«Se il caro greggio non dura, vorrà dire che ce l’abbiamo fatta»
Alitalia, Cimoli vede rosa

Comunicato in Consob il differimento triennale dei “Mengozzi bond”

MILANO • Il differimento triennale della scadenza dei “Mengozzi bond” - la scadenza slitta al 22 luglio 2010 - insieme all’aumento del tasso di interesse annuo che sale dal 2,9% al 7,5% (con decorrenza 1 agosto 2005) è stato comunicato ieri da Alitalia alla Consob. In occasione dell’ultima assemblea dei soci, Ailtalia aveva annunciato la ristrutturazione del prestito obbligazionario convertibile, costituito da 1930.408.056 obbligazioni convertibili, equivalenti a un ammontare di debito pari a circa 714 milioni di euro, per sostenere il piano industriale. E sempre ieri il presidente e amministratore delegato di Alitalia Giancarlo Cimoli, alla terza conferenza euro-mediterranea, ha voluto lanciare un messaggio di fiducia: «Pensavamo che il piano di risanamento fosse un’impresa difficile, impossibile, e invece siamo ormai vicini a concretizzarlo». Cimoli ha sottolineato tuttavia che non tutto dipende dalle scelte aziendali: «un contributo sostanziale verso la riconquista in attivo dei bilanci dovrà venire dal contesto economico: il prezzo del petrolio si fa sentire e speriamo non duri molto. Se non si presenta qualche variabile impazzita prosegue Cimoli — vorrà dire che Alitalia ce l’avrà fatta». 11 continuo rialzo del prezzo del greggio sta infatti costringendo le compagnie aeree a ritoccare verso l’alto le tariffe. Un’esigenza — quella del supplemento carburante che da oggi spingerà Alitalia ad aumentare di 5 euro il costo dei voli. Cimoli non ha mancato di illustrare le strategie di Alitalia per l’immediato futuro: «l’area del Mediterraneo è un territorio in continua crescita. Un bacino del quale puntiamo a essere uno dei vettori leader».

Le previsioni positive di Cimoli sono suffragate dai numeri previsti nel budget: «nel piano 2004-08 sono aumentati i collegamenti con l’Europa dell’est, sono cresciuti del 13,4% quelli con il Medioriente e del 18% quelli con il Nord Africa», Il numero uno di Alitalia ha poi sottolineato l’importanza di «consolidare i trasporti e gli scambi all’interno dell’area del Mediterraneo. Da parte sua, Alitalia può vantare un impegno già cospicuo: sulle rotte tra Italia e Mediterraneo con 3,3 milioni di viaggiatori annui, valore che, con un’ottantina di voli giomalieri e una copertura di 12 paesi la colloca al primo posto nel settore. Intanto, se il piano di risanamento è apprezzato dal presidente di Alitalia, continua invece a incontrare qualche opposizione dai sindacati. Ieri è Cominciato il cosiddetto «sciopero della giacca» degli assistenti di volo aderenti a Filt-Cgil, Fit-Cisl, éUiltrasporti, Ugi e Anpav. La singolare forma di protesta. che consiste nel non indossare a bordo degli aerei le giacche verdi di servizio, né gli abiti di volo, né le targhette nominative, è stata indetta «per le violazioni aziendali e - si legge in un volantino sindacale — per l’attuale stato di cose che affigge la categoria degli assistenti di volo nel suo complesso e per tutte le qualifiche».

Marco Corengia - Il Sole 24 Ore 12-07-05