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Discussione: Piazzale Loreto

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Piazzale Loreto

    da www.avvenire.it

    " IL CASO

    Non solo Mussolini appeso a testa in giù: nel 1944 la piazza milanese vide un attentato partigiano che provocò 9 morti civili e una dura rappresaglia nazista Lo scrittore Messori: una bomba «politica» come in via Rasella

    Piazzale Loreto, la strage «rossa»


    Di Roberto Beretta

    Milano come Roma. Piazzale Loreto uguale via Rasella. Non «quel» piazzale Loreto, però, ovvero la raccapricciante nemesi del regime, col Duce e l'amante appesi a testa in giù al distributore di benzina il 29 aprile 1945; ma l'«altro» piazzale Loreto: quello che fece da precedente al macabro contrappasso antifascista. Com'è noto, infatti, il luogo milanese per l'esposizione dei cadaveri dei gerarchi fascisti ammazzati sul lago di Como non fu scelto a caso: era il medesimo di un'esecuzione nazifascista di 15 milanesi avvenuta il 10 agosto 1944; ma anche quella fucilazione aveva avuto un antefatto: ovvero l'attentato che i partigiani compirono due giorni prima nel medesimo posto, uccidendo 9 persone. Ora, a 61 anni dal duplice eccidio, Vittorio Messori riapre una polemica già lanciata da alcuni storici spesso qualificati «neofascisti», come Paolo Pisanò. In una puntata del suo antico «Vivaio», ripreso ora sul mensile di apologetica Il Timone, lo scrittore cattolico sostiene appunto che «in sostanza piazzale Loreto è l'equivalente milanese della romana via Rasella: (a Roma) la strage dei vecchi territoriali della Wehrmacht - non tedeschi, come spesso si dice, ma italiani dell'Alto Adige - fu voluta dai comunisti come azione politica, non militare... Il carretto per le immondizie pieno di tritolo fu fatto esplodere in via Rasella proprio per provocare l'inevitabile rappresaglia nazista e capitalizzare lo sdegno e l'orrore che ne sarebbero seguiti. Un calcolo egualmente cinico fu fatto dai capi partigiani milanesi». Un'accusa pesante, che Messori sostiene citando per esteso il diario del Federale di Milano Vincenzo Costa, (L'ultimo federale, appena ristampato da Il Mulino) accreditato - nonostante varie imprecisioni - sia dallo storico Renzo De Felice sia da altri esperti. Che cosa avvenne infatti nel 1944 in piazzale Loreto? In quel luogo ogni mattina, per ingraziarsi la popolazione e rompere il clima d'odio che li circondava, i nazisti spedivavano una decina di camion carichi di derrate alimentari e distribuivano verdura e frutta gratis. Ovviamente la fila era sempre lunga, soprattutto di massaie in attesa - scrive Costa - di «un grosso maresciallo tedesco, grande come la statua di San Carlo ad Arona, dalla faccia di bonaccione bevitore di birra, sorridente con tutti» il quale «prendeva la merce e la calava nella borsa delle donne», che l'avevano ormai soprannominato in milanese el Carlùn. Ma la manovra propagandistica dei tedeschi non poteva piacere - sostiene sempre Costa - «agli agenti dei Comitati di liberazione, che decisero di porvi fine con un eccidio». Una bomba fu dunque collocata in una borsa e quando alle 7.30 dell'8 agosto 1944 il solito Carlùn cominciò la distribuzione, l'ordigno esplose, facendo 9 vittime (altre fonti - a seconda delle tendenze ideologiche - danno invece da 6 a 13 morti italiani, tra cui alcuni bambini, più 5 soldati tedeschi: e già quest'altalena di numeri dice quanto ancora andrebbe approfondita storicamente la vicenda...). «L'attentato ruppe la tregua e fu l'inizio di una catena di lutti», annota Costa, che definisce quello «il giorno più terribile per Milano... il principio di una lunga catena di sangue e di dolore, un momento indelebile nella storia della città, unj episodio in cui solo Satana risultò vincitore». I primi a farne le spese furono 20 detenuti "politici" (poi ridotti a 15 per intervento del cardinale Schuster, del federale e di Mussolini stesso) che i nazisti ordinarono di fucilare nel luogo della strage. Fu il capitano delle SS Theo Saevecke - lo stesso che peraltro favorì la "fuga" di Indro Montanelli dal carcere e poi fu giudicato in contumacia nel 1999 a Torino proprio per i fatti milanesi -, a scegliere le vittime da destinare alla rappresaglia e a dare l'ordine dell'esecuzione, eseguita però da un reparto di italiani della Repubblica di Salò. I corpi dei 15 vennero quindi lasciati esposti per tutto il giorno in piazzale Loreto: da qui il contrappasso poi usato con Mussolini (il quale, informato dell'episodio, pare abbia invece commentato con singolare premonizione come quel sangue i fascisti l'avrebbero «pagato caro»). Senonché la stessa sentenza d'ergastolo per Saevecke - che rivestiva nel capoluogo lombardo un importante compito, analogo a quello di Kappler nella Capitale - sostiene (per evidenziare nello specifico il suo abuso di potere) che nell'attentato partigiano non ci fu «il ferimento di alcun militare tedesco, bensì la morte di numerosi passanti, civili italiani», oltre a numerosi feriti di cui uno solo tedesco; il che, dal punto di vista della responsabilità della Resistenza, sarebbe però ancora peggio: non solo il suo gesto ha provocato infatti una rappresaglia "inutile", ma l'ha fatto uccidendo dei civili innocenti. I partigiani si difendono obiettando, per esempio in un bollettino Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia), che «l'attentato non venne mai rivendicato da alcun gruppo organizzato della Resistenza» ,per cui «l'ipotesi più ragionevole attribuisce l'iniziativa a elementi antifascisti isolati». La solita «scheggia impazzita», dunque? «Schifo. Che differenza c'è tra un comunista e un terrorista islamico?» commenta con livore un anonimo, trovato su un blog marcatamente nostalgico del Ventennio. Più pacato ma ugualmente implacabile Messori: non c'era nell'attentato di piazzale Loreto «nessuna giustificazione "militare", solo motivazioni politiche che, tra l'altro, portarono alla morte anche di donne del popolo con le loro povere borse e delle quali nessuno ha mai parlato». Piazzale Loreto - per rossi e neri «la piazza più tragica d'Italia», dice Costa - allarga così i conti da regolare con la storia.
    "


    Shalom

  2. #2
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    A me fa schifo chi si legge i blog degli neofascisti e dei neonazisti per trovare spunti per scrivere un articolo dove, non pago, li cita pure.

    Ma sta robaccia stava davvero sull'Avvenire?

  3. #3
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    Nell'articolo, piacciano o meno, sono solo riportati dei fatti. Se hai argomenti per confutarli, presentali, sennò vai ....con gli eroici osannatori di Stalin ....e con la "parte migliore del popolo italiano", quella che osannò il Duce fino al 24 luglio 1943 e poi passò con i gemelli delle camicie nere: i comunisti.

    Shalom

  4. #4
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    I partigiani quando hanno appeso il Duce per i piedi non sapevano che l'avrebbero reso immortale : quuell'immagine rimarà per sempre.Comunque voi della Casa della libertà non siete degni d di nominare il nome del Duce. Ciao ridicoli
    ps. quelli che stanno passando con la sinistra sono i vostri eletti vedi a Roma.
    Bazooka!!!

  5. #5
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    In origine postato da bazooka
    I partigiani quando hanno appeso il Duce per i piedi non sapevano che l'avrebbero reso immortale : quuell'immagine rimarà per sempre.Comunque voi della Casa della libertà non siete degni d di nominare il nome del Duce. Ciao ridicoli
    ps. quelli che stanno passando con la sinistra sono i vostri eletti vedi a Roma.
    Ma si può ancora essere così miopi da non vedere con un minimo di obiettività quello che Mussolini riuscì a combinare?
    Passino le bonifiche dell'agro pontino e la politica agricola, il concordato con la Chiesa e qualche mossa azzeccata di politica estera, ma, diamine, come si può pensare che l'uomo che ha ridotto in macerie l'Italia intera, trascinandola nella vergogna dell'Asse con i peggiori criminali di guerra mai visti, sia davvero degno di essere venerato come un'icona?

  6. #6
    SENATORE di POL
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    Il Duce lo nominiamo quando ci pare e come ci pare, e quanto alla sinistra radicale.................................pur odiandovi......vi assomigliate così tanto!


    Shalom

  7. #7
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    Ragioniere, ti rispondo velocemente perchè la materia non m'appassiona (e poi oggi c'è il sole anche se una fioritura algale potenzialmente tossica mi obbliga a lavorare...):

    sul piazzale Loreto che conosciamo tutti, io credo che se una sola di quelle nonnette che prendevano a calci e sputi Mussolini e compagnia, probabilmente dopo aver perso figli e nipoti a causa dell'idiozia feroce di quel regime, se una sola di loro, ha provato anche un minimo giovamento da quel gesto, beh, allora perchè negarglielo?
    Non è stata una bella scena, ma se dovessi scegliere 1 miliardo di momenti della storia d'Italia che andrebbero cambiati, beh, quello non ci sarebbe di sicuro.

    sull'altro, quello dell'attentato partigiano o anche solo di resistenti sbandati... beh, è condannabile? Ma se c'erano gli occupanti (nazisti tedeschi o altoatesini, repubblichini e fascisti vari) e si lottava contro questi, ogni mezzo era e doveva essere lecito. Anche colpire chi non si schierava. Inoltre, il tedesco bravo che dava le caramelle... beh, poteva forse essere bravo se ribellandosi non avesse vestito quella divisa di orrore e morte che ne faceva un bersaglio degnissimo.

    Quindi un articolo che usa toni di questo genere, che infatti si accompagnano all'immediato latrato del demente che ha scritto qua sopra e che hai (per fortuna) zittito, altro non fa che agitare un odore di fogna schifoso. Si può (e si deve) scrivere per denunciare, ma quando si scrive cercando solo la sensazione forte a tutti i costi, allora ci si merita la Padania, non Avvenire.

    Saluti!

  8. #8
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    Ah, la bonifica dell'agro pontino ha privato l'Italia di una zona umida 1000 volte più bella e ricca della Camargue francese ed è stato, negli anni, un affare pessimo.

    Ma da uno che diceva "gli aerei sono il passato e gli idrovolanti il futuro" che volevi aspettarti?

  9. #9
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    cari amici
    non mi mettero certo a disquisire dell'episodio di Piazzale Loreto del 12 agosto 1944 con il candidato al prestigioso Nobel per l'imbecillità mongoloide, non essendo io, per evidenti motivi, neppure lontanamente all'altezza di tale impresa ...

    Il mio intevento vuol solo far presente al gentile lettore che da quattro anni questo episodio specifico è da me ricordato ogni anno nel mese di agosto. Nella presente circostanza posso consigliare la lettura del seguente mio postato di tre anni fà...

    http://www.politicaonline.net/forum/...198#post187198

    Saluti a tutti!...



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
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    In origine postato da Aeroplanino
    Ragioniere, ti rispondo velocemente perchè la materia non m'appassiona (e poi oggi c'è il sole anche se una fioritura algale potenzialmente tossica mi obbliga a lavorare...):

    sul piazzale Loreto che conosciamo tutti, io credo che se una sola di quelle nonnette che prendevano a calci e sputi Mussolini e compagnia, probabilmente dopo aver perso figli e nipoti a causa dell'idiozia feroce di quel regime, se una sola di loro, ha provato anche un minimo giovamento da quel gesto, beh, allora perchè negarglielo?
    Non è stata una bella scena, ma se dovessi scegliere 1 miliardo di momenti della storia d'Italia che andrebbero cambiati, beh, quello non ci sarebbe di sicuro.

    sull'altro, quello dell'attentato partigiano o anche solo di resistenti sbandati... beh, è condannabile? Ma se c'erano gli occupanti (nazisti tedeschi o altoatesini, repubblichini e fascisti vari) e si lottava contro questi, ogni mezzo era e doveva essere lecito. Anche colpire chi non si schierava. Inoltre, il tedesco bravo che dava le caramelle... beh, poteva forse essere bravo se ribellandosi non avesse vestito quella divisa di orrore e morte che ne faceva un bersaglio degnissimo.

    Quindi un articolo che usa toni di questo genere, che infatti si accompagnano all'immediato latrato del demente che ha scritto qua sopra e che hai (per fortuna) zittito, altro non fa che agitare un odore di fogna schifoso. Si può (e si deve) scrivere per denunciare, ma quando si scrive cercando solo la sensazione forte a tutti i costi, allora ci si merita la Padania, non Avvenire.

    Saluti!
    Al li là dei luogocomunismi e dei miti resistenzialstalinisti......Il problema è elementare: il PCI usò appositamente la tattica di colpire in modo duro per scatenare rappresaglie, e tra i tanti nazisti e fascisti che colpì privilegiò quasi sempre, come bersagli degli attentati, non i sanguinari, gli estremisti, ma quelli che svolgevano funzioni logistiche secondarie e.....i fascisti più moderati. E su via Rasella l'intenzione di liberarsi con le rappresaglie anche di concorrenti scomodi (trotzkysti, "badogliani", eccetera) fu già da me illustrata sulla vecchia POL con antichi post.
    Quanto all'articolo ....CERTO che è stato pubblicato su Avvenire, perchè per aver schifo della tattica terrororistica dei GAP stalinisti di Togliatti non è affatto necessario essere fascisti, basta essere dei SINCERI democratici un tantino informati.
    Shalom

 

 
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