CROAZIA: ORFANOTROFIO DELL’ORRORE TRA PEDOFILIA, PESTAGGI E TRUFFE
La Caritas di Zagabria coinvolta nello scandalo
venerdì 08 luglio 2005 , di Il Piccolo
http://www.gaynews.it/view.php?ID=33181
TRIESTE «Supermarket Caritas»: così è stato già soprannominato in Croazia lo scandalo che coinvolge l’ente benefico cattolico e un orfanotrofio di Brezovica, piccolo centro alle porte di Zagabria. Truffa, ma anche ben più pesanti accuse di maltrattamenti psichici e fisici nei confronti dei bambini con sospetti anche di alcuni casi di pedofilia. Lo scandalo ha portato alla destituzione di alcuni magistrati da parte del procuratore generale dello Stato, Mladen Bajic perché rei di aver nascosto le prove del malaffare e al grosso imbarazzo delle autorità ecclesiastiche croate con l’arcivescovo della capitale, Jospi Bozanic che durante l’ultima omelia domenicale in cattedrale ha esplicitamente affermato, facendo riferimento al triste episodio, di «guardare con un forte dolore nel cuore a quanto si dice stia succedendo se il tutto corrisponde alla verità». Nel mirino degli inquirenti è finita anche la direttrice del centro, Jelena Brajsa la quale, secondo gli investigatori, sapeva degli abusi sui minori sin dal 1999 ma si era guardata bene dal sporgere denuncia alla polizia.
Secondo le prime indagini dal 1999 a oggi gli aiuti umanitari che tramite la Caritas giungevano all’orfanotrofio di Brezovica venivano non utilizzati dalla struttura, bensì venduti sottocosto ai dipendenti della stessa. Si poteva pagare «cash», oppure il valore di quanto acquisito veniva direttamente trattenuto sulla busta paga dei dipendenti. Prezzi assolutamente concorrenziali tanto che nella capitale il «Supermarket Caritas» era considerato il negozio a più buon prezzo del Paese ex jugoslavo. Ora i magistrati sono alla ricerca delle prove. Il presidente della Caritas croata, il vescovo Jospi Mrzljak sostiene di non aver mai saputo nulla di quanto stava succedendo e ha puntato il dito accusatore contro la direttrice del centro. Il compito degli inquirenti però non si presenta agevole in quanto la Caritas di Zagabria non è tenuta a redigere libri contabili e molte delle prove sarebbero già state distrutte. Categorico è stato il ministro della Giustizia, signora Vesna Skare-Ozbolt la quale ha affermato che tutti i colpevoli subiranno la punzione prevista dalla legge.
Un gruppo di persone che abitano nei dintorni dell’orfanotrofio aveva scritto già lo scorso 3 febbraio al quotidiano «Novi List» rivolgendosi al cardinale Bozanic e denunciando le precarie condizioni dei piccoli ospiti nell’orfanotrofio, dove non avrebbero avuto l’assistenza dovuta, avrebbero subito punizioni corporali e srebbero stati alimentati in modo del tutto insufficiente. Ma nulla è stato fatto. La denuncia però ha fatto molto clamore tra l’opinione pubblica croata soprattuto quando si è saputo che alcuni piccoli ospiti della struttura sono stati vittime del cuoco e del falegname del centro e, soprattutto, che all’interno dell’orfanotrofio lavorava come volontario un francese già condannato in patria per pedofilia. Le indagini hanno altresì accertato che alcune vigilatrici d’infanzia hanno rinchiuso per punizione un bambino senza gambe in un armadio, chiamavano i minori con nomi di animali e li picchiavano in testa con i mattarelli.
Ora la magistratura ha aperto un’inchiesta e tra l’opinione pubblica croata serpeggia una pesante aria di sfiducia nei conronti delle istituzioni cattoliche. Per una delle Chiese predilette dal defunto pontefice Giovanni Paolo II si aprono tempi molto difficili.




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