti imprenditori sia alto ed immediato. Moltissimi nostri giovani arrivano a trent’anni cantando alle stelle e poi devono accontentarsi di lavori precari e noiosi, spesso in grigio al nord ed in nero al sud, senza prospettive future. Quelli di pregio li faranno gli extracomunitari che grazie al nostro attuale sistema ludico e godereccio nella società di domani saranno gli unici a saperli fare. Quando i nostri figli diventeranno vecchi si accorgeranno solo allora che vivere in una società di cicale porta come risultato una svolazzante manciata di mosche.
    SONO COMPLETAMENTE D'CCORDO.
    A ciò si deve aggiungere che il nostro sistema scolastico/universitario è completamente sganciato dalla realtà produttiva, che abbiamo pochi laureati in materie scientifiche e che sforniamo meriti secchioni che non capisacno niente della vita.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: La Cina e’ vicina

    In Origine Postato da ZaR4ThUsTrA
    sono stato a sentire massimino d'alema ieri sera
    ha detto le stesse identiche cose-.-
    lo intervistava floris,platealmente convenivano sulle domande.
    Ora cazzo massimo è politico da 10000 anni ha una dialettica che invidio,volevo sentirlo parlare di cose nuove;(
    uff.


    L'unica cosa nuova di D'Alema e' la barca...

  6. #6
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    Bell'articolo. (quello del 3d). E' interessanto notare che Del Vecchio si sempre dimostrato un imprenditore dinamico. Negli anni '80, o nei primi '90, non ricordo esattamente, si quotò a Wall Street e fece una mossa simile acquistando una catena commerciale in USA.
    E' un esempio da seguire. sebbene il suo prodotto chiave non sia particolarmente ricco di tecnologia, lui sfrutta al meglio il contenuto in appeal entrando sempre da protagonista sul mercato in espansione, senza barricarsi dietro ridicole richieste di dazi.

    Riguardo al ruolo della Germania, è evidente che ha saputo ottenere molto più spazio dell'Italia stando fuori dalla sciagurata avventura iraqena che mettendo i piedi nella tagliola in cambio di nulla. Calipari è un prezzo che era del tutto prevedibile.
    Riguardo all'articolo sul lavoro minorile è ovvio che si parla di un modello di sviluppo da anni '50 o da paese, oggi, in via di sviluppo.
    E' anche evidente in tutte le scelte di politica economica, fiscale, della formazione e della ricerca, che questo e' il modello ispiratore del cdx italiano di oggi. Che sia una specie di macchina del tempo lo vediamo nelle nostre tasche. Ma tra un'anno, dopo le elezioni, a meno di particolari sorprese, staremo parlando di innovazione e non di dazi o di lavoro minorile.

  7. #7
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    In Origine Postato da Nelson
    Bell'articolo. (quello del 3d). E' interessanto notare che Del Vecchio si sempre dimostrato un imprenditore dinamico. Negli anni '80, o nei primi '90, non ricordo esattamente, si quotò a Wall Street e fece una mossa simile acquistando una catena commerciale in USA.
    E' un esempio da seguire. sebbene il suo prodotto chiave non sia particolarmente ricco di tecnologia, lui sfrutta al meglio il contenuto in appeal entrando sempre da protagonista sul mercato in espansione, senza barricarsi dietro ridicole richieste di dazi.

    Riguardo al ruolo della Germania, è evidente che ha saputo ottenere molto più spazio dell'Italia stando fuori dalla sciagurata avventura iraqena che mettendo i piedi nella tagliola in cambio di nulla. Calipari è un prezzo che era del tutto prevedibile.
    Riguardo all'articolo sul lavoro minorile è ovvio che si parla di un modello di sviluppo da anni '50 o da paese, oggi, in via di sviluppo.
    E' anche evidente in tutte le scelte di politica economica, fiscale, della formazione e della ricerca, che questo e' il modello ispiratore del cdx italiano di oggi. Che sia una specie di macchina del tempo lo vediamo nelle nostre tasche. Ma tra un'anno, dopo le elezioni, a meno di particolari sorprese, staremo parlando di innovazione e non di dazi o di lavoro minorile.
    Un appunto, penso che D'alema si riferiva alla guerra in Kosovo, non a quella in Ikak

  8. #8
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    In Origine Postato da mikky
    Un appunto, penso che D'alema si riferiva alla guerra in Kosovo, non a quella in Ikak
    Hai ragione, ho letto meglio. Su quello mi sono sbagliato. In termni di mera politica estera (senza entrare nel merito delle motivazioni, però anche quello si presta ad un confronto impietoso con il il governo attuale. Lì c'è stato un intervento negoziato, con precise garanzie a priori per l'Italia, con regole d'ingaggio e comandi condivisi. Un rapporto sostanzialmente alla pari, sul piano delle regole e degli impegni, in Iraq c'è stata solo un supporto improvvisato e non negoziato. Non c'è alcuna parità sul piano delle responsabilità politiche e sulla definizione delle regole d'ingaggio e di soluzione delle criticità. Su questo piano c'è pura subordinazione.
    Non entro nel giudizio politico sulle due guerre. Mi limito a fare questo confronto, anche per ricollegarmi al 3d, da cui mi ero scostato come mi hai giustamente fatto notare. Grazie.


  9. #9
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    In Origine Postato da Nelson
    Hai ragione, ho letto meglio. Su quello mi sono sbagliato. In termni di mera politica estera (senza entrare nel merito delle motivazioni, però anche quello si presta ad un confronto impietoso con il il governo attuale. Lì c'è stato un intervento negoziato, con precise garanzie a priori per l'Italia, con regole d'ingaggio e comandi condivisi. Un rapporto sostanzialmente alla pari, sul piano delle regole e degli impegni, in Iraq c'è stata solo un supporto improvvisato e non negoziato. Non c'è alcuna parità sul piano delle responsabilità politiche e sulla definizione delle regole d'ingaggio e di soluzione delle criticità. Su questo piano c'è pura subordinazione.
    Non entro nel giudizio politico sulle due guerre. Mi limito a fare questo confronto, anche per ricollegarmi al 3d, da cui mi ero scostato come mi hai giustamente fatto notare. Grazie.

    bhe diciamo che x una mera questione geografica il contributo italiano era molto + importante allora in Kossovo che oggi in Iraq.
    Allora senza di noi quasi si poteva dire che la guerra non si faceva, oggi invece da un punto di vista militare ( e sottolineo militare, la politica e altra storia) potremmo anche andarcene domattina che alla fine cambierebbe poco....

    Poi va bhe aggiungi che in Kossovo non c'e stato bisogno di arrivare all'attacco terrestre al territorio jugoslavo cio a contribuito a rendere la guerra molto + breve e + "digeribile" dall'opinione pubblica

  10. #10
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    In Origine Postato da mikky
    bhe diciamo che x una mera questione geografica il contributo italiano era molto + importante allora in Kossovo che oggi in Iraq.
    Allora senza di noi quasi si poteva dire che la guerra non si faceva, oggi invece da un punto di vista militare ( e sottolineo militare, la politica e altra storia) potremmo anche andarcene domattina che alla fine cambierebbe poco....

    Poi va bhe aggiungi che in Kossovo non c'e stato bisogno di arrivare all'attacco terrestre al territorio jugoslavo cio a contribuito a rendere la guerra molto + breve e + "digeribile" dall'opinione pubblica
    Tutto giusto, ma, a maggior ragione, non metto il piede nella trappola se non ho preventivamente concordato col boss tutti gli aspetti, anche ipotetici, della mia partecipazione. Questo è tanto più vero se la mia partecipazione non è indispensabile. Proprio per questo motivo se non ho garanzie è meglio che non mi esponga, avrei solo da perdere. Vale nel lavoro, figuriamoci in politica estera!

 

 
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