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    Predefinito La nostra eterna guerra con Repubblica

    Alle ultime elezioni cercavo una ragione per votare Berlusconi e dopo qualche smarrimento l'ho trovata. Non è stato, il mio, un voto a favore, ma un voto "contro". Non semplicemente contro il PD o la sinistra, che oggi valgono quel che valgono. Ma contro Repubblica, il partito-giornale di Scalfari. Quel partito "rivoluzionario" che da decenni è in lotta contro il popolo italiano, prima colpevole di votare Andreotti, poi Craxi e infine Berlusconi.

    Repubblica è il vero partito comunista italiano. Ha la sua polizia di Stato, le sue guardie pretoriane, i chierici che diffondono il verbo. Metodi stalinisti, organizzazione leninista, spirito radicale. E' una guerra "asimmetrica" quella che oppone il centrodestra italiano ad un quotidiano d'opinione di cui il PD non è altro che l'"utilizzatore finale". Il contraltare di Berlusconi oggi non è Bersani, ma Ezio Mauro.

    Penso che questa guerra, che si protrae ormai da tempo immemore, dovrà necessariamente concludersi con la vittoria totale dell'una o dell'altra fazione. Ma si può, in democrazia, processare un giornale? E se giornalismo e magistratura vanno a braccetto in quella che è una lotta politica con altri mezzi, si può ripetere in eterno che "solo in minima parte" le nostre Istituzioni sono "deviate"? E' in grado la nostra politica di far fronte a tutto ciò quando una parte di essa gode oggettivamente dei danni subiti dall'altra?

    Mi chiedo questo, retoricamente, perchè in questi giorni il velo della nostra democrazia è miseramente caduto. Il nostro non è, bisogna dirlo, un paese democratico. E non c'entra in questo Berlusconi, che pur "non essendo un santo" (in tutti i sensi) non è certo il pericolo a cui deve far fronte la nostra nazione. Nessun politico lo è - sono al massimo dei ladruncoli -, perchè tutti in minore o maggiore misura sono ricattati o ricattabili da chi dimora in sfere ben più alte.

    Repubblica non è solo giornalismo "muckracker", ma molto peggio. I nostri magistrati sono molto più di semplici magistrati.

    Non ha nessun senso in Italia parlare di destra e sinistra in una situazione del genere.
    Ultima modifica di Florian; 05-12-09 alle 18:58
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  2. #2
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    la guerra contro la Repubblica è un dovere, un residuo di comunismo reale incapace di un pensiero obbiettivo e pronto a sovvertire i governi che non le stanno bene o che non stanno bene al proprio editore anche se questo ha preso una valanga di voti senza precedenti.
    Io mi auguro di vedere il giorno in cui questo giornalucolo da strapazzo perderà lettori e seguito (ogni giorno si legge di migliaia di copie omaggio lasciate sugli aerei, in istituzioni pubbliche ecc.)

    A me spiace leggere "difenderemo Berlusconi malgrado tutto", non è questione di difendere solo lui ma la verità e l'obbiettività contro l'ipocrisia e gli interessi della sinistra salottiera.

    Berlusconi prima o poi passerà, e se nel frattempo avremo rischiarato l'atmosfera da giornalacci come Repubblica o da giornalisti tendenziosi e fanatici come Santoro e Travaglio avremo poi un mondo migliore.
    A Berlusconi resterà il merito con la sua forza politica e di consensi di avere spazzato via questa marmaglia
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 05-12-09 alle 15:30

  3. #3
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    A me spiace leggere "difenderemo Berlusconi malgrado tutto", non è questione di difendere solo lui ma la verità e l'obbiettività contro l'ipocrisia e gli interessi della sinistra salottiera.
    Malgrado tutto l'agire politico e lo stile e la moralità dell'uomo Berlusconi. Cose di poco conto nel quadro ben più allarmante a cui dobbiamo forzatamente far fronte.

    Paradossalmente oggi la difesa di Berlusconi è la difesa della politica democratica. Difendere Berlusconi significa difendere l'autonomia della politica e sottrarla al processo continuo a cui è sottoposta per delegittimarla e subordinarla.
    Ultima modifica di Florian; 05-12-09 alle 15:39
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    la guerra contro la Repubblica è un dovere, un residuo di comunismo reale incapace di un pensiero obbiettivo e pronto a sovvertire i governi che non le stanno bene o che non stanno bene al proprio editore anche se questo ha preso una valanga di voti senza precedenti.
    Io mi auguro di vedere il giorno in cui questo giornalucolo da strapazzo perderà lettori e seguito (ogni giorno si legge di migliaia di copie omaggio lasciate sugli aerei, in istituzioni pubbliche ecc.)

    A me spiace leggere "difenderemo Berlusconi malgrado tutto", non è questione di difendere solo lui ma la verità e l'obbiettività contro l'ipocrisia e gli interessi della sinistra salottiera.

    Berlusconi prima o poi passerà, e se nel frattempo avremo rischiarato l'atmosfera da giornalacci come Repubblica o da giornalisti tendenziosi e fanatici come Santoro e Travaglio avremo poi un mondo migliore.
    A Berlusconi resterà il merito con la sua forza politica e di consensi di avere spazzato via questa marmaglia
    Vabè Candido non venirmi a dire però che il signor Berlusconi incarna in toto il tuo ideale di uomo conservatore (il mio ideale è liberal conservatore) di destra! Orsù non puoi davvero pensarlo. E' e resta il meno peggio.
    Ma quando ci penso mi viene male, la politica italiana riesce a sconsolarmi.
    Il nostro meglio è Berlusconi! ahhhhhhh....
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  5. #5
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    L'arroganza boriosa del Gruppo L'Espresso-Repubblica, guidato dai vari De Benedetti, Mauro, Scalfari e D'Avanzo, suscita nel sottoscritto una naturale ed immediata reazione di ostilità.

    Ogni articolo, ogni inchiesta, ogni campagna di quel giornale si segnala per l'odio astioso, livoroso e rancoroso contro Silvio Berlusconi, e di rimando nei confronti dell'elettorato di centrodestra.

    Presuntuosi, acidi, velenosi, pronti a distorcere la realtà, ad infangare la reputazione e l'onore dell'intero paese, ad utilizzare i media esteri per delegittimare un leader democraticamente eletto.

    Puzzano di "superiorità morale" in stile radical-chic lontano un miglio. Basta leggere un editoriale di Scalfari per rendersi conto delle nefandezze, delle falsità, dei giudizi altezzosi e sprezzanti nei confronti di coloro che hanno "osato" esprimersi a favore del Cavaliere.

    Repubblica rappresenta la sintesi suprema del giustizialismo giacobino, dell'antiberlusconismo, della cultura progressista. Su questo giornale appare ogni giorno un cumulo di attacchi, insinuazioni, calunnie tendenziose e faziose.

    Pretendono di dividere l'Italia in buoni (loro, ovviamente) e cattivi (tutti gli altri, anche gli esponenti di centrosinistra che si rifiutano di insultare l'avversario, o di seguire Di Pietro nelle becere battaglie giustizialiste). Pretendono di contestare il risultato del voto elettorale. Lo negano, lo delegittimano. Se ne fregano della volontà democratica. Si credono i "migliori", l'elite intellettuale superiore, destinata a guidare l'Italia in barba al voto dei cittadini, liberamente espresso.

    Per tutti questi motivi, sono pericolosi. Incarnano un distillato anti-democratico e anti-popolare potenzialmente letale per il sistema che oggi vige in Italia. Mirano al sovvertimento del voto popolare attraverso l'arma dell'inchiesta fasulla e l'arma giudiziaria.

    Vanno fermati prima che sia troppo tardi.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Carrie® Visualizza Messaggio
    Vabè Candido non venirmi a dire però che il signor Berlusconi incarna in toto il tuo ideale di uomo conservatore (il mio ideale è liberal conservatore) di destra! Orsù non puoi davvero pensarlo. E' e resta il meno peggio.
    Ma quando ci penso mi viene male, la politica italiana riesce a sconsolarmi.
    Il nostro meglio è Berlusconi! ahhhhhhh....
    certo pero' ci voleva solo uno della sua forza per cercare almeno di scalfire e dare duri colpi a questi poteri forti antidemocratici. Lui non sarà un ideale ma sarà il precursore, per questo una certa politica, quasi tutta la stampa e una buona parte della magistratura sono assolutamente scatenate contro di lui anche a costo di cadere nel ridicolo e di incassare degli autogol.

    Ecco quello per cui tutti dovremmo lavorare oggi è di fare incassare autogol a questa gente, vittime della loro stessa violenza antidemocratica, finchè essi perderanno credibilità

  7. #7
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    L'arroganza boriosa del Gruppo L'Espresso-Repubblica, guidato dai vari De Benedetti, Mauro, Scalfari e D'Avanzo, suscita nel sottoscritto una naturale ed immediata reazione di ostilità.

    Ogni articolo, ogni inchiesta, ogni campagna di quel giornale si segnala per l'odio astioso, livoroso e rancoroso contro Silvio Berlusconi, e di rimando nei confronti dell'elettorato di centrodestra.

    Presuntuosi, acidi, velenosi, pronti a distorcere la realtà, ad infangare la reputazione e l'onore dell'intero paese, ad utilizzare i media esteri per delegittimare un leader democraticamente eletto.

    Puzzano di "superiorità morale" in stile radical-chic lontano un miglio. Basta leggere un editoriale di Scalfari per rendersi conto delle nefandezze, delle falsità, dei giudizi altezzosi e sprezzanti nei confronti di coloro che hanno "osato" esprimersi a favore del Cavaliere.

    Repubblica rappresenta la sintesi suprema del giustizialismo giacobino, dell'antiberlusconismo, della cultura progressista. Su questo giornale appare ogni giorno un cumulo di attacchi, insinuazioni, calunnie tendenziose e faziose.

    Pretendono di dividere l'Italia in buoni (loro, ovviamente) e cattivi (tutti gli altri, anche gli esponenti di centrosinistra che si rifiutano di insultare l'avversario, o di seguire Di Pietro nelle becere battaglie giustizialiste). Pretendono di contestare il risultato del voto elettorale. Lo negano, lo delegittimano. Se ne fregano della volontà democratica. Si credono i "migliori", l'elite intellettuale superiore, destinata a guidare l'Italia in barba al voto dei cittadini, liberamente espresso.

    Per tutti questi motivi, sono pericolosi. Incarnano un distillato anti-democratico e anti-popolare potenzialmente letale per il sistema che oggi vige in Italia. Mirano al sovvertimento del voto popolare attraverso l'arma dell'inchiesta fasulla e l'arma giudiziaria.

    Vanno fermati prima che sia troppo tardi.
    Quoto tutto, ovviamente.

    A questo punto metto da parte (per tempi migliori) tutte le mie idee sulla destra, sul conservatorismo, sul partito non centralistico. Metto da parte i distinguo sull'immigrazione e le battaglie etiche. Non perchè abbia cambiato idea al riguardo, tutt'altro, ma perchè mi sembra evidente che la priorità in questo momento sia un'altra.

    Ovvero, la difesa del sistema democratico in Italia. Non possiamo permettere che il voto popolare sia un optional. Non possiamo permettere che la politica venga quotidianamente esposta a scandali di varia natura che mirano unicamente ad indebolirla. Non possiamo permettere che l'azione congiunta di un gruppo editoriale e di parte (ma quanta parte?) della nostra magistratura tirino la volata al loro partito incriminando quello avversario.

    Non possiamo chinare il capo ai "si dice". Io non so se Cosentino è colpevole, come non so se è colpevole Berlusconi. Ma imporre a loro di farsi da parte "preventivamente", in questa Italia, significherebbe accettare che la politica sia continuamente esposta all'altrui volere e alla altrui malignità.

    Berlusconi a marzo era uno statista che godeva di un consenso popolare altissimo, del 70%. Il 25 aprile era riuscito a guadagnarsi un consenso bipartisan e persino internazionale.

    Poi, in procinto delle elezioni è stato sottoposto ad un continuo attacco giornalistico-gossipparo. Prima Veronica, poi Noemi, poi Fini, adesso Spatuzza.

    Per fortuna il popolo di centrodestra tiene. Gran parte del mondo istituzionale, Confindustria, il Corsera tengono. E' evidente a tutti - salvo a Repubblica e a Di Pietro - che a questo PDL non c'è alternativa che tenga. Che se si vuol salvaguardare il nostro fragile bipolarismo e quel poco di riformismo che ci ritroviamo, bisogna consentire a questo governo di finire la legislatura. Anche chi Berlusconi non lo ama sa che oggi non esiste un'alternativa credibile. E che caduto lui faremmo tutti in un pericoloso salto nel buio.

    Non ce lo possiamo permettere. Noi di centrodestra e gli italiani tutti. Abbiamo bisogno di stabilità: istituzionale, politica e partitica. Chi alimenta coscienziosamente la polemica oggi è un eversivo o uno sfascista.
    Ultima modifica di Florian; 05-12-09 alle 18:50
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Abbiamo bisogno di stabilità: istituzionale, politica e partitica. Chi alimenta coscienziosamente la polemica oggi è un eversivo o uno sfascista.

    Non solo abbiamo bisogno di stabilità ma anche di riforme urgenti alle istituzioni italiane che cosi' sono vecchie e inadatte: una riforma organica alla giustizia e poi via con le riforma alla riduzione dei parlamentari, alla differenziazioni dei due rami del parlamento, all'elezione del premier per designazione del popolo, al rafforzamento dei suoi poteri
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 05-12-09 alle 20:51

  9. #9
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Quoto tutto, ovviamente.

    A questo punto metto da parte (per tempi migliori) tutte le mie idee sulla destra, sul conservatorismo, sul partito non centralistico. Metto da parte i distinguo sull'immigrazione e le battaglie etiche. Non perchè abbia cambiato idea al riguardo, tutt'altro, ma perchè mi sembra evidente che la priorità in questo momento sia un'altra.

    Ovvero, la difesa del sistema democratico in Italia. Non possiamo permettere che il voto popolare sia un optional. Non possiamo permettere che la politica venga quotidianamente esposta a scandali di varia natura che mirano unicamente ad indebolirla. Non possiamo permettere che l'azione congiunta di un gruppo editoriale e di parte (ma quanta parte?) della nostra magistratura tirino la volata al loro partito incriminando quello avversario.

    Non possiamo chinare il capo ai "si dice". Io non so se Cosentino è colpevole, come non so se è colpevole Berlusconi. Ma imporre a loro di farsi da parte "preventivamente", in questa Italia, significherebbe accettare che la politica sia continuamente esposta all'altrui volere e alla altrui malignità.

    Berlusconi a marzo era uno statista che godeva di un consenso popolare altissimo, del 70%. Il 25 aprile era riuscito a guadagnarsi un consenso bipartisan e persino internazionale.

    Poi, in procinto delle elezioni è stato sottoposto ad un continuo attacco giornalistico-gossipparo. Prima Veronica, poi Noemi, poi Fini, adesso Spatuzza.

    Per fortuna il popolo di centrodestra tiene. Gran parte del mondo istituzionale, Confindustria, il Corsera tengono. E' evidente a tutti - salvo a Repubblica e a Di Pietro - che a questo PDL non c'è alternativa che tenga. Che se si vuol salvaguardare il nostro fragile bipolarismo e quel poco di riformismo che ci ritroviamo, bisogna consentire a questo governo di finire la legislatura. Anche chi Berlusconi non lo ama sa che oggi non esiste un'alternativa credibile. E che caduto lui faremmo tutti in un pericoloso salto nel buio.

    Non ce lo possiamo permettere. Noi di centrodestra e gli italiani tutti. Abbiamo bisogno di stabilità: istituzionale, politica e partitica. Chi alimenta coscienziosamente la polemica oggi è un eversivo o uno sfascista.
    La legislatura deve terminare nel 2013 in rispetto del voto democratico e liberamente espresso effettuato nell'aprile del 2008, in rispetto della volontà popolare. Non esiste che scandali di natura gossippara e rivelazioni di pentiti prive di qualsiasi consistenza abbattino un esecutivo voluto consapevolmente dalla maggioranza degli italiani. Il paese ha estremo bisogno di stabilità e di riforme.

    Ecco, come si vede noi conservatori siamo più democratici e rispettosi del voto popolare dei vari Scalfari, Mauro, D'Avanzo, Travaglio e Di Pietro, che si riempiono la bocca delle parole "democrazia" e "libertà", mentre lavorano per il sovvertimento della democrazia, il ribaltamento del governo attraverso la via scandalistica e giudiziaria.

    Berlusconi farà bene, farà male, questo si è già visto e si vedrà, ma ha il diritto-dovere di continuare a governare fino alla fine della legislatura, perchè lo vogliono gli italiani. Non c'è intento golpista che tenga. Il giudizio finale arriverà puntuale, benigno o severo a seconda delle riforme approvate o non approvate, a tempo debito, nella primavera del 2013.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La nostra eterna guerra con Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    La legislatura deve terminare nel 2013 in rispetto del voto democratico e liberamente espresso effettuato nell'aprile del 2008, in rispetto della volontà popolare. Non esiste che scandali di natura gossippara e rivelazioni di pentiti prive di qualsiasi consistenza abbattino un esecutivo voluto consapevolmente dalla maggioranza degli italiani. Il paese ha estremo bisogno di stabilità e di riforme.

    Ecco, come si vede noi conservatori siamo più democratici e rispettosi del voto popolare dei vari Scalfari, Mauro, D'Avanzo, Travaglio e Di Pietro, che si riempiono la bocca delle parole "democrazia" e "libertà", mentre lavorano per il sovvertimento della democrazia, il ribaltamento del governo attraverso la via scandalistica e giudiziaria.

    Berlusconi farà bene, farà male, questo si è già visto e si vedrà, ma ha il diritto-dovere di continuare a governare fino alla fine della legislatura, perchè lo vogliono gli italiani. Non c'è intento golpista che tenga. Il giudizio finale arriverà puntuale, benigno o severo a seconda delle riforme approvate o non approvate, a tempo debito, nella primavera del 2013.
    se avessimo letto queste cose soltanto un mese fa credo che non ci sarebbe stata la spaccatura tra conservatori classici e identitari, in massima parte a favore della continuazione della legislatura, comunque mi compiaccio con te e con la nuova linea politica che sta prendendo questo forum dopo non pochi sbandamenti e incertezze delle scorse settimane.
    Quando la sinistra impreversa e usa tutti i mezzi per disarcionare il governo, tutti coloro che hanno ancora un senso dello stato e del voto devono rimanere uniti, se ce la facciamo a tener duro fino al 2013 sono sicuro che tra tre anni ci ritroveremo con un Italia un po' migliore:

    La magistratura si sarà resa conto che non basta imbastire vaghe accuse a un presidente del consiglio per far cadere il governo, il 1994 non è ripetibile perchè non c'è piu' uno Scalfaro disposto a far cadere il governo
    Forse la riforma della giustizia andrà in porto
    Forse avremo una nuova riforma istituzionale (premierato, camere differenziate, riduzione dei parlamentari, federalismo)
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-12-09 alle 14:49

 

 
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