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Originally posted by GionataPacor
Primo: in Germania il potere d'acquisto è sceso ai livelli di quello italiano. Ti faccio notare che le stesse identiche critiche che in Italia sono state rivolte al governo italiano, in Germania sono state rivolte anche al governo tedesco. Infatti in Germania si dice che tutto è rincarato mentre in Italia tutto è a buon prezzo.
* Gli stipendi in Germania sono praticamente fermi dal 1995 e Harz IV ha tagliato sensibilmente l' indennita' di disoccupazione a medio termine. La disoccupazione e' raddoppiata in 4 anni. Quindi, e' vero cio' che scrivi, ma la colpa principale sono le diminuite entrate delle famiglie.
So che in Germania (non in Austria, dove la verita' e' meglio conosciuta, date le brevi distanze), si scrive quello che riporti, ma io confronto i generi che trovo al supermercato, nei negozi, i prezzi delle case, dell' elettricita', dei trasporti. Tra tutte le voci menzionate, solo i trasporti e la verdura sono (sensibilmente) piu' cari che in Italia, come lo sono pure i quotidiani (1,20 Euro, in genere).
Carne, formaggio, prosciutto, pane, birra, vino, abbigliamento non da designer, elettricita', appartamenti... costa tutto di meno
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Secondo: ti faccio notare anche che per "controllare i prezzi" si doveva imporre un regime comunista. Da quando in qua il governo decide i prezzi dei prodotti nei negozi? Che si dovesse ridurre le tasse e le accise posso essere d'accordo, ma lo si dovrebbe fare per diminuire il carico fiscale sui cittadini, non per controllare i prezzi! E mentre si diminuiscono le accise e le imposte si dovrebbero contemporaneamente ridurre le spese statli, altrimenti si aumenta il deficit di bilancio.
* Per controllare i prezzi basta aggiustare la leva fiscale: non e' proibito in democrazia annotare i prezzi, no? Chi annota i prezzi (avrebbero potuto farlo p. es. i Vigili Urbani) poi puo' comunicarlo alla GdF, che puo' fare accertamenti molto profondi su quelli che hanno aumentato. Altro sistema sarebbe stato introdurre un IRAP molto diverso per chi si impegna (pena decadenza della licenza) a non aumentare, da ricuperare con pesanti aumenti per chi non si vuole impegnare. In caso di aumenti dovuti alle materie prime, le "ispezioni approfondite" e/o le aliquote IRAP differenziate ovviamente andrebbero applicate a chi nella catena aumenta i prezzi piu' a monte.
Tasse: mai scritto che si dovrebbero ridurre. Magari si' le tasse alle imprese, ma no l' IRPEF.
Accise: se il prezzo del brent aumenta e il governo diminuisce proporzionalmente (tabella) le accise, l' operazione e' neutrale.
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Terzo: l'inflazione non è aumentata. A meno che non si sostenga che tutti gli istituti pubblici di rilevazione dell'inflazione mentano sapendo di mentire (anche quello tedesco, ad esempio). Per mesi si è sostenuto che tutto è più caro, che la gente non compra e che le merci stanno superscontate sugli scaffali dei supermercati...
Ma se sono "superscontate" come facevano ad essere più care?
* Io sono tra quelli che sostengono che tutti gli istituti pubblici di rilevazione hanno ricevuto denaro per aggiustare le statistiche, vuoi cambiando il paniere, vuoi scombinando il mix tra le diverse citta'...