mi scusi, il davide giacalone qui sotto è un omonimo? ....
Il Parrella, il Mammì e il Giacalone, pertanto, devono condannarsi, in solido tra loro, al risarcimento del danno.
Peraltro, a fronte di un danno di Lire 26.535.740.000 richiesto in citazione, deve tenersi conto della sussistenza anche di altre responsabilità nella produzione del pregiudizio non più perseguibili per intervenuta prescrizione o per infruttuoso o mancato esercizio dell'azione o per decesso dei chiamati cosicché l'importo da porre in solido a carico dei soggetti sopra citati può essere rideterminato nella cifra totale, comprensiva di rivalutazione di Euro. 2.405.429,00 oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al soddisfo.
Le spese del presente grado di giudizio seguono la soccombenza e così quelle del primo grado dovute dal Giacalone in solido con il Parrella e il Mammì per i quali vi è già condanna in tale grado.
P.Q.M.
La Corte dei Conti - Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza ed eccezione reiette, rigetta i gravami proposti avverso la sentenza in epigrafe dalle parti private; rigetta l'appello del Procuratore Generale nei confronti dei sig.ri Enrico Veschi e Maurizio Di Sarra; accoglie parzialmente gli appelli proposti dal Procuratore Regionale e dal Procuratore Generale e, per l'effetto, condanna i sig.ri Giuseppe Parrella, Oscar Mammì e Davide Giacalone, al pagamento, in solido tra loro, della somma di Euro 2.405.429,00 (duemilioniquattrocentocinquemilaquattrocentoventi nove/00), comprensiva della rivalutazione monetaria oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al soddisfo, in favore delle Poste S.p.a. e alle spese del primo grado come in premessa, nonché a quelle del presente grado che si liquidano in Euro 3429,59 (tremilaquattrocentoventinove/59).
EIUS - Corte dei conti, sezione I g.c., sentenza 5 gennaio 2005, n. 1





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