Intervento del premier al consiglio nazionale forzista
Attacco a Prodi: "L'euro ci ha fregato"
"Rischiamo un attacco terroristico
No allo scontro di civiltà"
"Entreremo nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite"
Silvio Berlusconi
ROMA - " Non bisogna farsi prendere dall'angoscia" perché "se anche incombe un possibile attacco stiamo già facendo di tutto" con gli apparati di sicurezza e intelligence e "stiamo nella massima allerta". Silvio Berlusconi, al consiglio nazionale di Forza Italia, torna sul rischio terrorismo. Con un monito: "Guai se si arrivasse allo scontro di civiltà fra Occidente e Islam perché sarebbe un disastro. Dobbiamo collaborare con l'Islam moderato". E garantisce:"Non saremo lasciati fuori dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. Non faremo la figura che hanno fatto i governi di centrosinistra".
Un discorso, quello del premier, ad ampio raggio. Dall'economia, alla politica. Con un occhio verso le elezioni e con un avvertimento: "Se vogliamo vincere non possiamo rinunciare alle forze che attualmente non sono nostre alleate ma che si oppongono alla sinistra visto che pesano per un 4,5% di consensi che consentirebbe al centrodestra di essere pari con la sinistra al 48,2% di voti".
Missione in Iraq. "E' un nostro dovere essere in Iraq, perchè dovremmo ritirare le truppe da quel paese e non dalla Bosnia o dal Kosovo? La nostra missione in Iraq è una missione di successo" si chiede Berlusconi. "Dove operano i nostri militari c'è la pace, gli ospedali funzionano, le scuole funzionano e la gente ci vuole bene" continua il premier sottolineando come la presenza dei nostri soldati in Iraq costa come la presenza delle missioni in Kosovo e Bosnia.
Poteri forti. "Il governo non si è mai piegato ai poteri forti". Silvio Berlusconi, nel suo intervento al consiglio nazionale di Forza Italia, rivendica come l'esecutivo da lui presieduto "non abbia mai dato sensazioni di debolezza nei confronti di chi regge l'economia e che non è propriamente dalla nostra parte".
Legge proporzionale. "Sulla legge elettorale stiamo facendo una riflessione, abbiamo tempo fino al 10 settembre". Per Berlusconi la legge elettorale "non è un moloch, ma un mezzo per garantire governabilità e per evitare che la volontà dei cittadini possa essere cambiata con quella pratica di brogli che è corrente da parte di una certa parte politica e che dobbiamo assolutamente contrastare". Il premier, però, sottolinea come su una nuova legge elettorale in senso proporzionale ci siano "tanti se, tanti ma, tanti forse. E poi c'è l'avversione della sinistra".
Simboli sulle schede. "Se la legge elettorale resterà questa, avremo tutti i simboli di tutti i partiti" sulle schede. "Non bisogna buttar via e perdere nemmeno un voto". Ci sarà una croce per ogni simbolo, ha annunciato il presidente del Consiglio, assicurando "che questo avverrà per tutte e tre le schede, anche per il Senato".
"L'euro ci ha fregato". "L'euro di Prodi ci ha fregato tutti" dice Berlusconi, attaccando la moneta unica e il leader dell'Unione.
Tasse e occupazione. Sul fronte fiscale il premier insiste. Il governo taglierà di 12 miliardi l'Irap in tre anni, ovvero nel 2006, 2007 e 2008. Per quanto riguarda l'occupazione il premier sottolinea come, con il governo di centrodestra, ci siano stati 1,5 milioni di posti di lavoro in più.
(28 luglio 2005)
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