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Potremmo iniziare col definire "neofascismo" e cosa s'intende per "farla finita"...Testo originale scritto da Saturno
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Testo originale scritto da Saturno
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...............Le puoi chiamare come vuoi............. Ma sono e rimarranno sempre le nostre RADICI...........!!!


Febbraio 1945.Milano. Una compagnia della Decima Mas viene passata in rassegna dal principe Borghese e da Pavoli
presso il comando di Milano.Partivano per il fronte delle Valli di Comacchio , contro tutto il mondo !
Dietro uomini fatti ma davanti ragazzini che avranno avuto si e no un paio d'anni piu' di noi che ,alunni del Gesuiti del collegio Leone XIII° li guardavamo come fosaero dei pazzi con un sentimento di disprezzo e di compatimento.
Il Principe Borhgese li salutò alla voce:
DECIMA MARINAI !
DECIMA COMANDANTE !
risposero i ragazzini e gli altri ed il loro grido disperato batte' sulle finestra e sui balconi della Milano-bene indifferente e sorniona.Nessuno ai balconi ed alle finestre !
Ho sempre rimpianto di non avere mollato la mia cartella e di
non essere corso con loro.
Nel ricordo di quei ragazzini oggi mi vanto di essere un fascista !
infatti....togliamo il "neo"
Non c'è nessun neo-fascismo. Ci sono vari modi d'interpretare il post-fascismo. Settimana scorsa, sul "Magazine" del Corsera, un deputato (senatore!?) di "Alleanza Nazionale" veniva definito come post-fascista. Uhm... definizione intrigante, per quanto fuoriluogo per il soggetto in questione (che, comunque, non conosco). L'articolo parlava di Cuba, ma non è questo il punto. Francamente ho una certa diffidenza per il "neo-fascismo". Per molti, Berlusconi e Sharon sarebbero "neo-fascisti" e, per certi versi, non hanno nemmeno torto: certo, basta prendere per buona l'immagine stereotipata del fascista, ed ecco pronta una definizione ad hoc. Il nostro compito (politico) è quello d'andare oltre il fascismo-storico (di regime o, repubblicano che fosse) e il "missinismo". Siamo nipoti del fascismo e figli dell'MSI, ma non siamo né l'una, né l'altra cosa. Dovremmo - e, ribadisco, dovremmo - essere qualcosa di nuovo, di attuale, di consono alla contingenza storico-geopolitica in cui viviamo. Pienamente fascisti, è chiaro, ma né neo-fascisti, né post-fascisti, né vetero-fascisti. E, spesso, l'ostentazione di questo termine che ha spaventato il mondo e che oggi è diventato (anche per colpa nostra) una sorta di spauracchio o, peggio... una barzelletta... forse sarebbe il caso di superare ogni complesso edipico, d'inferiorità e - soprattutto - d'auto-commiserazione e costruire, insieme, qualcosa di nuovo. Il ché non implica di rinnegare, né di aborrire, né tantomeno di "rivisitare" le nostre radici culturali, politiche e storiche. Significa, semplicemente, calarci in questo mondo moderno - per quanto possa, giustamente, farci vomitare - senza dover ribadire ad ogni pié sospinto chi siamo: rischiamo di diventare soltanto una definizione, neanche più tanto clamorosa e antagonista.![]()
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Appunto.Testo originale scritto da fedalmor
Il nostro compito (politico) è quello d'andare oltre il fascismo-storico (di regime o, repubblicano che fosse) e il "missinismo". Siamo nipoti del fascismo e figli dell'MSI, ma non siamo né l'una, né l'altra cosa. Dovremmo - e, ribadisco, dovremmo - essere qualcosa di nuovo, di attuale, di consono alla contingenza storico-geopolitica in cui viviamo.
Proiettare la sfida verso il nuovo millennio, e rendersi conto che non si può riproporre nell'era contemporanea qualcosa, giusta o sbagliata che sia, appartenente ad epoca distante.
E' proprio così, e posso testimoniarlo per esperienza personale.né neo-fascisti, né post-fascisti, né vetero-fascisti. E, spesso, l'ostentazione di questo termine che ha spaventato il mondo e che oggi è diventato (anche per colpa nostra) una sorta di spauracchio o, peggio... una barzelletta...
Diventa l'alibi per prese per il c**o altrui.
Tutti, specialmente, chi presto o chi tardi, noi passati dal caro vecchio FdG ci saremo salutati romanamente, avanguardisticamente, sieg-heilmente chissà quante volte: ma, guardando alle sfide da muovere in seno alla POLITICA, si tratta di un passato da archiviare e da riproporci solo intimamente, quando si ha voglia di farne un amarcordIl ché non implica di rinnegare, né di aborrire, né tantomeno di "rivisitare" le nostre radici culturali, politiche e storiche. Significa, semplicemente, calarci in questo mondo moderno - per quanto possa, giustamente, farci vomitare - senza dover ribadire ad ogni pié sospinto chi siamo: rischiamo di diventare soltanto una definizione, neanche più tanto clamorosa e antagonista.
BANDO ALLE NOSTALGIE!!!
Altrimenti, non lamentiamoci di chi ci prende per i fondelli: lo faremmo anche noi verso qualcuno che si definisse Guelfo o Ghibellino!
Questo costituisce uno degli scogli più insormontabili per i nostri ambienti: scrollarci di dosso quella che l'amico fedalmor definisce auto-commiserazione , ma che io avverto spesso si tratti di qualcosa di ben più grave, cioè l'auto-compiacimento per la sconfitta.forse sarebbe il caso di superare ogni complesso edipico, d'inferiorità e - soprattutto - d'auto-commiserazione e costruire, insieme, qualcosa di nuovo. ] [I].
Il piacere del ghetto, insomma.


Embè? Che c'è di male?Testo originale scritto da No-social
Altrimenti, non lamentiamoci di chi ci prende per i fondelli: lo faremmo anche noi verso qualcuno che si definisse Guelfo o Ghibellino!
Io son ghibellino.


Il neofasismo cos'è una nuova fase dei tempi Nostri ??Testo originale scritto da Saturno
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Saturnooooo, lei non risponde eh !!![]()
Testo originale scritto da ardimentoso
infatti....togliamo il "neo"
appunto, al giorno d'oggi c'è ancora gente che si definisce comunista...e noi dovremmo vergognarci di essere ciò che siamo?
togliamo il "neo".....SIAMO FASCISTI!