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Discussione: Attacco a "Pera"

  1. #1
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    Predefinito Attacco a "Pera"

    Piace ai cattolici e ai conservatori, un po' meno all'ala più laica della maggioranza, l'opposizione lo accusa di «ingerenza» negli affari spagnoli.
    Con un intervento antizapaterista, contro le nozze gay e secondo i dettami della Chiesa, il presidente del Senato Marcello Pera ha lanciato la sua sfida: confermandosi vicino a papa Ratzinger e alla corrente neo-conservatrice che si basa sui principi cattolici per una morale solida si ritrova bersaglio di sinistra, radicali e «spagnoli», ma non solo.
    Così il Pera «Papa laico», come lo chiama il comunista Gianfranco Pagliarulo, diventa il centro del dibattito politico.
    «Non sono in discussione le sue idee - commenta il direttore de La Rinascita della sinistra -. È in discussione la sua crociata. Il recente carteggio fra Pera e il cardinale che è diventato il Sommo Pontefice non autorizza la seconda carica dello Stato italiano a ritenersi un papa laico».
    Se l'opposizione grida a un «ritorno all'inquisizione» (Katia Bellillo, Pdci) la presa di posizione sui matrimoni omosessuali della seconda carica dello Stato compatta il fronte di nuovi e vecchi conservatori.
    Il ministro Roberto Calderoli è ancora più netto di Pera: «I matrimoni gay non sono una conquista e neppure un capriccio: sono un atto contro natura e quindi un attacco diretto alla famiglia vera». E chiarisce: «La lotta contro le discriminazioni sessuali è una cosa, i matrimoni gay sono un'altra».
    Nella maggioranza però non tutti apprezzano l'intervento sulla decisione del parlamento di Madrid.
    Dario Rivolta, responsabile Esteri di Forza Italia, esce allo scoperto: «Mi auguro che gli spagnoli siano abbastanza signori da voler credere che Pera e Casini abbiano parlato come membri di un partito e non nella loro carica istituzionale», e solo per questo, sostiene, l'Italia non rischia l'incidente diplomatico:
    «Stupisce come a volte - commenta Rivolta - mischiando i due ruoli anche in Italia, sia Pera che Casini abbiano fatto delle affermazioni che non ci si aspetterebbe da un'alta carica dello Stato». Bisogna avere «rispetto», conclude, per le scelte di un altro Paese.
    Insiste sull'aspetto diplomatico della vicenda il vicepresidente dello Sdi, Roberto Villetti: «È davvero sorprendente che il presidente del Senato Marcello Pera abbia compiuto una così clamorosa ingerenza negli affari interni della Spagna. Ci sono dei ruoli istituzionali a cui ci si deve attenere».
    L'Arcigay reagisce con una nota del presidente, Sergio Lo Giudice: «È un brutto giorno per le istituzioni della Repubblica quello in cui il presidente del Senato arriva a definire “capricci” la richiesta di riconoscimento di pari diritti per le persone gay e lesbiche italiane».
    Secondo il radicale Daniele Capezzone si sta svolgendo una «rincorsa tra Pera e il presidente della Camera Pierferdinando Casini: finito il comizio italiano di quest'ultimo, riprende quello “internazionale” del suo dirimpettaio».
    Va in difesa del presidente del Senato anche un altro esponente del centrodestra di area dichiaratamente cattolica e conservatrice sui temi della famiglia, Riccardo Pedrizzi di An, secondo il quale chi parla di valori cristiani viene attaccato a prescindere:
    «Quella di Pera è un'analisi lucida - interviene -. Tanto che è già pronta per lui, laico non credente dichiarato, l'accusa di confessionalismo, clericalismo, neoguelfismo o integralismo». La spinta laicista secondo Pedrizzi non porterà lontano: «Se settori importanti della cultura laica convergono su questa analisi, sviluppando un'inedita convergenza con la cultura cattolica - valuta - è proprio perché sentono come ineludibile problema del nostro tempo quello della necessità di recuperare e riprendere il senso della vita individuale e collettiva». C'è stato un ritorno alla Chiesa «perché è l'ultima grande “agenzia di senso” del nostro tempo».
    È un «fanatismo laicista» quello che si è scatenato contro Pera, dice il viceministro per i Beni e le Attività culturali, Antonio Martusciello. E domanda: «Vorremmo sapere che cosa ne pensa di questa intolleranza dei suoi alleati il cattolico adulto
    Romano Prodi».

    a parte l'inutile domanda rivolta a Prodi c'è da chiarire un aspetto non marginale: i commenti e le dichiarazioni del Presidente Pera sono state espresse a "elezioni terminate e risultato acquisito" e durante l'apertura di un seminario di studi del Faes da tempo organizzato dal partito di Aznar.
    Pera è stato presentato dell'ex premier come "punto diriferimento di tutti i conservatori europei.

    da il Giornale

    saluti

  2. #2
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    Ottimo Pera. Un liberale consapevole moderno, un non credente che comprende le radici culturali del continente in cui abita e valuta i valori per quello che sono e non a seconda che vengano proposti da un prete o da un metalmeccanico in sciopero o da un professore illuminista..... è un laico che aborre il confessionalismo laicista, le sue intolleranze, le sue banalita "politicamente corrette", il vuoto intellettuale degli ultimi epigoni dei giacobini alleati degli ultimi nipotini di Stalin o di quei "rivoluzionari" spagnuoli degli anni trenta che incendiavano conventi, violentavano le suore e fucilavano i preti.

    Shalom

  3. #3
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    Pera è un poveretto. Credo il peggior Presidente del Senato che io ricordi.
    Pure Scognamiglio era meglio di questo signore che sta in un ruolo che non è in grado di onorare per due ragioni: incapacità caratteriale ed inconsapevolezza (che io, vista l'età, definirei dolosa).

    Dilungarmi a teorizzare il comportamento che la seconda carica istituzionale del nostro paese dovrebbe mantenere nei suoi interventi pubblici mi pare fuori luogo. Qui c'è chi è contento che Pera faccia il deficiente.
    Salvo poi stracciarsi le vesta quando tra un anno, al posto di Pera magari ci sarà un Diliberto qualsiasi ed ai "perini" di oggi le farà purgare tutte.

    Il vero problema di questa nazione è l'infantilismo delle classi di quarantenni e cinquantenni al potere.
    Quelli che "quando ero piccolo comandava mio padre, oggi che sono adulto comanda mio figlio, io rappresento quella generazione che non è mai contata un cazzo..."

    E si vede...

    ... e fa pena.

  4. #4
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    Tra l'altro, tra due gay che si sposano ed un discorso pubblico di Calderoli o Borghezio, fa molto più schifo il secondo.

    La castrazione chimica (punitiva) per le mamme dei due signori di qui sopra sarebbe un "dovere morale"!

    Un intervento chirurgico per renderli muti sarebbe un "piacere dovuto" per tutti gli italiani pensanti!



    Il fatto è che io scrivo cazzate ridendo, ma se invertiamo i soggetti quello che ricaviamo non sono altro che le dichiarazioni (pubbliche) dei suddetti.

    Che pena.

  5. #5
    SENATORE di POL
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    da www.avvenire.it

    " Perché tutti possono parlare e lui no?

    Pera va controcorrente Fulmini e saette


    Giorgio Ferrari

    Non l’avesse mai detto. Affermare che "il matrimonio gay rappresenta il trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani fondamentali" sta costando caro a Marcello Pera. Il quale, sempre a proposito della nuova legge spagnola, impavidamente aggiunge: "E’ falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni".
    Ma come, piangono i laici traditi, proprio Pera, il popperiano teorico della società aperta, proprio lui, il laico difensore della sacralità (sì, è un ossimoro, non a caso...) dello Stato e della defunzionalizzazione di ogni ingerenza confessionale? Proprio lui ora insorge contro il laicismo, contro "l’arroganza di chi vuole imporre una sorta di religione di stato"? Sì proprio lui. Ed ecco - puntuale come la grandine settembrina - la valanga di indignazioni a orologeria, di piccate prese di distanza, di smarrite solidarietà fra compagni improvvisamente divenuti orfani di uno dei loro campioni. Perché se si perdona - e come! - ad un cattolico di farsi laicista, non si riesce a tollerare che un ex-laicone ragioni più o meno come un cattolico. Questo è troppo. E scattano le idiosincrasie, i maldipancia, le ironie. Di più: le scomuniche.
    Singolare comunque il fatto che nei nostri apertissimi ambienti occidentali chiunque possa permettersi di sproloquiare a proprio piacimento su qualunque argomento - anche se è sprovvisto di arsenali dialettici e di fondamenti culturali - a condizione però che lo sproloquio vada in una certa direzione. Se va in senso opposto a quella direzione, allora la colpa diventa grave, inemendabile.
    Il presidente del Senato è incorso in questo infortunio: dire quello che pensa oggi, benché sappia bene di non essere in linea con la vulgata massmedialmente vincente. E lo dice, molto probabilmente sapendo che avrà contro i soliti ben pensanti. Così, non tutte le parole che ieri ha pronunciato erano forse diplomaticamente tarate per un politico in trasferta. Ma fa specie che la censura cui è sottoposto da un ribollente coro di verginelle tradite non consenta di riflettere meglio sulle sue affermazioni. Su quel laicismo cioè che pretende di diventare religione laica di Stato, pensiero unico e fondante di un’identità nazionale che identità non è per niente, poiché alzi la mano chi è ragionevolmente in grado di scindere l’identità, la radice, la cultura, l’humus, quella koiné che si suole chiamare Europa dal suo embrione giudaico-cristiano che ne è l’origine e la linfa insieme.
    Queste cose immaginiamo che intendesse dire Marcello Pera, e con simile convinzione confutava - nel suo diritto costituzionale alla libertà di espressione - le neonata legge sui matrimoni gay in Spagna. Confutava, cosa che forse in passato non avrebbe fatto, perché popperianamente ha cambiato idea. Il che non significa che abbia tradito o faccia l’opportunista. Perché i processi alle intenzioni non li mettiamo una volta per sempre al bando, ma per tutti? Molti sbraitanti credono che "società aperta" nell’accezione popperiana significhi una società aperta a ogni modifica e innovazione, qualunque sia, purché richiesta e democraticamente votata. Nulla di più errato: "In una democrazia - scrive Popper in The Open Society and its Enemies - l’integrale protezione delle minoranze non deve estendersi a coloro che violano la legge...". Quanti popperiani di meno avremmo, se avessero letto meglio il loro paladino. A quest’ora il filosofo austriaco sarebbe messo all’indice, insieme al presidente Pera. In buona compagnia, comunque.
    "

    Saluti liberali

  6. #6
    Alessandra
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    Non sono conquiste civili o estensione dell'uguaglianza -tuona Pera- si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani

    E' una considerazione più che sensata, secondo me, di fronte ad un contratto quale è il matrimonio, che per qualunque Stato, da che mondo è mondo, non poteva fino a ieri che essere stipulato tra due persone di sesso diverso. Se l'esigenza era quella di dovere tutelare gli omosessuali, o le lesbiche, molti sono i metodi per farlo, senza dovere a tutti i costi pretendere di sposarsi. Del resto, anche le coppie etero solo conviventi, adottano da tempo sistemi di tutela, senza farsi troppi problemi.

    Ma la cosa grave non è la previsione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso, bensì l'adozione di figli. Questo è il vero atto contro natura, non certo il matrimonio, il quale potrebbe al più essere definito, per le leggi italiane, solo un atto contrario all'ordine pubblico.

    Ma tornando al discorso di Pera, penso che abbia colto in pieno il più grosso difetto della sinistra dura e pura (si fa per dire)...quello di creare ad hoc dei valori che di universale hanno ben poco, per poi avere la pretesa di farli passare a tutti i costi, per valori di tutti.

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Già la sinistruzza (e non solo) laicista. La parte di gran lunga peggiore della società europea.

    Shalom

  8. #8
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    Predefinito Pera e i matrimoni gay

    In origine postato da Aeroplanino
    Pera è un poveretto. Credo il peggior Presidente del Senato che io ricordi.
    Pure Scognamiglio era meglio di questo signore che sta in un ruolo che non è in grado di onorare per due ragioni: incapacità caratteriale ed inconsapevolezza (che io, vista l'età, definirei dolosa).

    Dilungarmi a teorizzare il comportamento che la seconda carica istituzionale del nostro paese dovrebbe mantenere nei suoi interventi pubblici mi pare fuori luogo. Qui c'è chi è contento che Pera faccia il deficiente.
    Salvo poi stracciarsi le vesta quando tra un anno, al posto di Pera magari ci sarà un Diliberto qualsiasi ed ai "perini" di oggi le farà purgare tutte.

    Il vero problema di questa nazione è l'infantilismo delle classi di quarantenni e cinquantenni al potere.
    Quelli che "quando ero piccolo comandava mio padre, oggi che sono adulto comanda mio figlio, io rappresento quella generazione che non è mai contata un cazzo..."

    E si vede...

    ... e fa pena.
    Io sono d'accordo con Pera.
    Marino

  9. #9
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    Pera ha diritto di pensarla come vuole.

    Ed a me di quello che pensa Pera e di quello che pensa o può pensare Tuula o Ale o PFB può o meno interessare qualcosa, o nulla.

    E' anche giusto che Ale dica la sua su faccende specifiche che riguardano altre nazioni. Così come è legittimo che Tuula sia daccordo con quanto pensa Pera e lo dica.

    Quello che non è legittimo è che il Presidente del Senato Italiano, vada in giro per l'Italia e (ancor peggio) per il mondo ad infangare la sua carica e quindi l'Italia, impicciandosi in faccende che non riguardano la figura del Presidente del Senato Italiano.

    Se quel fantoccio di pera avesse un minimo di "palle" si dimetterebbe ed andrebbe (ma dove andrebbe? sic) a combattere le sue crociate postindustriali come Sig. Pera.

    Ma purtroppo, come a tanti di quelli che si scagliano contro "i capricci" degli omosessuali, la carenza di attributi è palese e palesata.

    E fa pena.


    Tanto per stare, come ha fatto Ale, offtopic, dirò velocemente che io sono contrario al matrimonio tra omosessuali, ma sono favorevole ad una legalizzazione delle unioni di fatto tra gay, sul modello francese, tedesco o britannico, o svizzero.
    Questo perchè credo che chi voglia stare insieme per "amore" non debba in ogni caso essere giudicato (tanto più da una società che mette Pera a presiedere un senato nazionale e Calderoli e Borghezio nel corrispondente parlamento), e debba godere dei diritti e degli eventuali privilegi di chi questo "amore" lo vive in modo più tradizionale.
    Questo però non significa che la situazione debba essere "giuridicamente" identica, anzi. L'eventuale adozione resta un problema grandissimo, ma anche per le coppie eterosessuali che si scontrano (da millenni) con burocrazie oscene nella più totale indifferenza (e spesso complicità) di quei tanti che si stracciarono le vesti poche settimane fa per difendere la vita di embrioni già morti, come se da quello dipendesse chissà quale scenario fantascientifico...

    Saluti.

  10. #10
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    Se Pera si fosse complimentato con la nuova legge spagnuola,o avesse criticato negli USA la pena di morte (giustamente) ........nessun "progressista" laicista avrebbe notato il suo "ruolo istituzionale" e avrebbe protestato o addirittura insultato un uomo di grande intelligenza e di grande cultura liberale come il Senatore Pera. Questo è certissimo.

    Shalom

 

 
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