Parma 14 -15 maggio 2005: 78°a Adunata Nazionale degli Alpini, quanti fra i lettori sono stati informati, attraverso la stampa sia cartacea che televisiva, di questo avvenimento (a parte naturalmente i diretti interessati)?
Dovrebbe trattarsi di un evento in cui la parola “Patria” rappresenta il "leitmotiv", eppure…il presidente della repubblica, che viene indicato come la personalità che più si è impegnata per ridare lustro a questo concetto che ormai latita, ha ignorato l'occasione. Il silenzio è stato completo. L'accoglienza della città/ospite e della Regione Emilia-Romagna si sono rivelate fredde e in alcuni casi sprezzanti ed offensive (escludendo sempre i pochi in possesso di cognizione di causa: non voglio fare di ogni erba un fascio). I mezzi di informazione principali hanno preferito diffondere la notizia del raduno nazionale della Guardia di Finanza, svoltosi il fine settimana successivo!!!
Gli Alpini non sono un corpo militare di “alto lignaggio” quanto la Cavalleria, non hanno scritto pagine dell'unificazione d'italia come i Bersaglieri, eppure sono famosi nel Mondo, addirittura sono una delle pochissime realtà italiane oggetto d'invidia da parte di altre nazioni!
PERCHÉ DUNQUE IL SILENZIO?
Chi segue, con occhio analitico, la realtà italiana attuale e conosce il corpo degli Alpini sia come realtà storica sia come realtà umana, ha percepito in questa occasione delle vere e proprie “anomalie”.
Per avanzare delle ipotesi è necessario compiere un'analisi storica.
Gli Alpini nacquero nel 1872 ad opera del generale Giuseppe Perrucchetti, il cui intento era quello di creare un corpo speciale, formato da uomini appartenenti alle aree dell'arco Alpino, dotato di naturali propensioni ad agire in un ambiente peculiare e spesso ostile.
Lo stato italiano, allora rappresentato da un re codardo, provvide a sfruttare sin dall'inizio questa forza: durante la Prima Guerra Mondiale mandò al massacro decine di migliaia di Alpini e di Fanti (circa 20.000 solo sull'Ortigara) unicamente per piantare il tricolore in territori dei quali gli Alpini medesimi nemmeno sospettavano l'esistenza.
Durante il bestiale Primo Conflitto Mondiale essi furono, non solo Eroi, ma anche Martiri dell'italia: non bisogna scordare che, all'epoca, chi si rifiutava di muovere all'attacco veniva fucilato seduta stante e molti assalti furono “incoraggiati” dalle stesse mitragliatrici italiane.
Non solo: le sofferenze degli Alpini non si esaurirono con il termine del conflitto: l'ANA nacque nel 1919 come risposta agli insulti e alle violenze (anche fisiche) subite dai reduci, ignorati dall'italia per cui avevano combattuto…
Le azioni (e le sofferenze) degli Alpini culminarono con la tragica ritirata di Russia al termine del Secondo Conflitto Mondiale.
Nota per gli antimilitaristi: gli Alpini non si sono distinti solo sul campo di battaglia, nella loro storia vengono commemorati anche interventi umanitari: Vajont, terremoto in Friuli, alluvione in Valtellina, emergenza Kossovo, terremoto in Armenia…nessun altro corpo militare italiano ha mai dimostrato altrettanta buona volontà…sempre di tasca e iniziativa proprie!
DA DOVE DERIVA QUESTA FORZA?
Il lettore ponga attenzione al particolare: gli Alpini nacquero come corpo militare con fortissima uniformità etnica , da cui ne derivò il leggendario, spirito di corpo che rappresentò, nel corso della Storia, il punto di forza di questi singolari soldati.
In occasione dell'Adunata nazionale del 1997, tenutasi a Reggio Emilia, gli Alpini vollero manifestare il proprio dissenso, riguardo all'abolizione della leva obbligatoria, in modo estremamente cavalleresco e pacifico: sfilarono davanti alle autorità con il cappello sul cuore anziché in testa.
L'allora presidente del consiglio Romano Prodi commentò l'accaduto definendo “irresponsabili” gli Alpini.
In occasione della 73°a Adunata - Brescia 2000 – gli Alpini tentarono ancora di avanzare il proprio parere: FURONO ASSOLUTAMENTE IGNORATI, come ha dimostrato l'avvenuta riforma dell'esercito.
Questi episodi, sia storici che recenti, sono la dimostrazione che in italia non vige una democrazia ma, volendo coniare una nuova definizione di stampo aristotelico, una “OLIGARCHIA DEMAGOGICA”!
Gli Alpini potrebbero rappresentare un blasone molto più solido, ad esempio, delle effimere (ma lucrose) glorie calcistiche.
Al contrario la medesima uniformità etnica che li ha caratterizzati sin dalla genesi del Corpo, e il conseguente spirito di appartenenza, rappresentano un “fastidio” agli occhi del potere di Roma, nonostante l'indubbia utilità che viene riconosciuta loro solo “ quando fa comodo ”.
Ciò spiega anche la scientifica demolizione del Corpo Alpino che si è esplicata con:
eliminazione di intere brigate;
soppressione della Scuola Militare Alpina di Aosta;
reclutamento di uomini appartenenti ad aree della penisola che STORICAMENTE NULLA HANNO A CHE FARE CON LE TRADIZIONI ALPINE..
In occasione della 78°a Adunata, il motto “Tasi e tira” non ha impedito agli Alpini di esprimere il proprio scontento: un nutrito gruppo ha infatti rotto clamorosamente il silenzio con l'urlo “SECESSIONE” lanciato in faccia alle autorità presenti. L'episodio (o forse si tratta di “sintomo significativo”?)è stato accuratamente taciuto da TUTTI i mezzi d'informazione; tuttavia i testimoni non sono certo mancati!
Questo avvenimento rappresenta la naturale reazione di chi, da decenni, vede ricompensata la buona volontà con l'indifferenza, la fedeltà con la menzogna, l'onestà con la corruzione.
QUESTA italia non merita PIÙ gli Alpini!
www.fottilitalia.com
Qualcuno che c'era conferma la protesta secessionista?![]()




Rispondi Citando
