STRAGE BOLOGNA: FRAGALA', NEL 1980 MINACCE ALL'ITALIA DA FPLP
Roma, 20 lug.- Nei mesi che precedettero la strage di Bologna del 2 agosto 1980, gli apparati di sicurezza italiani segnalarono a piu' riprese le minacce di ''ritorsione'' al nostro paese da parte del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) se non fosse stata attenuata la pena per il suo rappresentante in Italia, Abu Anzeh Saleh, condannato per la vicenda dei lanciamissili di fabbricazione sovietica Strela, nella quale fu coinvolto anche il leader dell'Autonomia, Daniele Pifano.
L'8 marzo 1980, il direttore generale dell'Ucigos, Gaspare De Francisci, scriveva al direttore del Sisde, generale Giulio Grassini: una ''fonte qualificata'' aveva avvertito la questura di Bologna che la permanenza in carcere del cittadino giordano, a capo della rete militare clandestina di George Habbash, costituiva una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. L'11 luglio 1980, De Francisci si rivolgeva di nuovo al direttore del servizio segreto civile informandolo che le negative reazioni dell'Fplp provocate dalla condanna di Abu Saleh, sarebbero state possibili azioni di ''ritorsione'' contro l'Italia.
L'informativa dell'Ucigos, acquisita agli atti dalla commissione di inchiesta sul dossier Mitrokhin, e' al centro di un'interpellanza parlamentare presentata dal capogruppo di An, Enzo Fragala', al Presidente del Consiglio ed ai ministri dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia.L'esponente di An chiede di sapere se ''la segnalazione dell'Ucigos e' stata, in qualche modo, messa in relazioneal grave attentato alla stazione centrale di Bologna del 2 agosto 1980, proveniente da Bologna''. E quali iniziative ed attivita' ''ha promosso il Sisde a seguito della segnalazione dell'Ucigos dell'11 luglio 1980 su possibili 'azioni di ritorsione' nei confronti del nostro Paese da parte dell' Fplp a seguito dell'arresto del giordano Abuh Anzeh Saleh''.
Il 13 novembre 1979, Abu Saleh venne arrestato a Bologna dai Carabinieri nell'ambito delle indagini che avevano portatoin carcere Daniele PIfano, Giorgio Baugmartner e Giuseppe Nieri, trovati in possesso di due lanciamissili terra aria Sam-7 Strela, pronti per essere imbarcata al porto di Ortona su una motonave diretta in Libano.
Citando un'inchiesta del mensile 'Area', Fragala' ricorda che il 2 gennaio 1980 il Fronte popolare di George Habbash, ''in una lettera alle autorita' italiane affermava che l'organizzazione si assumeva la paternita' dell'operazione, chiedendo la scarcerazione del giordano''.
L'Fplp progettava inoltre, scrive il capogruppo di An in commissione Mitrokhin, ''di utilizzare il gruppo Carlos in azioni terroristiche congiunte in Europa occidentale'' ricordando anche che il 3 giugno scorso il Presidente della commissione Mitrokhin, Paolo Guzzanti, ha trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Firenze copia dei rapporti della Stasi, la polizia della ex Germania est, che attribuiscono in termini di certezza la strage del rapido 904al gruppo Carlos.Nell'interrogazione parlamentare, Fragala' cita inoltre due esisodi a suo giudizio significativi: la sparizione dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo nel settembre 1980 in Libano, dove si erano recati per un'inchiesta sui gruppi palestinesi esul traffico di armi. E la rimozione dell'ambasciatore italiano a Beirut, Stefano D'Andrea, ''con il pretesto di un ipotetico sequestro di persona''.
Infine, il capogruppo di An in commissione Mitrokhin, ricorda che ''Abu Saleh era residente a Bologna sin dalla prima meta' degli anni settanta'' e che il suo nome ''era comparso nelle carte sequestrate al gruppo Carlos a Parigi dopo il triplice omicidio di due funzionari della Dst e del libanese Michel Moukarbal.''


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