Linea - quotidiano Nazionalpopolare - Domenica XVII Luglio 2oo5
L'attentato di Londra e la reazione dei cosiddetti giornali moderati.
Rabbia e stupidaggini occidentali
Vittorio Feltri: Presente! Paolo Guzzanti: Presente! Giuliano Ferrara: Presente! Paolo Mieli: Presente! Ezio Mauro: Presente! E l'appello potrebbe continuare... come azzimati ufficialetti della Belle époque (forse solo l'uniforme di Ferrara avrebbe bisogno di una allargatina...=, direttori ed editorialisti dei principali quotidiani moderati hanno risposto ai tragici attentati londinesi con editoriali, scritti a dir poco con l'elmentto. Londra chiamò: parà-parà-parà-parà... parà-parà-parà-parà.
Purtroppo...
Ora il terrorismo va combattuto e i bombaroli acciuffati e puniti. Uccidere persone inermi è un crimine che non ha alcuna attenuante: su questo non si discute. Quel che invece non convince è l'"Addio mia bella addio - L'Armata se ne va - Se non partissi anch'io sarebbe una viltà" cantato a squarciagola con la mano derstra sul cuore e l'occhio lucido, dagli ufficialetti di cui sopra.
La rabbia è accettabile, quache insulto a caldo si può perdonare, ma le stupidaggini occidentaliste no... Che senso ha la criminalizzare tutto il mondo islamico, invocando come scrive Mieli, "un progetto politico-militare" da condividere ovviamente fino in fondo con l'amico americano. Dov'è la proverbiale capacità liberale di ragionare e dialogare?
Sempre sul Corriere, guarda caso, già da domenica 10 luglio, sono inziate le paginate pubblicitari dedicate a quel gioiello di obiettività che è la Trilogia della Fallaci. Un libro da consigliare a chi non conosce l'Islam: Fallaci e moschetto, occidentalista perfetto.
Battute a parte, quel che addolora, oltre alla morte di quei poveri cristi che come ogni giorno andavano al lavoro o accombpagnavano i figli a scuola, è l'incapacità di capire che il colpo invocato dalla stampa moderata (moderata?) può solo accelerare la velocità di quella macchina acefala che si chiama guerra asimmetrica: noi vi colpiamo in America, voi ci colpite in Afghanistan e Iraq, e noi rispondiamo colpendo Madrid, Londra... E così via: senza vinti e vincitori..
Invece di capire che è giunto il momento, prima che sia troppo tardi, di dissociarsi dalla politica americana e inaugurarne una europea, capace di dialogare con l'Islam e isolare i terroristi, ci si appiattisce su una scelta filo-Usa, che porteà solo altre bombe, sangue e lutti.
Certo, l'Europa, deve difendersi, controllare le frontiee, individuare le cellule terroristiche, catturare i colpevoli, ma, soprattutto, deve prendere le distanze degli Stati Uniti, senza per questo rompere completamente (almeno nell'immediato). Un buon esempio in materia è rappresentato dalla Spagna di Zapatero. Ora, non sarà il massimo della simpatia, ma il primo ministro spagnolo non può essere liquidato in modo sbrigativo, come spesso mi capita di sentire a destra, come l'amico dei "ricchioni" (britta parola, lo so e mi scuso...). E' uno che fa politica estera, ha relazioni in America Latina e Africa, e soprattutto rispetta, ma non teme gli americani. E, cosa che non guasta, lui, i terroristi dell'11 marzo li ha beccati quasi tutti.
E qui mi fermo, anche perchè preferisco lasciare la parola a Visani e Zavaglia che in questo campo ne sanno più di me.
Di una cosa però sono sicuro: Se la stampa, la grande stampa moderata, liberale, riformista, laica e compagnia bella, invece di ragionare continuerà ad appecorarsi sulle posizioni degli Usa e invocare guerre sante, oltre a perdere la faccia, contribuirà moralmente, all'estensione del conflitto con l'Islam tout court, e purtroppo alla perdita di altre vite umane.
E queste non sono affatto stupidaggini
Carlo Gambescia




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