di Maurizio Blondet


Una coltivazione sperimentale di colza geneticamente modificata per resistere ai pesticidi ha trasmesso il suo gene artificiale ad una pianta infestante: risultato, un'erbaccia OGM, ultraresistente.
Il fenomeno, ritenuto "impossibile" dalla lobby del gene, è accaduto in Gran Bretagna, in un campo sperimentale sorvegliato da tre anni dal dipartimento dell'Ambiente.
L'erbaccia Frankenstein, una forma di senape selvatica (charlock), è stata fertilizzata dalla colza OGM, sua distante cugina, che le ha trasmesso il genere resistente. Altre due infestanti selvatiche (due tipi di rapa selvatica) nella stessa coltivazione sono risultate resistenti agli erbicidi.
Dopo comprensibili esitazioni, il Centro per l'Ecologia e l'Idrologia, l'ente governativo che ha curato la coltivazione sperimentale a Winfrith nel Dorsey, ha dovuto pubblicare il risultato sul suo sito internet.
Con un accurato uso di eufemismi tranquillizzanti.



"La frequenza del fenomeno [la interfertilizzazione tra la senape e la colza OGM] è con ogni probabilità estremamente bassa e non è mai stata osservata prima"; tuttavia, si ammette, "l'insolito evento merita studi ulteriori per meglio valutare ogni rischio potenziale di trasferimento genetico".
Ma, come ha sottolineato il genetista ecologico Brian Johnson, "basta che avvenga una volta in milioni di casi. La nuova pianta accidentalmente modificata avrà un vantaggio selettivo così enorme, da moltiplicarsi con grande rapidità".



Johnson (che è un consulente del governo inglese) aggiunge: "al contrario dei ricercatori, la cosa non mi stupisce affatto. A forza di applicare erbicidi letali alle piante, alla fine ne sopravviverà una che ha sviluppato resistenza".
Ricercatori francesi dovevano avere avuto gli stessi sospetti.
Hanno piantato una singola erbaccia resistente alla atrazina (un erbicida) in una coltivazione di mais, e dopo quattro anni ne hanno contato più di 103 mila.
Gli scienziati guadagnati alle meraviglie OGM hanno appurato che la senape modificata accidentalmente non è fertile; i suoi semi – degli ibridi – non germinano. Ma Johnson obietta che l'erbaccia in questione era grossa e con molti fiori: e con ogni probabilità anche il polline reca il gene geneticamente modificato, e "infetta" ogni altra pianta attorno.
In ogni caso i semi di senape selvatica restano nel terreno anche 20-30 anni prima di germinare; una volta che un seme germinasse, diventerebbe impossibile liberarsi dell'infestante resistente.



I governi francese e greco hanno, proprio per questo timore, messo al bando la colza OGM.
Ma la lobby britannica aveva assicurato che certe cose "non possono succedere" .
In realtà, casi di infestazione erano già avvenuti in Canada: sementi di OGM accidentali, lasciate da precedenti raccolti di piante utili geneticamente modificate, crescono rigogliose tra il frumento e l'orzo, e parecchie sono stranamente ultra-resistenti agli erbicidi; non si riescono a sradicare nemmeno dopo tre applicazioni di diversi erbicidi.
Una amara eterogenesi dei fini: gli OGM utili sono modificati per essere resistenti a un solo specifico erbicida, e presto si trovano soffocati da erbacce che sono resistenti anche a tre erbicidi (1).



di Maurizio Blondet





Note

1) Paul Brown, "GM crops created superweed, say scientists", Guardian, 25 luglio 2005.