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Discussione: Heil Langbard!

  1. #31
    Cavaliere d'oro
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    Testo originale scritto da Fenris
    Anche qui è lo stesso. A Bologna i bolognesi da più di una generazione sono il 28% della popolazione. Diversa è la situazione in provincia, dove invece la grande maggioranza è emiliana doc.

    Comunque siamo tutti Italiani, e la mescolanza tra italiani è un bene per la nazione.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  2. #32
    Orazio Coclite
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    Testo originale scritto da Rick Hunter
    Comunque siamo tutti Italiani, e la mescolanza tra italiani è un bene per la nazione.
    Mah, ti dirò... Sicuramente, essendo tra italiani, non ci si deve noi porre il tabù che invece abbiamo contro l'unione con chi proviene dal di fuori dai confini nazionali, anche europei e soprattutto extra-europei, però ritengo che in questo momento storico di grande confusione e mescolamento sia opportuno, per quanto possibile, di cercare di accoppiarsi con persone a noi geograficamente vicine.
    Ovviamente questa non deve essere vista come una legge ma come una buona norma da seguire quando possibile.
    Altro discorso importante è poi quello della massiccia immigrazione che c'è stata anche all'interno della stessa Italia. Certo esistono delle ragioni storiche a ciò, però, se permetti, preferirei che a Bologna ci siano i bolognesi, a Torino i torinesi e via dicendo (qui nel Lazio, e Roma pure, è pieno di Veneti di cui molti esuli istriani).

    Il problema si risolve facilmente, divieto totale di ingresso agli allogeni e abbassamento della popolazione nazionale a livelli più sostenibili.
    Certo ci sarebbe solo da convincere la chiesa cattolica, che del sovrappopolamento indiscriminato fa da sempre una delle sue bandiere...

  3. #33
    Cavaliere d'oro
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    Testo originale scritto da Orazio Coclite
    Mah, ti dirò... Sicuramente, essendo tra italiani, non ci si deve noi porre il tabù che invece abbiamo contro l'unione con chi proviene dal di fuori dai confini nazionali, anche europei e soprattutto extra-europei, però ritengo che in questo momento storico di grande confusione e mescolamento sia opportuno, per quanto possibile, di cercare di accoppiarsi con persone a noi geograficamente vicine.
    Ovviamente questa non deve essere vista come una legge ma come una buona norma da seguire quando possibile.
    Altro discorso importante è poi quello della massiccia immigrazione che c'è stata anche all'interno della stessa Italia. Certo esistono delle ragioni storiche a ciò, però, se permetti, preferirei che a Bologna ci siano i bolognesi, a Torino i torinesi e via dicendo (qui nel Lazio, e Roma pure, è pieno di Veneti di cui molti esuli istriani).

    Il problema si risolve facilmente, divieto totale di ingresso agli allogeni e abbassamento della popolazione nazionale a livelli più sostenibili.
    Certo ci sarebbe solo da convincere la chiesa cattolica, che del sovrappopolamento indiscriminato fa da sempre una delle sue bandiere...
    Per il momento però trovare metodi per "sgonfiare" la bomba demografica colorata, africana, dovrebbe essere prioritario... Tu stesso hai ammesso come i negri abbiano qualche motivo storico di risentimento verso i bianchi, per cui a maggior ragione dovremo fare in modo che non si moltiplichino come conigli come stanno facendo.
    Fino a 50 anni fa non esisteva un problema demografico africano, quello è venuto dopo con le varie medicine, migliore alimentazione ecc. che è stato esportato colà.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  4. #34
    SBIRRI VI ODIO!!!!!!!!!!!
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    Testo originale scritto da Rick Hunter
    Comunque siamo tutti Italiani, e la mescolanza tra italiani è un bene per la nazione.
    caro rick finche si tratta italiani mi può andar bene ma la mescolanza con vari cuntachinte( intendo negri)albanesi ed
    ecuadoriani quello allora nun me va proprio

  5. #35
    a.k.a. tolomeo
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    Testo originale scritto da Emiliano
    per favore non confondiamo la MIA Salerno con gente del genere...Noi non abbiamo NULLA in comune con i longobardi ne tantomeno siamo discendenti di quei popoli...siamo fieramente GRECOROMANI e MERIDIONALI e basta!
    non capisco perchè il possesso di una tastiera e di un pc possa farsi sentire in diritto di dire cazzate a tutto spiano.
    sappi che nella tua salerno - e la faccio veloce veloce - ci sono stati i goti, i bizantini, i longobardi, i normanni, gli arabi, gli angioni, gli aragonesi, i borboni, i piemontesi, i tedeschi e gli americani.

    quanto agli italiani in genere, sappiate che siamo imparentati - in misura maggiore o minore - con quasi tutte le etnie del mondo, ebrei compresi.
    siamo quindi, in senso buono, dei bastardi.
    mi sembra assolutamente ridicolo voler andare a "pescare" le differenze nelle fattezze somatiche di una ragazza della valtellina o della piana di agrigento.


    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  6. #36
    legio_taurinensis
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    Lo so da me che a Salerno ci sono passati diversi popoli e diverse culture, ma non per questo devo sentirmi in dovere di idolatrare chi è venuto da lontano, per occupare, deturpare e snaturare le mie terre. A Salerno come nel resto dell'italia si parla italiano, si ha una cultura conforme, si ha una bandiera. Non me ne frega una sega dei nordici, dei longobardi e di cose vecchie di diecimila anni, mi basta quello che ho adesso.

  7. #37
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    Ancora spunta fuori il mito che ci vuole un popolo bastardo.
    Chissà perchè però gli italiani sono sempre stati SOLO di razza bianca.

  8. #38
    Orazio Coclite
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    Comunque fate male a disprezzare i longobardi, questi infatti meritano di occupare una nicchia tutta loro nella storia della nostra nazione, e a parte i deliri del sito che ho sopra segnalato così per farci quattro risate, grave errore sarebbe quello di sbarazzarci sbrigativamente dei longobardi o di considerarli indegni di appartenere alla nostra storia.
    L'idea che l'Italia fosse un'entità da ricostruire nei termini fissati dalla romanità risultava chiara nei longobardi, che infatti aspiravano ad una piena conquista ed unificazione della penisola. Tanto che il problema di una organizzazione politica unitaria, da dopo il crollo dell'Impero romano convenzionalmente riconosciuto col 476 d.c., è per l'Italia qualcosa di concreto, una idea-forza politica, non già dal 1815 o dal 1796, ma dal... 568, cioè dall'invasione longobarda.
    L'immagine assolutamente violenta della conquista longobarda perdurata fino all''Adelchi' manzoniana è, se non negata, certo ridimensionata dalla più aggiornata storiografia.
    I longobardi, al pari degli altri barbari che arrivano in tempi diversi in Italia, non seppero resistere al fascino del richiamo 'romano'. Re Autari, ad esempio, primo tra la sua gente si da il titolo romano di 'Flavio' rivendicando una una parentela con la famosa gens romana dei Flavi.

    Come non dare poi ragione a Paul Atreides quando citando la Langobardia meridionale che, a differenza di quella settentrionale non terminò la propria esistenza nel 774 con la caduta di Pavia, ma prima tramite il Ducato di Benevento, e successivamente sempre più divisa e frazionata, terminò i suoi giorni solamente nel 1076, quando con la caduta di Salerno, ultima città longobarda indipendente, nelle mani del normanno Roberto il Guiscardo, si concluse l'epopea longobarda nella nostra penisola.

    Mi domando se questi matti del sito sopra riportato abbiano una vaga idea di dove stava Paolo Diacono quando scriveva la sua famosa Historia Langobardorum...

    Ripeto, leggetevi l'importante saggio in tre parti di Sandro Consolato.

  9. #39
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    Orazio, ti ammiro!
    Mi piacerebbe leggere un tuo post su questa nostra identità italiana che dipingono tutti come "bastarda", neanche fossimo come gli americani.

  10. #40
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    Testo originale scritto da Orazio Coclite
    Comunque fate male a disprezzare i longobardi, questi infatti meritano di occupare una nicchia tutta loro nella storia della nostra nazione, e a parte i deliri del sito che ho sopra segnalato così per farci quattro risate, grave errore sarebbe quello di sbarazzarci sbrigativamente dei longobardi o di considerarli indegni di appartenere alla nostra storia.
    L'idea che l'Italia fosse un'entità da ricostruire nei termini fissati dalla romanità risultava chiara nei longobardi, che infatti aspiravano ad una piena conquista ed unificazione della penisola. Tanto che il problema di una organizzazione politica unitaria, da dopo il crollo dell'Impero romano convenzionalmente riconosciuto col 476 d.c., è per l'Italia qualcosa di concreto, una idea-forza politica, non già dal 1815 o dal 1796, ma dal... 568, cioè dall'invasione longobarda.
    L'immagine assolutamente violenta della conquista longobarda perdurata fino all''Adelchi' manzoniana è, se non negata, certo ridimensionata dalla più aggiornata storiografia.
    I longobardi, al pari degli altri barbari che arrivano in tempi diversi in Italia, non seppero resistere al fascino del richiamo 'romano'. Re Autari, ad esempio, primo tra la sua gente si da il titolo romano di 'Flavio' rivendicando una una parentela con la famosa gens romana dei Flavi.

    Come non dare poi ragione a Paul Atreides quando citando la Langobardia meridionale che, a differenza di quella settentrionale non terminò la propria esistenza nel 774 con la caduta di Pavia, ma prima tramite il Ducato di Benevento, e successivamente sempre più divisa e frazionata, terminò i suoi giorni solamente nel 1076, quando con la caduta di Salerno, ultima città longobarda indipendente, nelle mani del normanno Roberto il Guiscardo, si concluse l'epopea longobarda nella nostra penisola.

    Mi domando se questi matti del sito sopra riportato abbiano una vaga idea di dove stava Paolo Diacono quando scriveva la sua famosa Historia Langobardorum...

    Ripeto, leggetevi l'importante saggio in tre parti di Sandro Consolato.

    Infatti la tradizione longobarda fa parte a pieno titolo della tradizione italiana, la quale ha certamente radice latina, ma ha avuto numerosi innesti, anche se tutti prima o poi, si sono adeguati alla tradizione più antica.
    Fu una fortuna che l'Italia non mutò nome come la Gallia in onore degli invasori.
    Una sfortuna invece che i germani d'Italia non riuscirono nel loro intento di riunificare la penisola come ai tempi di Roma e Teodorico. Furono sul punto di conquistare Roma con Liutprando, ma egli rinunciò, più accontentandosi di ciò che aveva e dell'amicizia papale che per mancanza di mezzi.

    Se Roma fosse caduta i longobardi, certamente, l'avrebbero prima o poi eretta a capitale del loro regno, ed il sud, già in parte longobardo sarebbe stato riunificato. A quel punto un forte regno unitario italiano si sarebbe mantenuto ed avrebbe giocato la sua parte per tutto il medioevo e l'evo moderno.

    Ecco perchè l'unità d'Italia è così importante, anche i longobardi avevano capito che senza di essa sarebbero crollati come pere mature sotto il giogo straniero, come infatti puntualmente avvenne, ed insieme a loro tutti gli altri staterelli.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

 

 
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