Sardigna Natzione ha fatto pervenire al Prefetto di Cagliari, dott. Efisio Orrù, il seguente scritto, a metà tra l'ironico, il provocatorio e, naturalmente, il serio.

METTA IN SALVO ALMENO LA SUA COSCIENZA


Non sappiamo Sig. Prefetto Orrù se sia colpa Sua o del Ministro Martino di questo palleggiarsi delle informazioni contrastanti che possono essere essenziale ai fini di limitare i danni in caso di disastro nucleare nella rada di Cagliari.
In ogni caso sia che Lei affermi il giusto, che i sottomarini a propulsione nucleare e/o arma nucleare non sostino più, o che stia goffamente nascondendo la realtà contraria affermata dal ministro Martino, si sta prestando ad un gioco che mortifica i Sardi.
Il suo nome ci dice che lei è sardo ma evidenzia un comportamento che danneggia gli interessi dei Sardi. Non che la cosa sia determinante per la vita della nostra Nazione, perché Lei non è che uno di quei tanti che nel corso della storia hanno fatto gli ascari guardiani del colonizzatore d’oltremare. Di questi personaggi abbiamo prodotto degli antivirus che ci hanno fatto sopravvivere dai Romani, Catalani, Spagnoli ecc. e, che ci renderanno anche immuni dalla colonizzazione Italiana. Noi Sardi siamo come la Musica Sorda.
Piuttosto ci spiace tanto per Lei Sig. Prefetto; i suoi avi non sarebbero certo fieri di Lei e sicuramente il suo grado di autostima non è al massimo al momento. Ma non tutto è perduto ci dia ascolto e vedrà che si sentirà meglio.
Intanto deve prendersi l’iniziativa di informarsi bene e darci la definitiva spiegazione che chiarisca se Cagliari continua ad essere porto a rischio nucleare e, se tale è, esigiamo di conoscere il piano di evacuazione predisposto secondo il D.L. 230/95 dallo Stato per cui Lei presta i servigi.
Seconda cosa la esortiamo a cambiare bandiera. Si schieri col giusto, lavori con noi, per l’Indipendenza; è un diritto dettato dalla “Carta di Algeri” ed un dovere morale per noi sardi. Cominci da subito; venga anche Lei venerdì 6 Luglio prossimo davanti alla sede del T.A.R., con i “quattro mori”, a tifare affinché sia affermato per noi Sardi il diritto di esprimere un parere sulla presenza di basi che ospitano vettori marini a propulsione nucleare e/o armi nucleari.