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Discussione: Tensione ad Atene

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    Predefinito Tensione ad Atene

    Tensione ad Atene per l'anniversario della morte del quindicenne Alexandros Grigoropoulos, ucciso dalla polizia un anno fa

    Situazione esplosiva ad Atene, blindata da 12.000 agenti, dopo le decine di arresti, fra cui quelli di cinque italiani, in retate preventive in vista del primo anniversario, oggi, della morte del quindicenne Alexandros Grigoropoulos ucciso dalla polizia. Organizzazioni della sinistra radicale hanno denunciato la "violenta repressione" e il nuovo "stato di polizia" imposto dal "governo del Pasok" invitando "studenti e lavoratori" a dare "una risposta immediata" con le manifestazioni previste oggi, dopo un servizio funebre al cimitero, e domani.

    Gli agenti hanno fermato in tutto 162 persone di cui 72, inclusi gli italiani, quattro uomini e una donna, saranno tradotti stamane davanti al giudice. Una parte dei fermi sono avvenuti ieri dopo un'irruzione in un centro sociale nel sobborgo ateniese di Keratsini, dove è stato occupata per protesta la sede del consiglio comunale, e sequestrato materiale per la costruzione di bombe molotov, mazze, una granata luminosa e maschere antigas.

    Altri incidenti sono avvenuti nel quartiere di Exarchia dove gruppi di giovani hanno attaccato la polizia, al termine di una commemorazione per Grigoropoulos, assassinato da due agenti il 6 dicembre 2008. Le forze dell'ordine hanno compiuto numerosi fermi poi trasformati in alcuni arresti tra cui quelli di cinque italiani e tre albanesi. Nei giorni scorsi le autorità avevano annunciato l'arrivo in Grecia di oltre un centinaio di anarchici europei in vista delle dimostrazioni previste per domani e lunedì, che fanno temere il ripetersi dei gravi disordini che sconvolsero il paese nel dicembre dello scorso anno.

    Una dura protesta contro "la nuova giunta" al potere è giunta dall'ex assessore comunale di Keratsini Dimitris Karakostas, mentre Antarsya, la sigla che raggruppa una decina di organizzazioni della sinistra radicale, ha chiesto la "liberazione immediata" degli arrestati denunciando "l'enorme ipocrisia del governo" che mentre invoca dimostrazioni pacifiche "sguinzaglia orde di agenti speciali per imporre uno stato di polizia senza precedenti".

    Mentre centinaia di scuole e facoltà universitarie sono occupate da venerdì per assemblee indette per ricordare l'uccisione dello studente, le autorità hanno blindato in misura senza precedenti la capitale temendo che oggi e domani le celebrazioni e dimostrazioni possano degenerare in incidenti .

    (Fonte:ansa)

    Viva la Comune

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    Predefinito Rif: Tensione ad Atene

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

    Ancora scontri e arresti di massa in Grecia per le manifestazioni che ricordano l'omicidio di Alexis da parte di un poliziotto

    La situazione in Grecia è tesissima dopo gli arresti di massa tra i giovani giunti nella capitale greca per manifestare in ricordo del giovane Alexandros Grigoropoulos, il 15enne ucciso un anno fa dalla polizia. Le organizzazioni della sinistra radicale hanno denunciato questo stato di repressione imposto dal governo Pasok. In tutto sono state fermate 180 persone, tra cui cinque italiani, durante i cortei e nelle retate presso i centri sociali, definiti pericolosi. Questa mattina migliaia di giovani hanno dato vita ad un corteo giunto fino alla sede del parlamento per chiedere giustizia sui fatti dello scorso anno. "Non dimentichiamo il 6 dicembre. Alexandros Vive" è stato lo slogan più inflazionato davanti a un massiccio spiegamento di forze che ha impegnato circa 12 mila poliziotti. Durante il corteo di Atene alcuni gruppi hanno lanciato sassi contro la polizia che ha risposto con i lacrimogeni. Il rettore dell'Università di Atene è stato picchiato da alcuni giovani che hanno tentato di entrare nella sede dell'ateneo, mentre altri scontri si sono registrati anche a Salonicco dove alcuni manifestanti hanno lanciato delle molotov contro gli agenti, che a loro volta hanno arrestato decine di persone. Intanto centinaia di scuole e facoltà universitarie sono state occupate e i legali della sinistra radicale hanno invitato studenti e lavoratori ad una risposta immediata partecipando alle manifestazioni che si terranno oggi. Il ministro dell'ordine pubblico Michalis Chrisochoidis ha ribadito che «la polizia non consentirà che i vandali mettano di nuovo a sacco Atene», mentre il partito di sinistra Syriza ha criticato la «militarizzazione del conflitto» e l'eccesso di violenza da parte della polizia. Il bilancio provvisorio delle due giornate di sabato e domenica è drammatico, con 80 arrestati (tra cui cinque italiani), più di 200 fermati e 22 feriti. Lunedì a metà giornata studenti, insegnanti e cittadini scenderanno di nuovo in piazza, mentre alcuni sindacati hanno dichiarato una sospensione di tre ore dal lavoro per consentire a tutti di prender parte alla manifestazione. Il corteo ha raggiunto le sedi del Parlamento e dell'Università: qui, nel tentativo di entrare, alcuni dimostranti hanno picchiato e ferito alla testa il rettore Christos Kittas, ricoverato per commozione cerebrale e un lieve attacco cardiaco. Dopo un primo momento di paura, le sue condizioni sembrano non destare più preoccupazione. Ferite anche altre 21 persone: 16 agenti, tre dimostranti (tra cui una esponente del Partito rivoluzionario dei lavoratori), un giornalista, una passante investita da una moto.

    Gemeinwesen
    Muntzer il Sopravvissuto

  3. #3
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    Predefinito Rif: Tensione ad Atene

    Grecia. Dopo tre giorni di manifestazioni per ricordare Alexis e 1000 fermati la rabbia cova ancora

    Marco Santopadre *






    Questa mattina sembrava tornata la calma in Grecia dopo tre giorni di scontri e manifestazioni, ma già a metà mattinata migliaia di persone sono di nuovo scese in strada per assediare i commissariati dove sono rinchiusi alcuni degli arrestati dei giorni scorsi; il blog ‘Polvere da Sparo’ segnala che scontri e cariche della Polizia sarebbero in corso intorno al carcere di Koridallos. Per oggi pomeriggio sono state convocate nuove iniziative di piazza ad Atene e Salonicco per chiedere la liberazione dell’incredibile numero di persone detenute nei giorni scorsi. Una quarantina di feriti, nessuno grave, e l’incredibile cifra di mille fermi e 150 arresti è il bilancio provvisorio delle dimostrazioni che si sono rivelate, secondo i dati della polizia riferiti dai media, come la 'prima rivolta locale a livello mondiale': vi hanno infatti partecipato migliaia di giovani e giovanissimi provenienti da ben 26 paesi di quattro continenti, una settantina dei quali sono stati fermati ed alcuni, italiani e albanesi, rinviati a giudizio con accuse che potrebbero costargli 30 mesi di reclusione.

    Tra gli stranieri presenti alle dimostrazioni vi erano non solo europei ma anche asiatici, africani e nordamericani. In testa, come numero gli albanesi seguiti da georgiani, ucraini, italiani e tedeschi. Ma dall'Europa sono giunti anche spagnoli, catalani, finlandesi, inglesi, bulgari, lettoni e polacchi. Il Ministero degli Interni ha ordinato agli agenti di dare la caccia agli attivisti stranieri, per poter dimostrare che gli scontri e i ‘disordini’ sono il frutto di una sorta di complotto internazionale per minare la stabilità e la pace in Grecia. Ma la verità è che i movimenti sociali e politici greci sono stati i protagonisti lo scorso anno della prima vera rivolta di massa e politica contro la gestione della crisi capitalistica da parte dei vari governi europei. Non c’è quindi da meravigliarsi se la tensione politica che si vive ad Atene eserciti una forte attrazione per gruppi e organizzazioni della sinistra radicale di altri paesi.
    Ieri è stata di nuovo una giornata di mobilitazione in varie località della Grecia e soprattutto ad Atene. Nella capitale intorno alle 14 è partita una manifestazione che ha visto la partecipazione di circa 8 mila persone, per lo più studenti medi, universitari, professori e lavoratori della scuola e dell’Università che hanno risposto all’appello dei partiti e delle organizzazioni politiche della sinistra radicale, con il sostegno di alcuni sindacati che hanno proclamato in contemporanea tre ore di sciopero nel comparto della formazione per permettere la partecipazione al corteo che è giunto fino al Parlamento e poi è tornato all’Ateneo principale della capitale ellenica. Prima e dopo la manifestazione, che si è svolta in modo pacifico, alcune centinaia di giovani incappucciati hanno ingaggiato duri scontri con i reparti antisommossa della Polizia e i nuovi corpi d’elite delle forze di sicurezza - i MAT, inventati dal nuovo governo ‘socialista’ – estendendo la sommossa a tutti i quartieri del centro storico, danneggiando automobili, vetrine e i distributori bancomat di diverse banche. La polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni e altri trecento fermi, alcuni dei quali tramutati in arresti. Contemporaneamente altre centinaia di giovani hanno lanciato pietre e molotov contro la polizia davanti al Politecnico; i giovani sono entrati nel recinto dell'edificio, che dalla mattina era occupato dagli allievi di circa 400 tra scuole e facoltà universitarie di tutto il Paese giunti nella capitale per ricordare Alexis Grigoropoulos e chiedere una punizione dei poliziotti che lo uccisero esattamente un anno fa, il 6 dicembre del 2008. Ieri scontri si sono verificati anche a Salonicco, nel nord del Paese, e in altre importanti città.
    Se l’intensità degli scontri non è paragonabile a quella del dicembre del 2008, ad un anno di distanza e nonostante al governo ora ci siano i socialisti e non più i conservatori di Karamanlis, la rabbia resta di fronte ad una crisi economica che colpisce i giovani per primi resta fortissima. Così come la stessa sfiducia nel governo e nelle istituzioni di fronte ad una corruzione dilagante che sopprime ogni speranza di cambiamento mentre è enormemente cresciuta, per opera proprio del nuovo governo socialista, la presenza poliziesca e la militarizzazione dei territori e della società.
    L’anniversario dell’omicidio del 15enne Alexis ha fatto da catalizzatore a una rabbia che continua a covare da mesi sotto la cenere. I bassi salari, la corruzione del governo, lo strapotere e l’impunità della polizia, la mancanza di prospettive dei più giovani si sono mischiate in un cocktail esplosivo che alla fine è esploso.
    I giovani che partecipavano alle grandi manifestazioni che hanno occupato per tre giorni il centro di Atene, intervistati dai media, hanno mostrato di non trovare una grande differenza tra il governo di Costas Karamanlis e quello del socialista Giorgio Papandreou. A pochi mesi dalla vittoria elettorale di ottobre, i socialisti stanno nuovamente mostrando il loro vero volto. Travolto da una situazione economica assai più grave di quanto si aspettasse – i media e gli analisti parlano apertamente del rischio di default, di fallimento per la Grecia – Papandreu ha promesso una serie di misure economiche e sociali degne di un governo neoliberista di quelli che hanno imposto sacrifici, tagli e privatizzazioni negli anni ’80 e ’90 in Europa e nel resto del mondo. Sono state dimenticate le promesse ai lavoratori del porto del Pireo, sono congelati parzialmente i salari mentre continuano a crescere le tasse e non si escludono nuovi sacrifici. E, soprattutto, alla rabbia sociale l’esecutivo oppone la nuova dottrina della 'tolleranza zero' del ministro dell'interno Michalis Chrisochoidis, che ai giovani, ma anche alla sinistra, appare come una ''militarizzazione del conflitto'' fatta di retate e attacchi contro gli anarchici ma anche contro il movimento giovanile e il dissenso.
    La polizia è ancora nuovamente accusata di soprusi, tanto più che il processo contro gli assassini di Alexis è stato rimandato da dicembre al 20 gennaio e spostato lontano da Atene, in una piccola località tenuta segreta. «La Grecia è in preda da tempo a una crisi sistemica, che non riguarda solo l'economia, ma anche le istituzioni e la loro credibilità, la politica rappresentativa nel suo insieme. L'uccisione del ragazzo ha solo messo a nudo questa crisi», sostiene Takis Fotopoulos, economista e filosofo politico.
    E domenica si è rischiata una nuova tragedia, quando un poliziotto alla guida di una motocicletta si è lanciato a folle velocità in mezzo ai giovani che manifestavano in Piazza Syntagma, a pochi passi dal Parlamento, investendo in pieno una ragazza che è stata ricoverata in gravi condizioni in un ospedale della capitale. A quando un nuovo morto?

    * Radio Città Aperta

    Viva la Comune

 

 

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