Riporto parzialmente un articolo dello psicologo Luigi de Marchi:


26/07/05 - Le radici psicologiche del terrorismo - di Luigi de Marchi

Già nel 2002 segnalavo l’ovvia componente sessuale del terrorismo emersa chiara-mente quando gl’inquirenti francesi avevano scoperto che Hassan Jandoubi, il terrori-sta islamico che s’era fatto esplodere coll’intero stabilimento chimico AZT di Tolosa uccidendo 29 colleghi operai e ferendo o intossicando 2500 cittadini di Tolosa, prima del suo martirio indossava la bellezza di cinque paia di mutande, una sopra l’altra. Non era una bizzarria personale: indossando quel complicato abbigliamento intimo Hassan aveva eseguito una precisa prescrizione del Manuale del Martire (cioè del ter-rorista) Islamico distribuito a centinaia di copie tra i candidati al martirio nel nome di Allah. Quel rituale tragicomico, che aveva lo scopo preciso di portare i genitali di Hassan sani, salvi e puri tra le mani e tra le gambe delle 72 vergini incaricate di deli-ziarlo in Paradiso, rivelava già chiaramente, agli occhi dello psicologo, la forte moti-vazione sessuale dei terroristi. Oggi però la perizia psichiatrica disposta dal pm mila-nese Elio Ramondini sul primo pentito italiano di al Qaeda, Rihad Jelassi, ha svelato prove ben più vistose delle motivazioni sessuali dei terroristi. “L’Espresso” di questa settimana pubblica alcune delle stupefacenti confessioni rese da Jelassi allo psico-criminologo Nico Zanovello incaricato di redigere la perizia.
“Per mesi, a volte per anni - ha raccontato Jelassi – gli imam che anche nelle mo-scheee italiane preparano i ragazzi alla guerra santa contro i nemici di Allah (cioè noi) spiegano con dovizia di particolari come sono e che cosa fanno queste bramate 72 vergini. In Paradiso – spiegano – il martire siederà vicino a Dio su poltrone d’oro e diamanti con le sue Urì, di cui vengono descritte in dettaglio le attrattive. Le ragaz-ze – assicurano gli imam – sono bellezze tipicamenrte arabe, d’altezza variabile da un metro e 65 a un metro e 70, che pesano dai 70 agli 85 chili (conforme alle preferenze mediorientali per la donna bene in carne), hanno i seni opulenti e sodi, il naso picco-lo, la bocca piccola, grandi occhi neri, capelli lunghi e nerissimi, il culo sodo e for-moso e indossano abiti arabi eleganti”: E per di più sono donne molto sensuali cosic-chè, “dinanzi alla fulgida bellezza di cui risplende il martire in Paradiso, alcune di lo-ro svengono per il desiderio”:
Il martire in Paradiso può godersi tutto quel ben di Dio senza alcuna fretta. La giornata, infatti, in Paradiso dura settantamila anni. “Tu quindi – dicono gli imam al futuro kamikaze – hai tutto il tempo che vuoi per accoppiarti. Passi dieci anni con u-na, cento con l’altra e così via”. Se qualcuno sospettasse che si tratta di fantasie in-ventate da Jelassi, può essergli utile sapere che identiche confessioni sono state rese alla magistratura tedesca dal collaboratore di giustizxia giordano Shadi Abdallà.
Patetiche (e indicative dei segreti desideri dei futuri martiri) sono le confidenze de-gli imam circa le inclinazioni erotiche delle 72 vergini: “In Paradiso – assicurano gli imam – le vergini godono molto dei piaceri del sesso, dicono parole oscene durante il coito per accrescere il godimento del maschio e lassù ti stanno già aspettando. E ap-pena ti sarai fatto esplodere, la prima cosa che vedrai saranno le Vergini bellissime. Due di loro accorreranno a consolarti e ti riempiranno di baci”. E Jelassi continua:
“In Paradiso – ci dicevano gli imam – non ci sono lacrime e i corpi non puzzano, anzi profumano. Perfino la cacca è profumata. E noi giovani, che non avevamo mai fatto l’amore con una donna, impazzivamo di voglia quando ci parlavano così e ci addormentavamo con la mano attaccata al cazzo, aspettando il giorno dell’incontro con le Urì”. Ma vediamo quali sono i meccanismi psicologici sottesi alla catechizza-zione di questi pericolosissimi idioti che sognano la loro e la nostra morte.
Anzitutto, il massiccio immutandamento e i sogni erotici del martire-terrorista ci ricordano subito le analisi di Wilhelm Reich, il geniale ed eretico allievo di Freud che introdussi in Italia nei primi anni ’60. Com’è noto, Reich sviluppò coraggiosamente il pansessualismo del giovane Freud elaborando una teoria psico-sociale che vedeva nella repressione della sessualità naturale la causa psicologica centrale della distrutti-vità individuale e di gruppo. Secondo Reich, come ogni altro impulso naturale anche quello sessuale si aggressivizza quando viene represso e produce una personalità sa-do-masochista sul piano sessuale e autoritario-gregarista sul piano sociale e politico. Reich applicò quest’analisi al nazifascismo nella sua famosa opera “Psicologia di massa del fascismo”, pubblicata a Vienna nel 1934. Io a mia volta, con le mie opere degli anni ’60-70 (da “Sesso e civiltà” a “Repressione sessuale e oppressione sociale” a “Psicopolitica”) dimostrai come quell’analisi fosse applicabile non solo al fascismo ma anche al comunismo e non solo al fanatismo politico ma anche a quello religioso.