Dal Giornale di Vicenza:
«Sono partiti in 30 per picchiarci»
Vorrei ringraziare prima di tutto i suoi collaboratori e, tramite il suo quotidiano, la meravigliosa città di Schio per l’assistenza e la solidarietà espressami dai suoi cittadini, in occasione di una delle peggiori giornate della mia vita. Premetto che ho 43 anni, sono un avvocato e non vado certo provocando la gente, anzi ho sempre condannato la lotta violenta fra opposti estremismi, avendo vissuto quella epoca che tanti lutti e dolore arrecò a migliaia di famiglie italiane. Ciò premesso è doveroso da parte mia ribadire la verità dei fatti accaduti a Schio il 10 luglio: eravamo arrivati in albergo con un collega e le nostre due ragazze la sera prima e la domenica mattina volevamo recarci alla commemorazione dell’eccidio di Schio; chiedemmo alla Polizia schierata in massa la strada più opportuna e ci fu indicata proprio quella che ci costringeva ad attraversare la piazza dove c’erano i manifestanti di sinistra, con la garanzia che nulla sarebbe successo in quanto gli stessi erano circondati da poliziotti in tenuta antisommossa. Sta di fatto che, arrivati a qualche metro dalla piazza, una trentina di “bestie feroci” è partita verso di noi con insulti, calci e pugni, colpendo anche le ragazze che erano con noi; quando sono svenuto a causa dei colpi ricevuti e mentre la ragazza faceva scudo al mio capo per evitare che i “coraggiosi” mi finissero, solo allora sono intervenuti alcuni poliziotti i quali mi hanno trascinato sotto i portici, impedendo agli aggressori di avvicinarsi. Durante questo “splendido esempio di coraggio”, gli altri manifestanti con bandiere di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e della “gloriosa” Associazione Nazionale Partigiani esultavano per l’eroico atto dei loro compagni, invitando gli stessi al colpo di grazia e cercando di ostacolare l’arrivo dell’ambulanza. Oggi ho una commozione celebrale, più fratture al volto e una contusione ad un ginocchio. Nel rispetto delle diverse tesi politiche, a parti inverse, io mi sarei preoccupato soprattutto di condannare il gesto e portare solidarietà al malcapitato; invece mi ritrovo le dichiarazioni “giustificative” dei responsabili dai partiti di sinistra, come se fossi talmente idiota da andare con tre amici a provocare centinaia di manifestanti di colore politico opposto. Nonostante tutto avendo vissuto i famigerati anni ’70 continuerò ad impedire che questi fatti ritornino. Spero, ma non credo, che da sinistra avvenga lo stesso. Avv. Pino Monaco
coordinatore regionale Alternativa Sociale - Puglia




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