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    Predefinito Le Sinistrate sul terrorismo

    Un po' di tempo fa ho riportato un articolo, di inf. corretta sulle tesi di D'Alema a proposito di terrorismo; egli disse che bisognava tenere distinta la situazione in Israele, e a livello internazionale, per via della politica dello stato di Israele essostesso; ma se la guerra è imperialista che differenza dei miei stivali c'è tra la situazione in Israele, e la politica intraopresa dagli USA, mi sa che sono delle grandi cazzate, intanto ora D'alema non fa dichiarazioni su quanto avviene in europa e in medioriente, ma lascia che queste stesse demenzialità siano ribatìdite dal suo giornale:

    L'edizione on-line dell'UNITA' continua a ospitare articoli improntati alla totale negazione delle ragioni di Israele e alla sua demonizzazione.
    Di seguito un articolo dell'11-07-05 che disconosce totalmente le ragioni di sicurezza per la costruzione della barriera difensiva, presentandola come uan misura di apartheid.

    Ecco il testo

    La politica della separazione fisica tra israeliani e palestinesi voluta dall’esecutivo guidato da Ariel Sharon sembra aver lanciato la campagna delle “grandi opere”. Il governo israeliano, con il beneplacito dei laburisti, ha infatti approvato il nuovo tracciato della cosiddetta “barriera di sicurezza”, un muro che di fatto separerà Gerusalemme est dal resto della Cisgiordania. Così la città considerata sacra da tre religioni monoteiste subirà una ulteriore ferita: gli israeliani tentano di chiudersi in zone che si vorrebbero al riparo da attentati palestinesi mentre questi ultimi verranno ghettizzati ancora una volta, costretti a spostarsi da una parte all’altra della barriera superando estenuanti controlli. L'Anp, l’Autorità nazionale palestinese si vede ancora una volta umiliata da una decisione definita «unilaterale» che di fatto implica una spartizione della città neanche fossimo nella Berlino dell’immediato dopoguerra.

    Tutto pronto quindi: la barriera, che sarà lunga decine di chilometri, secondo il vice premier e ministro dell' industria e commercio Ehud Olmert, dovrebbe divenire operativa già il prossimo settembre, sempre che i lavori vengano completati in tempo. Da allora i plaestinesi che volessero andare nella parte est della loro città dovranno passare attraverso 12 varchi controllati giorno e notte da soldati israeliani.

    Il tracciato della barriera di cemento armato, alta otto metri e fornita di sofisticate apparecchiature elettroniche di osservazione e di allarme, tentarà di aggirare le decine di ricorsi che sono stati presentati alla Corte Suprema da palestinesi che si ritengono danneggiati dall’opera. Questa infatti passerà in mezzo ad affollati quartieri arabi. Sono da considerarsi quindi come palliativi il pacchetto di misure approvate da Sharon per tentare di ridurre “i disagi” che la barriera causerà a 55 mila palestinesi, un quarto del numero stimato degli abitanti arabi di Gerusalemme est. In pratica le decine di migliaia di persone che affollano il campo profughi di Shuafat e il villaggio di Aqab. Nelle intenzioni del governo israeliano dovrebbe essere fornito anche un servizio di scuola bus per i 3.600 ragazzi palestinesi che vanno a studiare nella parte “protetta” di Gerusalemme.

    Netta la condanna dell' Anp. Si tratta, ha detto, «di un atto unilaterale volto a stabilire il futuro di Gerusalemme» al di fuori di ogni negoziato.I palestinesi rivendicano i quartieri orientali di Gerusalemme, occupati da Israele nel 1967, in quanto destinati a divenire capitale di un futuro stato di Palestina. Israele, a sua volta, ha proclamato Gerusalemme sua «eterna e indivisibile capitale», status non riconosciuto dalla comunità internazionale.

    Sono già 650 i chilometri di barriera fatti costruire da Israele al confine con la Cisgiordania, una decisione senza precedenti. Per i palestinesi il «muro di apartheid» ha il fine di fissare unilateralmente i confini di Israele e di ostacolare la costituzione di uno stato di Palestina. Tra l’altro la decisone del governo di Sharon aveva già ottenuto più volte la condanna dell’Alta Corte di Giustizia dell'Aja: la barriera è illegittima in quanto in gran parte costruita nel territorio cisgiordano appartenente ai palestinesi.

  2. #2
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    Predefinito Re: Le Sinistrate sul terrorismo

    In Origine Postato da tigermen
    Un po' di tempo fa ho riportato un articolo, di inf. corretta sulle tesi di D'Alema a proposito di terrorismo; egli disse che bisognava tenere distinta la situazione in Israele, e a livello internazionale, per via della politica dello stato di Israele essostesso; ma se la guerra è imperialista che differenza dei miei stivali c'è tra la situazione in Israele, e la politica intraopresa dagli USA, mi sa che sono delle grandi cazzate, intanto ora D'alema non fa dichiarazioni su quanto avviene in europa e in medioriente, ma lascia che queste stesse demenzialità siano ribatìdite dal suo giornale:

    L'edizione on-line dell'UNITA' continua a ospitare articoli improntati alla totale negazione delle ragioni di Israele e alla sua demonizzazione.
    Di seguito un articolo dell'11-07-05 che disconosce totalmente le ragioni di sicurezza per la costruzione della barriera difensiva, presentandola come uan misura di apartheid.

    Ecco il testo

    La politica della separazione fisica tra israeliani e palestinesi voluta dall’esecutivo guidato da Ariel Sharon sembra aver lanciato la campagna delle “grandi opere”. Il governo israeliano, con il beneplacito dei laburisti, ha infatti approvato il nuovo tracciato della cosiddetta “barriera di sicurezza”, un muro che di fatto separerà Gerusalemme est dal resto della Cisgiordania. Così la città considerata sacra da tre religioni monoteiste subirà una ulteriore ferita: gli israeliani tentano di chiudersi in zone che si vorrebbero al riparo da attentati palestinesi mentre questi ultimi verranno ghettizzati ancora una volta, costretti a spostarsi da una parte all’altra della barriera superando estenuanti controlli. L'Anp, l’Autorità nazionale palestinese si vede ancora una volta umiliata da una decisione definita «unilaterale» che di fatto implica una spartizione della città neanche fossimo nella Berlino dell’immediato dopoguerra.

    Tutto pronto quindi: la barriera, che sarà lunga decine di chilometri, secondo il vice premier e ministro dell' industria e commercio Ehud Olmert, dovrebbe divenire operativa già il prossimo settembre, sempre che i lavori vengano completati in tempo. Da allora i plaestinesi che volessero andare nella parte est della loro città dovranno passare attraverso 12 varchi controllati giorno e notte da soldati israeliani.

    Il tracciato della barriera di cemento armato, alta otto metri e fornita di sofisticate apparecchiature elettroniche di osservazione e di allarme, tentarà di aggirare le decine di ricorsi che sono stati presentati alla Corte Suprema da palestinesi che si ritengono danneggiati dall’opera. Questa infatti passerà in mezzo ad affollati quartieri arabi. Sono da considerarsi quindi come palliativi il pacchetto di misure approvate da Sharon per tentare di ridurre “i disagi” che la barriera causerà a 55 mila palestinesi, un quarto del numero stimato degli abitanti arabi di Gerusalemme est. In pratica le decine di migliaia di persone che affollano il campo profughi di Shuafat e il villaggio di Aqab. Nelle intenzioni del governo israeliano dovrebbe essere fornito anche un servizio di scuola bus per i 3.600 ragazzi palestinesi che vanno a studiare nella parte “protetta” di Gerusalemme.

    Netta la condanna dell' Anp. Si tratta, ha detto, «di un atto unilaterale volto a stabilire il futuro di Gerusalemme» al di fuori di ogni negoziato.I palestinesi rivendicano i quartieri orientali di Gerusalemme, occupati da Israele nel 1967, in quanto destinati a divenire capitale di un futuro stato di Palestina. Israele, a sua volta, ha proclamato Gerusalemme sua «eterna e indivisibile capitale», status non riconosciuto dalla comunità internazionale.

    Sono già 650 i chilometri di barriera fatti costruire da Israele al confine con la Cisgiordania, una decisione senza precedenti. Per i palestinesi il «muro di apartheid» ha il fine di fissare unilateralmente i confini di Israele e di ostacolare la costituzione di uno stato di Palestina. Tra l’altro la decisone del governo di Sharon aveva già ottenuto più volte la condanna dell’Alta Corte di Giustizia dell'Aja: la barriera è illegittima in quanto in gran parte costruita nel territorio cisgiordano appartenente ai palestinesi.
    Ha detto bene! Con la politica intrapresa dagli USA non c’è più tanta differenza tra gli USA ed Israele così mentre prima a subire gli attentati dei kamikaze erano solo gli israelaiani oro alo sono anche gli statunitensi. A conferma appunto che c’è sempre meno differenza tra la politica USA e quella Israeliana.

    Cercare poi di giustificare il comportamento del governo israeliano con il “diritto alla difesa” ormai fa solo ridere!

    Con la scusa della difesa ha occupato da quasi 50 anni cisgiordania, il golan e gaza.
    Ci ha costruito insediamenti ed ha cacciato con la violenza chi vi abitava.

    Ora va a cercare la “difesa”. E’ come uno che uccide dei membri di una famiglia, la caccia da casa e poi pretende di avere il diritto di “difendersi” dal resto della famiglia che cerca di vendicarsi e riprendersi casa!

    Insomma pretende di imporre la propria violenza senza poi accettarne le conseguenze e le ritorsioni!

    Stupenda logica! Un esempio di come si vuole stravolgere la realtà parlando solo delle conseguenze “trascurandone” le cause!

    Israele non vuole essere più attaccato, non vuole subire le ritorsione per la violenza commessa?

    Allora restituisca le terre sottratte con al forza!

    Ma in questo modo Israele non esisterebbe più!

    Israele esiste solo in forza di imposizioni delle potenze vincitrici dell’ultima guerra ed in forza delle violenze perpetuate da quegli ebrei che le potenze consentito di insediarsi con la forza e creare una potenza militare grazie anche ai finanziamenti degli altri ebrei sparsi nel mondo.

    Certo ora pretenderne la cancellazione è ormai illusorio è per questo che occorre concordare un nuovo rapporto con i vicini arabi che non sia più basato sulla violenza delle armi israeliane ma su un rapporto di rispetto reciproco ed integrazione.

    Concetti impossibili in uno stato, quello israeliano, fondato sulla discriminazione religiosa!

    Saluti

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Le Sinistrate sul terrorismo

    In Origine Postato da il Pasquino
    Ha detto bene! Con la politica intrapresa dagli USA non c’è più tanta differenza tra gli USA ed Israele così mentre prima a subire gli attentati dei kamikaze erano solo gli israelaiani oro alo sono anche gli statunitensi. A conferma appunto che c’è sempre meno differenza tra la politica USA e quella Israeliana.

    Cercare poi di giustificare il comportamento del governo israeliano con il “diritto alla difesa” ormai fa solo ridere!

    Con la scusa della difesa ha occupato da quasi 50 anni cisgiordania, il golan e gaza.
    Ci ha costruito insediamenti ed ha cacciato con la violenza chi vi abitava.

    Ora va a cercare la “difesa”. E’ come uno che uccide dei membri di una famiglia, la caccia da casa e poi pretende di avere il diritto di “difendersi” dal resto della famiglia che cerca di vendicarsi e riprendersi casa!

    Insomma pretende di imporre la propria violenza senza poi accettarne le conseguenze e le ritorsioni!

    Stupenda logica! Un esempio di come si vuole stravolgere la realtà parlando solo delle conseguenze “trascurandone” le cause!

    Israele non vuole essere più attaccato, non vuole subire le ritorsione per la violenza commessa?

    Allora restituisca le terre sottratte con al forza!

    Ma in questo modo Israele non esisterebbe più!

    Israele esiste solo in forza di imposizioni delle potenze vincitrici dell’ultima guerra ed in forza delle violenze perpetuate da quegli ebrei che le potenze consentito di insediarsi con la forza e creare una potenza militare grazie anche ai finanziamenti degli altri ebrei sparsi nel mondo.

    Certo ora pretenderne la cancellazione è ormai illusorio è per questo che occorre concordare un nuovo rapporto con i vicini arabi che non sia più basato sulla violenza delle armi israeliane ma su un rapporto di rispetto reciproco ed integrazione.

    Concetti impossibili in uno stato, quello israeliano, fondato sulla discriminazione religiosa!

    Saluti
    Si, infatti io però prima se fossi D'Alema ceecherei di fare autocritica, Israele è sotto attacco di una popolazioone e anche Nazioni, visto che i loro attacchi sono anche supportati da paesi vicini come Siria e Iran, che nel 1948 non accettarono la spartizione della terra santa, lui invece ha attaccato un paese Europeo insieme alle sinistre internazionali facendosi beffa del dititto internazionale, sfruttando la forza militare NATO, unm po' co0me ha fatto Bush però negli eventi successicvììi all'11 settembre; dovresti sapere che in ambito terrorismo il non agire a volte non è sempre migliore dell'agire.

  4. #4
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    Predefinito

    Ti basti la replica del Csx al discorso di Pisanu, a cominciare da Prodi e proseguendo con gli altri leader.
    Ora, se hai un po' di pazienza, si discuterà in Parlamento e saranno votati provvedimenti concreti (si spera anche efficaci) per la lotta al terrorismo.
    Quando saranno votati, spero con il concorso di gran parte del Parlamento (inclusi, spero, la Lega, PDCI e Rifondazione) costituiranno dei fatti.

    Il resto sono chiacchiere.

 

 

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