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Discussione: Per una rivolta laica

  1. #1
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    Predefinito Per una rivolta laica

    Per una rivolta laica
    di Paolo Flores d’Arcais, Il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2010
    Per una rivolta laica - micromega-online - micromega
    La Chiesa gerarchica ha dichiarato guerra alle libertà repubblicane (la Chiesa dei fedeli è ovviamente altra cosa). Ha presentato il conto. E la Lega celta e pagana, improvvisamente convertita sulla via di Damasco dai voti decisivi di Ruini e Bagnasco, ha pagato pronto cassa. La pillola RU 486 deve restare nei magazzini, a dissipazione dei soldi del contribuente, ma soprattutto perché la donna snaturata impari almeno che “abortirà con dolore”.

    Il male dei cittadini (o almeno delle cittadine) è, alla lettera, il vero programma del “partito dell’amore”. Questa politica della malvagità conosce però un punto debole. L’aborto è un diritto (doloroso, ma un diritto), nei tempi e nei limiti stabili dall’attuale legge. Entro i 90 giorni dal concepimento la donna può abortire qualora sussista “un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica” (art. 4), motivato anche dalla “incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari” (art.5). Dopo i 90 giorni, “l’interruzione volontaria della gravidanza può essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro” (art. 6). L’aborto può essere compiuto in entrambi i casi fino a che non sopraggiunga la “possibilità di vita autonoma del feto” (art. 7. Autonoma significa autonoma, non attraverso macchinari) e nel caso a) senza neppure questa limitazione. E quanto all’obiezione di coscienza, l’articolo 9 è tassativo: gli enti ospedalieri e le case di cura sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale.

    REGOLE E LEGGI. La legge non pone limiti a tecniche che rendano l’aborto meno pericoloso e/o doloroso. La pillola Ru486 fa ormai parte del prontuario farmaceutico autorizzato negli ospedali (del resto in Europa è di uso corrente da circa un ventennio). La sua fruizione è un diritto della donna. Come è un diritto (di ogni paziente) farsi dimettere dall’ospedale sotto propria responsabilità, anche a terapia non conclusa. Tutto il resto è prevaricazione e illegalità. Se il kombinat clerical-berlusconian-leghista vuole fare esperi-menti “in corpore vili” contro le donne, faccia una legge che proibisce e punisce l’aborto. E andremo a un nuovo referendum. E l’opposizione (“se ci sei batti un colpo”) dimostri di non essere prona nel bacio della pantofola, ma faccia propria la bandiera dell’autodeterminazione delle donne. Oltretutto avrebbe la schiacciante maggioranza del paese con sé. Il fatto che i governatori teo-leghisti abbiano già abbozzato un passo indietro ne è la riprova lampante.

    LA CROCIATA. Tuttavia è evidente che la crociata clericale per trasformare il peccato in reato continuerà. Ma questo, paradossalmente, offre ai cittadini democratici e ad un’ipotetica opposizione parlamentare chance nuove e straordinarie per mettere alle corde il regime del ducetto di Arcore. Tutti i provvedimenti clericali in cantiere, non diversamente da quelli già realizzati, sono infatti altamente impopolari, e se contrastati con energia e coerenza possono fruttare alle opposizioni fortissimi consensi, e conflitti interni e tracollo di simpatie sul versante governativo. La questione dell’aborto è la più importante, perché tocca ogni donna in ciò che più le è intimo e insindacabile, la volontà o meno di maternità (e tocca di riflesso i tantissimi uomini che sentono questa libertà delle donne come irrinunciabile per ogni coppia). L’aggressione clericale contro tale libertà gioca sulla tastiera più ignobile: quella della criminalizzazione etico-psicologica ancor prima che giuridica, con accenti talmente indecenti da provocare rivolta e disgusto. Cos’altro vuol dire, infatti, la campagna contro la pillola RU486 all’insegna del “non è lecito banalizzare l’aborto”, se non che l’aborto, fino a che non sarà possibile delegittimarlo del tutto (tornando ai bei tempi delle mammane e del ferro da calza, e della galera), deve essere vissuto dalla donna con il massimo di ansietà, senso di colpa, tormento psicologico e malessere fisico? Di fronte all’alleanza di inciviltà Bagnasco-Zaia e Ruini-Cota (cioè Ratzinger-Berlusconi, non nascondiamoci dietro un dito), si apre perciò doverosa, e facile di consensi popolari altissimi, la strada maestra del conflitto campale, che rivendichi il diritto della donna all’autodeterminazione, ed esiga che la sua scelta venga accolta da strutture pubbliche impegnate a garantirle tutta la serenità psicologica possibile e il minimo di dolore e disagio fisico. E se questo dovere di rendere minime (e tendenzialmente nulle) le sofferenze fisiche e psichiche della donna, ai truci pasdaran dell’ “abortirai con dolore” suonano come la “banalizzazione” dell’interruzione di maternità, tanto peggio per loro, rivendichiamolo senza complessi il diritto a tanta “banalizzazione”. E vedremo quanti italiani (e non solo italiane) seguiranno i nuovi sanfedisti nell’esaltazione della sofferenza come valore coatto, da imporre per legge.

    PARLA IL REGIME. Il terreno del nuovo clericalismo, che il regime berlusconian-leghista, nella sua irrefrenabile pulsione di onnipotenza, ha ormai deciso di percorrere in lungo e in largo, offre anzi l’occasione di passare all’offensiva. Di rilanciare a 360 gradi, o se si preferisce ad alzo zero, la battaglia per la laicità in tutte le sue articolazioni, anziché ridursi sulla difensiva, tema per tema, solo quando il tetro connubio di trono e altare scatena il suo attacco. Perché non c’è una sola questione attinente alla laicità sulla quale i (dis)valori teo-berlusconiani non siano in abissale minoranza nella società italiana, dai costumi radicatamente e irreversibilmente secolarizzati. Sarebbe davvero un errore clamoroso credere diversamente, come due generazioni fa temeva il Pci, ai tempi dei referendum su divorzio e aborto. Basta avere il coraggio di rilanciarla , la rivolta della laicità. Denunciando (anche in senso tecnico) l’abiezione per cui ci sono farmacie “cattoliche” che ormai si rifiutano di vendere i preservativi, e l’uso dell’obiezione (anch’essa trasformata in abiezione) di coscienza di medici e infermieri per vanificare il diritto della donna (mentre l’articolo 9, abbiamo visto, impone rotazione e spostamenti del personale sanitario per garantirlo). Denunciando il fiume di danaro alle scuole private, malgrado il tassativo divieto costituzionale e mentre quelle pubbliche vengono lasciate cadere a pezzi (alla lettera), e l’assurdo privilegio delle migliaia di insegnati di religione nominati dalla Cei e divenuti di ruolo senza concorso (e che potranno passare a insegnare altre materie, con buona pace di “precari” a vita scavalcati dalla iattanza papista), e della stessa ora di religione confessionale, relitto dei tempi bui di una “religione di Stato”.

    Tutte cose di cui una campagna d’opposizione dovrebbe porre all’ordine del giorno la pura e semplice abrogazione. Esattamente come l’abrogazione dell’8 per mille, o almeno una sua radicale revisione, che consenta al contribuente di scegliere davvero se darlo alla Chiesa della Cei (preti pedofili compresi e sempre scrupolosamente coperti) oppure alla ricerca contro il cancro (che Berlusconi ha garantito sarà debellato entro fine legislatura), anziché a quel generico “Stato” che per i cittadini (e anche nella realtà effettuale, ahimè) equivale al “magna magna” dei partiti. Per non parlare del diritto a morire secondo la propria etica, anziché subire la tortura che Chiesa e Stato vogliono obbligatoria per tutti i malati terminali. Tutte battaglie da “vocazione maggioritaria”. Vinte in partenza. Purché si abbia il coraggio di lanciarle.

    (6 aprile 2010)
    Liberalismo e socialismo, considerati nella loro sostanza migliore, non sono ideali contrastanti né concetti disparati

  2. #2
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    beh, non sono d'accordo. La visione di un'offensiva "laica" non tema per tema ma a tutto campo mi pare quanto di meno laico ci sia, semmai definiamola anticlericale, non laica
    L'aborto, visto da un punto di vista prettamente laico, è l'uccisione di un essere umano. Combatterlo, all'interno della legge 194, è a mio giudizio un compito dello stato. La pillola abortiva, all'interno della legge 194, è permessa ma se si verificasse un aumento degli aborti a seguito della sua introduzione ci sarebbe da farsi delle domande. L'ora di religione com'è configurata adesso è da stato confessionale, va riformata.
    Lo Stato non destina alla lotta al cancro la sua parte di 8x1000, io penso che per abolire le polemiche debba essere obbligatoria la preferenza. In ogni caso anche ora si possono fare critiche all'8x1000 ma non si può dire che non sia laico.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  3. #3
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Io la metterei così : le proposte e le denuncie di PFdA a me sembrano pienamente condivisibili, ma non sarei così sicuro che si vincano come bere un bicchier d'acqua (dovevamo vincere anche le regionali...)
    Ma sopratutto , e in questo credo di essere d'accordo con l' amico monsieur, non si vincono con questi toni. Le stesse cose si possono dire senza andare a cercare tutto ciò che può urtare la sensibilità di un cattolico capace di rivendicare la libertà di coscienza di frotne alla gerarchia.
    Le grandi battaglie degli anni '70 si sono vinte grazie ai cattolici del no, ora già quest' ultimi si sono ridotti di numero e di determionazione, non andiamo pure "sfruculiarli".
    Se i Pasdaran antiabortisti dicono l' idiozia che la RU486 è una banalizzazione dell' aborto , non ha senso rispondere "w la banalizzazione" solo per far dispetto , anche se il dramma rimane , fisico e psicologico

  4. #4
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    beh, non sono d'accordo. La visione di un'offensiva "laica" non tema per tema ma a tutto campo mi pare quanto di meno laico ci sia, semmai definiamola anticlericale, non laica
    L'aborto, visto da un punto di vista prettamente laico, è l'uccisione di un essere umano. Combatterlo, all'interno della legge 194, è a mio giudizio un compito dello stato. La pillola abortiva, all'interno della legge 194, è permessa ma se si verificasse un aumento degli aborti a seguito della sua introduzione ci sarebbe da farsi delle domande. L'ora di religione com'è configurata adesso è da stato confessionale, va riformata.
    Lo Stato non destina alla lotta al cancro la sua parte di 8x1000, io penso che per abolire le polemiche debba essere obbligatoria la preferenza. In ogni caso anche ora si possono fare critiche all'8x1000 ma non si può dire che non sia laico.
    ...ti rendi conto di quello che hai scritto?... proprio una bella bestialità, caro amico... sarà la tua opinione, ma non mi metterei a parlare in nome della laicità...
    sul resto del tuo post, sono in parte d'accordo e non mi sembri troppo in disaccordo con Flores D'Arcais, nel senso che laicamente e liberalmente riconosci che ciascuna donna può, nella sua coscienza, decidere di usare o meno la Ru486 ed è proprio questo che i berluscoleghisti non vogliono...
    mi sorprende che, da difensore della nostra bellissima Costituzione liberalsocialista, non ti indigni per gli anticostituzionali finanziamenti alle scuole private (non necessariamente cattoliche, ma private)... sull'8x1000 anche io sono critico e auspico una riforma nel senso suggerito da D'Arcais per lasciare maggiore libertà ai cittadini e correggere le storture che hanno degenerato uno strumento che all'inizio pareva condivisibile in toto...
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    Io la metterei così : le proposte e le denuncie di PFdA a me sembrano pienamente condivisibili, ma non sarei così sicuro che si vincano come bere un bicchier d'acqua (dovevamo vincere anche le regionali...)
    Ma sopratutto , e in questo credo di essere d'accordo con l' amico monsieur, non si vincono con questi toni. Le stesse cose si possono dire senza andare a cercare tutto ciò che può urtare la sensibilità di un cattolico capace di rivendicare la libertà di coscienza di frotne alla gerarchia.
    Le grandi battaglie degli anni '70 si sono vinte grazie ai cattolici del no, ora già quest' ultimi si sono ridotti di numero e di determionazione, non andiamo pure "sfruculiarli".
    Se i Pasdaran antiabortisti dicono l' idiozia che la RU486 è una banalizzazione dell' aborto , non ha senso rispondere "w la banalizzazione" solo per far dispetto , anche se il dramma rimane , fisico e psicologico
    sì, in questo senso sono d'accordissimo con te e con Monsieur, ma D'Arcais lo vedo solo come un intellettuale interessante, che dovrebbe rimanere lontano mille miglia dalla politica più propriamente detta... anche perché resto convinto come te che , se accadrà qualcosa di "laico", lo si dovrà, almeno in Italia, sempre e solo ai cattolici...
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Citazione Originariamente Scritto da zulux Visualizza Messaggio
    ...ti rendi conto di quello che hai scritto?... proprio una bella bestialità, caro amico... sarà la tua opinione, ma non mi metterei a parlare in nome della laicità...
    sul resto del tuo post, sono in parte d'accordo e non mi sembri troppo in disaccordo con Flores D'Arcais, nel senso che laicamente e liberalmente riconosci che ciascuna donna può, nella sua coscienza, decidere di usare o meno la Ru486 ed è proprio questo che i berluscoleghisti non vogliono...
    mi sorprende che, da difensore della nostra bellissima Costituzione liberalsocialista, non ti indigni per gli anticostituzionali finanziamenti alle scuole private (non necessariamente cattoliche, ma private)... sull'8x1000 anche io sono critico e auspico una riforma nel senso suggerito da D'Arcais per lasciare maggiore libertà ai cittadini e correggere le storture che hanno degenerato uno strumento che all'inizio pareva condivisibile in toto...
    No no, purtroppo si tratta di scienza: che il concepito sia un essere umano solo ad uno stadio antecedente a quello dei già nati è innegabile. Io penso che la laicità sia quello di giudicare le cose indipendentemente da quello che pensa al momento la Chiesa Cattolica, ascoltandola ma riservandosi la libertà di scegliere, non sia invece laicità quando si sceglie l'opzione diversa da quella delle gerarchie cattoliche in quanto tale. E questo è un pericolo in cui, a mio parere, alcuni cadono, caro amico!
    Io preferirei parlare di scuole pubbliche di gestione non statale. La Costituzione le garantisce. Se queste scuole aumentano le loro rette, ecco che si viene a creare davvero la possibilità di una scuola d'élite. La gestione delle scuole può essere affidata alle varie religioni o privati senza intaccare il principio che muoveva i Costituenti e Calamandrei. Ovviamente tutte le scuole debbono comunque essere controllate e de facto governate dallo Stato, ma la gestione può ben essere privata, e in questo caso i finanziamenti sono necessari come per le altre scuole e sono necessari per dare a tutti la possibilità di scegliere la scuola che si preferisce. D'altra parte anche in America è la sinistra a spingere per un maggiore finanziamento delle scuole private.
    E' assurdo che non sia compulsorio scegliere la destinazione dell'8x1000.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  7. #7
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    No no, purtroppo si tratta di scienza: che il concepito sia un essere umano solo ad uno stadio antecedente a quello dei già nati è innegabile. Io penso che la laicità sia quello di giudicare le cose indipendentemente da quello che pensa al momento la Chiesa Cattolica, ascoltandola ma riservandosi la libertà di scegliere, non sia invece laicità quando si sceglie l'opzione diversa da quella delle gerarchie cattoliche in quanto tale. E questo è un pericolo in cui, a mio parere, alcuni cadono, caro amico!
    Io preferirei parlare di scuole pubbliche di gestione non statale. La Costituzione le garantisce. Se queste scuole aumentano le loro rette, ecco che si viene a creare davvero la possibilità di una scuola d'élite. La gestione delle scuole può essere affidata alle varie religioni o privati senza intaccare il principio che muoveva i Costituenti e Calamandrei. Ovviamente tutte le scuole debbono comunque essere controllate e de facto governate dallo Stato, ma la gestione può ben essere privata, e in questo caso i finanziamenti sono necessari come per le altre scuole e sono necessari per dare a tutti la possibilità di scegliere la scuola che si preferisce. D'altra parte anche in America è la sinistra a spingere per un maggiore finanziamento delle scuole private.
    E' assurdo che non sia compulsorio scegliere la destinazione dell'8x1000.
    no, riguardo alla tua convinzione sull'aborto, si tratta di una tua personale posizione ideologica, rispettabilissima ma solo in quanto opinione...
    parliamo pure di scuole a gestione non statale, ma diversamente pubblica, cioè regionale, ma mi pare innegabile che in Italia, al fine di privilegiare de facto le scuole cattoliche, si sia forzato il senso del dettato costituzionale... ben vengano le scuole private, ma non sulle tasche dell'erario...
    diverso sarebbe il discorso dei famosi "voucher friedmaniani" dove al contribuente lo STato affida il budget per l'istruzione per una sua personale e libera gestione... sarebbe questo a mio avviso il massimo grado di democraticità individuale, ovvero di responsabilizzazione del cittadino utente...
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  8. #8
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    ha ragione Monsieur:
    http://forum.politicainrete.net/cons...o-ex-feto.html

    dopodichè - laicamente e liberalmente - non vedo cosa ci sia di male nelle scuole private (non cattoliche ma private), visto che costano di meno (allo Stato, anche qualora le finanziasse integralmente, e quindi ai cittadini) e funzionano meglio... l'articolo della costituzione che ne proibisce il finanziamento è un "fossile sovietico", andrebbe depennato (essendo laici non vorremo mica considerare la costituzione alla stregua di un Testo Sacro, nevvero?)

    cmq vanno bene anche i vocheur

    p.s. l'8 per mille in Italia nasce perchè lo stato italiano ha conquistato manu militari gli stati della Chiesa, derubandola di quasi tutto!
    Ultima modifica di codino; 26-04-10 alle 15:08

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da zulux Visualizza Messaggio
    no, riguardo alla tua convinzione sull'aborto, si tratta di una tua personale posizione ideologica, rispettabilissima ma solo in quanto opinione...
    parliamo pure di scuole a gestione non statale, ma diversamente pubblica, cioè regionale, ma mi pare innegabile che in Italia, al fine di privilegiare de facto le scuole cattoliche, si sia forzato il senso del dettato costituzionale... ben vengano le scuole private, ma non sulle tasche dell'erario...
    diverso sarebbe il discorso dei famosi "voucher friedmaniani" dove al contribuente lo STato affida il budget per l'istruzione per una sua personale e libera gestione... sarebbe questo a mio avviso il massimo grado di democraticità individuale, ovvero di responsabilizzazione del cittadino utente...
    Zulux che l'essere nasca al momento del concepimento non è una posizione, è un fatto. Questo chiaramente non vuol dire che fin dal concepimento l'essere umano sia immediatamente una persona. L'80% delle gravidanze finisce in aborto spontaneo... se l'embrione fosse uguale alla persona la scienza non si dovrebbe occupare d'altro.
    Parlare di scuola privata secondo me è scorretto, io intendo scuola pubblica di gestione privata, che deve essere pagata come la scuola pubblica di gestione statale.
    Sono contrario al sistema dei vouchers, che penalizzano gli istituti scolastici e la loro qualità.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  10. #10
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    Predefinito Rif: Per una rivolta laica

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Zulux che l'essere nasca al momento del concepimento non è una posizione, è un fatto. Questo chiaramente non vuol dire che fin dal concepimento l'essere umano sia immediatamente una persona. L'80% delle gravidanze finisce in aborto spontaneo... se l'embrione fosse uguale alla persona la scienza non si dovrebbe occupare d'altro.
    Parlare di scuola privata secondo me è scorretto, io intendo scuola pubblica di gestione privata, che deve essere pagata come la scuola pubblica di gestione statale.
    Sono contrario al sistema dei vouchers, che penalizzano gli istituti scolastici e la loro qualità.
    ...invece il sistema friedmaniano mi trova estremamente favorevole proprio per il massimo grado di libertà che garantisce ai cittadini, che possono così, almeno teoricamente, scegliere fra un sistema privato e uno pubblico/statale (destinato a rimanere per anni largamente maggioritario)
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