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Discussione: L'alternativa laica

  1. #1
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    Predefinito L'alternativa laica

    L’alternativa laica

    “Qualcosa di profondo, sta cambiando” – Rocco Buttiglione.

    Non è facile, per me, trovarmi d’accordo con Rocco Buttiglione. Ma stavolta penso abbia ragione.
    Mi sto convincendo che siamo di fronte ad una modifica delle categorie politiche con cui finora ci siamo misurati; e ne derivo la certezza che in Italia ci sia spazio, ruolo e dovere per forze portatrici di quelle idealità “laiche” che sembrava non avessero più un loro motivo d’essere.
    Partiamo da lontano.

    Il mondo est-ovest
    E’ comune sentire, nei convegni come in treno, che, nel secolo scorso, ci fosse la politica, ci fossero gli ideali; e che questi non ci siano più.
    E’ vero, se guardiamo le cose secondo una certa “coordinata”: cos'erano, in fondo, questa politica, questi ideali? Intorno a cosa ruotavano?
    Ruotavano intorno all'economia: era un mondo est-ovest; di qua la libera proprietà, di là il comunismo: una divisione economica, che portava con sé anche uno schieramento internazionale.
    Il resto erano corollari: la libertà del cittadino dell'occidente era funzionale alla libera economia; il cittadino "suddito" era funzionale ad un'economia sotto direzione.
    Vero che esisteva anche la libera economia senza libertà del cittadino, ma la cosa era presentata sempre come un transitorio, come a meglio resistere alle insidie dell’altro mondo.
    Tutto era semplice: c’erano due modelli di mondo, e chi non gradiva se ne faceva uno intermedio: socialdemocrazia svedese, o cogestione iugoslava. Tutto lungo un solo asse, quello dell'economia.
    Poi, è crollato il comunismo: l'economia è diventata globale, i problemi comuni, le soluzioni le stesse; i governi sono giudicati da Standard&Poor.
    "Non ci sono più ideali", "Destra e sinistra non significano più niente", "Solo un governo di sinistra può fare le necessarie riforme di destra" vengono di lì.
    Non è sbagliato o qualunquista: scomparso, sedato il dato ideologico, quanti margini di manovra la tecnica finanziaria lascia ai governi?
    Non sottovaluto, con questo, l'importanza di scelte all'interno del sistema: governare in deficit, stringere il credito, o più banalmente scegliere se far pagare meno tasse a tutti oppure a Totti. Sono scelte che hanno un'importanza pratica, ed anche simbolica, ma che non sempre sono capaci di discriminare il pensiero del governo da quello dell'opposizione.
    Per 10 anni, dopo la caduta del comunismo, il mondo è parso fermo, addormentato; la politica era "sopita".

    Il mondo nord-sud
    Molti, orfani della coordinata est-ovest, ne cercarono un‘altra; e niente poteva venire più semplice che cercarla nel nord-sud: non c’è più differenza tra primo e secondo mondo? Allora si dovranno confrontare con il terzo!
    La spinta demografica dei paesi del terzo mondo, la crescente immigrazione, lasciava immaginare un futuro da decadenza dell’impero romano, arroccato nel proprio benessere, senza più spinta morale, ed assediato da popolazioni barbare di cui pure aveva bisogno.
    Non è detto che non ci sia, questa divisione. Che non ci sia la spinta, che non ci sia la tensione. E c’è chi si muove, secondo questa visione: il movimento no-global, ad esempio.
    A me non sembra, tuttavia, che sia questa la strada su cui il mondo si stia misurando e si misurerà.

    Una nuova coordinata
    Mentre si guardava a come riarrangiare una visione del mondo secondo la coordinata economica, una nuova, ma antica, coordinata prendeva piede.
    Forse a causa del crollo del comunismo, del restringersi della coordinata economica. Ma forse anche al crollo contribuì il sorgere di questa coordinata: è la coordinata dei valori etici; senza maschere, diciamo pure “religiosi”.
    Non è però, come un tempo, una contrapposizione tra valori religiosi, perché, in realtà, la contrapposizione è tra clericalismo e laicismo. E' questa la battaglia per cui Al Qaeda combatte, al di fuori dell’islam per imporre il suo clericalismo all’interno dell’islam; ed è la stessa battaglia che, speriamo con altri mezzi, sembrava prefigurare Karol Wojtila quando disse, all'indomani del crollo del comunismo, che la battaglia continuava contro il liberalismo.

    E scopriamo che di questa contrapposizione si sta nutrendo il confronto politico in Italia, in Europa, all'interno del mondo Occidentale, tra mondo Occidentale e il "terzo mondo".
    In Italia poi, la contrapposizione ha del parossistico: battaglia nei consigli regionali; ed all'interno delle coalizioni, di governo o opposizione.

    Cosa sta succedendo? Il mondo si spacca tra noi e loro? E' partita una nuova crociata (da qui, come dice Bin Laden - o da lì, come visto da qui sembra?)

    No, è che la coordinata economica, lungo cui ci si distribuiva e confrontava, si è ristretta, dando modo di dispiegarsi all'altra coordinata, finora compressa.
    Il risultato? E' che ciò che più era vicino secondo la coordinata dei macrosistemi economici, non è detto lo sia in assoluto, laddove ci si distanzi sulla coordinata clericalismo-laicismo.

    In Italia
    Questo significa che, calando i macrosistemi nella nostra politica italiana, la convergenza di forze di destra e sinistra su scelte laiche o clericali non è da considerare episodica, ma potrà essere, negli anni a venire, un fattore che determini l’alleanza stessa.
    E che è finito quindi il tempo in cui il ruolo delle forze laiche era di pungolo, stimolo, freno su questi valori all’interno del governo (nella cosiddetta prima repubblica) o nelle coalizioni.
    E’ apprezzabile chi da laico si sforza ed illude ancora di avere questo ruolo; è criticabile chi sostenga che “la laicità non è una priorità”, rimandando lo svolgimento del proprio ruolo a tempi più opportuni; entrambi, tuttavia, continuano a ragionare secondo la vecchia coordinata, e limitando il proprio ruolo a quello di pungolo, in cui sono cresciuti.
    E’ adesso invece giunto il tempo di ripensarsi.

    E questo tempo non è lontano: oggi, l'essenza fondatrice del blocco di centro-destra italiano, Forza Italia, ammaina definitivamente la velleità di riforma in economia, e viene sciogliendo anche l'ambiguità sulla illusione laica su cui era nata.
    Illusione dei liberali che affiancarono Fininvest nella prima ora; illusione di Marco Pannella in un secondo tempo, dei "nuovi" socialisti e "vecchi" repubblicani da buoni ultimi.
    L'ambiguità è sciolta nei simultanei convegni novembrini di Milano, con Ferrara e Buttiglione; di Roma con Adornato e Bondi. Oggi, Forza Italia, si è ricongiunta, su questo, solo su questo, ai suoi alleati di governo, tutti sulla coordinata clericale: Teo-con Forza Italia, clerico-fascisti di AN, dorotei UDC, ed infine la lega, rozzamente pre-conciliare, anti-islamica, anti-massone.
    L’ultima illusione è stata quella di un Berlusconi indifferente al clericalismo, sostanzialmente al traino degli alleati per tattica politica; ad esempio sulla fecondazione assistita, presentata come legge d’iniziativa parlamentare, non come di segno di legge governativo. Questa illusione cade di fronte alla posizione assunta dall’Italia sul tentativo all'ONU di porre al bando a livello mondiale la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Posizione che vede l’Italia affiancata al Vaticano, agli USA di Bush, al Portogallo di Barroso, ad altri paesi cattolici, all’Arabia Saudita – mentre la Turchia è capofila dell’opposto schieramento.
    “Natura non facit saltus”. Ma vedo non lontana, nel dopo-Berlusconi, una riaggregazione delle forze cattoliche; ed in molti auspicano una conseguente caratterizzazione socialdemocratica dell’attuale opposizione. E’ questo lo scenario in cui l’aggregazione delle forze laiche diventa necessaria.
    Non, come finora ipotizzato, per essere ago della bilancia e porre sul piatto di una coalizione il proprio peso - è questa una variante (peso esterno) della funzione parassita di pungolo interno alla coalizione; piuttosto, per interpretare la nuova coordinata.
    Non terzo polo laico, ma “alternativa laica”.

  2. #2
    laico progressista
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    Ho letto con molta attenzione il tuo post.
    Lo condivido pienamente nella sostanza, anche perché partendo da un'analisi diversa (ma tutt'altro che incompatibile con la tua) ho sempre affermato l'importanza e la stringente necessità del pensiero laico in un momento storico come quello attuale.
    La laicità oggi è una priorità. Una priorità imprescindibile per chi si riconosce in questo filone politico, sia perché solo i laici possono svolgere un ruolo di equilibrio in un mondo squassato dalle guerre di religione, sia perché abdicare a tale funzione proprio adesso significa deprimere le enormi potenzialità di sviluppo che i partiti laici potranno avere nel prossimo futuro.

    Non ho il tempo di approfondire, ma ci ritroveremo a parlare, su tutto questo.

  3. #3
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    Caro Lucifero,
    quello che tu scrivi mi sembra perfettamente condivisibile.
    Io credo, però, che la dialettica politica nel prossimo futuro si orienterà anche verso molte altre e importanti questioni. La frattura religiosa avrà un suo spessore, in Italia su basi nuove rispetto al passato, e andrà inserita in tutte quelle tematiche che competono la libertà di coscienza, l'integrazione, l'educazione e anche le dinamiche istituzionali. Ma esisterà tutto un altro settore di politiche che andranno esplorate: l'integrazione europea, la partecipazione politica, il divario nord-sud (non lasciamolo ai no-global, è un problema che appartiene anche a Ernesto Rossi, a Ugo LaMalfa, al nobel Stieglitz e, in generale, alla cultura liberaldemocratica) e, soprattutto, la questione ambientale. Sarebbe il caso di trovare un modo di problematizzare queste questioni coerente, repubblicano e, a suo modo, laico. Problematizzare, non risolvere.

  4. #4
    laico progressista
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    Vorrei tornare con calma sul tema della laicità, che Lucifero ha riproposto con spunti articolati e sicuramente interessanti.

    Alternativa laica. E’ un bel titolo, che esprime un concetto molto netto e molto forte. L’”alternativa laica” individua però secondo me una condizione necessaria ma non sufficiente, perché rappresenta bene il mezzo, ma non si definisce compiutamente come il fine. Rappresenta cioè un'inversione di tendenza, una contrapposizione, in un mondo che resta diviso. Allo stesso modo, indulgendo ad una visione più laicista, radicale e totalitaria, si potrebbe parlare anche di “rivoluzione laica”.
    Il nostro compito in verità è più complesso. Dobbiamo interagire, senza erigere steccati. Dobbiamo dialogare, portare gli altri più vicini al nostro modo di sentire e di vedere le cose.
    Per questo, se dovessimo racchiudere in due parole il nostro disegno politico, più che di “alternativa” o di “rivoluzione” parlerei piuttosto di “orizzonte” laico. Orizzonte, perché la concezione laica della vita e della politica è in fondo al percorso dell’umanità intera, è il traguardo a cui tendere, il meccanismo capace di regolare la convivenza nel segno della pace e della tolleranza. E’ inoltre il metro che ci guiderà con maggior senno ed efficacia nella ricerca e nella pratica del progresso, inteso in tutte le sue accezioni.

    Dunque la laicità, oltre che pratica e strumento, è anche l’obiettivo a cui tutti dovrebbero tendere. E a noi che laici già siamo, spetta il compito di nocchieri.
    Beninteso, non si tratta di imporre un modello, alla stregua dei neocons americani. Si tratta piuttosto di armonizzare culture, di capire il diverso e farci capire, di creare le condizioni per un rispetto e una convivenza tra i popoli, su piccola e grande scala. Si tratta di un'aspirazione verso la pace mondiale, che non può passare per uno scontro, ma per l'incontro tra civiltà. Si tratta di individuare un equilibrio tra Stato e individuo, che tuteli libertà, pluralismo, pari opportunità, e sovranità delle istituzioni. Si tratta di definire i confini dell'etica comune, che non può derivare né dall'arido cinismo della scienza, né dalle sacre scritture, ma da una sorta di "media aritmetica" delle coscienze individuali.

    L’analisi di Lucifero sui motivi che ci portano a questa accentuata dicotomia tra laici e religiosi, è senz’altro condivisibile, sebbene venga sottovalutato l’aspetto che più incide su questo rapporto: il mondo nord-sud.
    E’ vero che, come afferma il nostro amico, sia all’interno del mondo cristiano che di quello musulmano è in atto uno scontro tra clericali integralisti e laici (religiosi e non). Ma questa "nuova coordinata" è stata accentuata proprio dall’incontro tra le diverse civiltà, dal confluire del sud verso il nord e viceversa. Senza tale commistione, primo passo per un percorso di laicizzazione dell’umanità (ci avviciniamo cioè all’”orizzonte” di cui parlavo), non sarebbero scaturiti i rigurgiti ideologico-spirituali che hai evidenziato.
    In pratica, caro Lucifero, diciamo le stesse cose mettendo l’accento su aspetti e concause diverse, ma la sostanza non cambia. Così in occidente osserviamo che il confine tra cattolici e laici, oggi è più netto e discriminante. Un confine però che occorre definire con chiarezza per poi cominciare a dialogare, non a confliggere. Perché solo dal confronto chiaro e aperto possono emergere le ragioni e la forza attrattiva del nostro pensiero.

    Purtroppo in Italia questo fenomeno si inserisce in una situazione molto confusa.
    Laici e cattolici dibattono, ma sono ammantati da un'ambiguità di schieramento, invischiando il confronto di elementi estranei e distorcenti. Colpa del bipolarismo e colpa della convivenza con una grave anomalia, che droga il sistema poltico: la presenza di Silvio Berlusconi. Egli rappresenta infatti una calamita formidabile per il bipolarismo, spaccato tra amici e nemici, tra due sensibilità democratiche differenti. Berlusconi si rivela un elemento di divisione su un versante che ci svia dal problema per noi più importante, è un collante che non aiuta il dialogo e nuoce alla chiarezza del confronto tra forze davvero antitetiche.
    E quando manca la chiarezza, diventa difficile affrontare il problema del rapporto, appunto, tra laici e cattolici.
    Come fanno i laici della destra a veicolare le proprie istanze, quando un laico come Marcello Pera si mette a difendere per spicciola partigianeria politica il clericalismo di un Buttiglione? E come fanno i laici di sinistra a trovare eco se si imbattono nel ventre molle dei Ds, preoccupati di rincorrere il voto cattolico in competizione egemoinica con la Margherita? Senza contare che la stessa Margherita è un ibrido catto-laico, insulso e incapace di incarnare una politica coerente in un senso o nell'altro.
    Ecco che la mancanza di una reale visibilità di laici e cattolici rischia così di lasciare insoluto un dibattito che resta sottopelle, e di neutralizzare le potenzialità benefiche degli uni e (perché no) degli altri. Non dimentichiamoci infatti che un partito cattolico come la Democrazia Cristiana ha saputo svolgere in più occasioni (e comunque in generale) un ruolo di grande apertura e di grande rispetto. Più di quanto non facciano i tanti clericali oggi sparsi a destra e sinistra, preoccupati di distinguersi su posizioni radicali e ben visibili, piuttosto che di riflettere seriamente sui problemi.

    Per il futuro, faccio anch'io le stesse previsioni. E’ chiaro che il dopo Berlusconi rimescolerà le carte. Rimetterà in gioco i cattolici e le fazioni. E’ soprattutto in funzione di questo (oltre che per questioni di principio legate al conflitto di interessi e alla normalizzazione della nostra democrazia) che bisogna debellare il tumore Berlusconi.
    Attenzione, però. Perché dopo, il problema successivo diventa Prodi. E’ lui il garante della continuità di questo stato di cose. E quel che è peggio, fomenta la confusione proprio a sinistra, sul versante cioè più incline a recepire ed affrontare le tematiche che vogliamo porre.

    Resta da dire che è ora di mettere sul piatto la nostra visione politica: i nostri valori, le noste idee nel campo etico, sociale, economico. Perché se non si ha il coraggio di farlo adesso, restando schiavi di prudenze e tatticismi, alzeremo il dito per parlare quando le decisioni saranno già state prese da altri, quando i giochi saranno fatti. E invece di guidare il gruppo verso il nostro orizzonte, non ci resterà che seguire, da buoni ultimi, un carrozzone sgangherato che traballando di qua e di là, s’incammina sul sentiero sbagliato.

  5. #5
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Ma possibile che nessuno dissente?

    Possibile che nessuno rigetta i blandimenti diabolici del tentatore Lucifero?

    Non esiste una "alternativa laica", esiste solamente il dovere di elevare la laicità delle nostre rispettive (e contrapposte) battaglie politiche.

    Può esistere una laicità di destra ed una di sinistra, ma il laico di destra è comunque un nostro avversario, non un alleato.

    La laicità è nel nostro DNA, ma in questa fase NON E' UNA PRIORITA' FARNE UNA BANDIERA (nè tantomeno un "cartello"), essa è il nostro metodo di confronto politico non il nostro scopo (scopo che è l'affermazione di un centrosinistra allargato e democratico).

    Il "terzo polo" il "polo di alternativa laica" , che gli ultimi disperati gerarchi del PRI tentano ora di rilanciare, è l'esatto contrario di quello che noi vogliamo.
    La nostra visione dell'Italia è quella di un paese normale nel quale si confrontano, con regole laiche e rispetto delle istituzioni, partiti portatori di idealità differenti (eventualmente anche ispirati a spiritualità fideistiche), raggruppati sulla base di programmi chiari. E CHE CI VEDE SCHIERATI A SINISTRA, A SINISTRA E IN NESSUN ALTRO POSTO.

    LIBERTA' ! EGUAGLIANZA !

  6. #6
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    I partiti attuali e gli schieramenti attuali sono dei contenitori molto fragili e portano idee molto fragili. Io credo che il discorso di Lucifero sia corretto e credo che la laicità sia e debba essere una priorità assoluta. Come ho già detto i grandi problemi del futuro non sono quelli che abbiamo affrontato nel passato, e per risolverli un buona dose di laicità sarà opportuna e necessaria.
    Aggiungo: una buona dose di laicità e di repubblicanesimo

  7. #7
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Invece io dico che che i partiti e gli schieramenti che si formano ora sono quelli che dovranno amministrare il post-berlusconi, e allo stesso modo del 1946 essi -pur con tutte le loro fragilità- dovranno essere capaci di corstruire il futuro. Con una buona dose di laicità e di repubblicanesimo, sì.

    Ma i problemi del futuro SONO ESATTAMENTE GLI STESSI CHE ABBIAMO AFFRONTATO E NON COMPLETAMENTE RISOLTO NEL PASSATO e risiedono principalmente nella ricostruzione del senso civico di tutti.

    In questo senso una laicità imposta per decreto, o predicata nelle catacombe da un manipolo di visionari, funziona poco, dura poco e non giova al paese.
    Perché così pochi di noi vanno e partecipano ai dibattiti della Margherita? Perché così pochi fra noi si preoccupano di capirne il faticoso percorso sulla strada della laicità?

    Oggi dobbiamo avere il coraggio di percorrere fino in fondo l'unica strada che al momento è possibile: quella dell'Ulivo e della Grande Alleanza Democratica, impegnandoci sin d'ora a sostenerla anche nel quinquennio successivo -qualunque cosa accada.

    Dobbiamo avere la forza di rigettare senza esitazioni le tentazioni terzopoliste (anche se fossero ammantate di splendida laicità) perché isolerebbero noi e trascinerebbero il paese al populismo e alla rovina.
    Lasciamo che la sedicente "alternativa laica" sia l'ultimo patetico salto della quaglia di chi ha tradito a Bari gli ideali mazziniani.

    La nostra laicità non sia mai una alternativa, ma il nostro vero ruolo nell'Ulivo.

    PER NOI NON C'E' ALTERNATIVA LAICA. NON C'E' TERZO POLO!

  8. #8
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    Sul fatto di appoggiare senza esitazioni e senza tentennamenti la GAD (che nome...) non credo ci siano dubbi. Non credo nessuno -iscritto all'MRE- lo metta in dubbio.
    Ma sono stra-convinto che i partiti attuali e gli schieramenti attuali siano sempre meno rappresentativi delle istanze politiche del nostro tempo. Francamente faccio molta fatica ad appassionarmi a dibattiti circa le aliquote dell'irpef o all'assunzione degli statali, soprattutto laddove manca completamente una visione di ampio respiro su questioni ben più importanti e di drammatica urgenza. A voler (ri)fare un breve elenco, credo che nel futuro i problemi saranno questi: l'integrazione, l'integrazione europea e lo sviluppo di altre istituzioni sovranazionali, lo sviluppo compatibile e la questione ambientale, lo sviluppo del sud del mondo, lo sviluppo della democrazia e l'estensione dei diritti. Nessuno dei partiti attuali, peraltro, ha una chiara linea su questo e credo che in futuro qualcosa dovrà cambiare, magari i contenuti, magari i contenitori. Ma, di certo, nessun Berlusconi mi farà pensare che dobbiamo rinunciare a trattare questi argomenti per combattere il tiranno.
    Saluti

  9. #9
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    E allora portiamo questi temi nei Forum cittadini dell'Ulivo.
    Portiamo le nostre opinioni laiche nei dibattiti della Margherita.
    Confrontiamoci anche con Rifondazione. Palesemente, in pubblico.

    E cominciamo anche a elaborare e pubblicare documenti e sistemi ideali di riferimento (sull'ambiente, per esempio) veramente nostri; e cominciamo a farlo noi "dal basso", non aspettiamo che ce li passino già fatti.

    Non facciamo invece la corte, attratti dall'esca di una "purezza laica", a chi sta alla corte altrui.
    Non lasciamoci indurre nella tentazione di un nuovo soggetto politico "né di destra né di sinistra", ma di volta in volta con chi pare o con chi conviene. Questo è il gioco che sta facendo il PRI, l'ultimo possibile che gli rimane da fare, ma non è per noi.

  10. #10
    L'auriga
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    Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
    Ma possibile che nessuno dissente?

    Possibile che nessuno rigetta i blandimenti diabolici del tentatore Lucifero?

    Non esiste una "alternativa laica", esiste solamente il dovere di elevare la laicità delle nostre rispettive (e contrapposte) battaglie politiche.

    Può esistere una laicità di destra ed una di sinistra, ma il laico di destra è comunque un nostro avversario, non un alleato.

    La laicità è nel nostro DNA, ma in questa fase NON E' UNA PRIORITA' FARNE UNA BANDIERA (nè tantomeno un "cartello"), essa è il nostro metodo di confronto politico non il nostro scopo (scopo che è l'affermazione di un centrosinistra allargato e democratico).

    Il "terzo polo" il "polo di alternativa laica" , che gli ultimi disperati gerarchi del PRI tentano ora di rilanciare, è l'esatto contrario di quello che noi vogliamo.
    La nostra visione dell'Italia è quella di un paese normale nel quale si confrontano, con regole laiche e rispetto delle istituzioni, partiti portatori di idealità differenti (eventualmente anche ispirati a spiritualità fideistiche), raggruppati sulla base di programmi chiari. E CHE CI VEDE SCHIERATI A SINISTRA, A SINISTRA E IN NESSUN ALTRO POSTO.

    LIBERTA' ! EGUAGLIANZA !
    Ha detto qualcuno (forse Aristotele, se non ricordo male): primum vivere, deinde filosophari.
    Attualmente i problemi di carattere istituzionale ed economico dell’Italia sono talmente tanti e talmente gravi che io sono disposto, se necessario, a fare campagna elettorale pure per Scalfaro e Rosy Bindi, purché la destra se ne vada all’opposizione.
    Detto in termini ancora più crudi e sgradevoli: nella presente situazione meglio una buona finanziaria, una buona legge sul conflitto di interessi e sui trusts e l’azzeramento delle riforme costituzionali della destra piuttosto che una buona legge sulle staminali.
    Lucio, nella sostanza, ha ragione: sono assai contento che i laici lamalfino, de michelis, biondi ecc. militino nello schieramento avverso al mio (e a loro preferisco di gran lunga i già citati e cattolicissimi Scalfaro e Rosy Bindi), come invece mi dispiace i laici manca e giusi la ganga siano miei compagni di cordata.

 

 
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