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  1. #1
    Lampo
    Ospite

    Predefinito Il Progetto per l'Italia

    Progetto per l'Italia:
    I Principi e le Azioni dell'Unione

    26-07-2005

    Questo è il progetto nel quale l’Unione si riconosce e che propone alle italiane e agli italiani per la rinascita del paese, per un futuro di pace, di giustizia, di libertà, di benessere. Questo è il progetto al quale i candidati alle consultazioni primarie fanno riferimento nell’indicare le proprie priorità programmatiche. Questo è il progetto che quanti partecipano alle primarie come cittadini elettori dichiarano di condividere.


    Costituzione
    La Costituzione, i valori fondamentali che la ispirano e i diritti e i doveri che essa definisce sono il fondamento della Repubblica Italiana. L’Unione si impegna a contribuire ad attuare pienamente i princìpi della Costituzione che va difesa, protetta e fatta conoscere come elemento costitutivo dell’identità stessa della democrazia italiana.
    E’ la fedeltà ai valori di fondo della nostra Costituzione che potrà permettere di aggiornarla per rispondere alle nuove esigenze della società italiana, garantire una democrazia più efficiente, agevolare nuove forme di partecipazione, rendere il sistema delle istituzioni più equilibrato ed efficace nei rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali.

    Europa

    L’Italia è legata all’Europa da una scelta irreversibile.
    L’Europa unita, terra di diritti, realtà politica, economica ed istituzionale, offre il quadro di riferimento per lo svolgimento del nostro progetto nazionale, permette di costruire un’area di pace e stabilità che con l’allargamento si va estendendo all’intero continente, garantisce la migliore speranza di incidere sugli equilibri internazionali per edificare un mondo più giusto.
    Per l’Italia, interesse nazionale ed interesse europeo coincidono.
    Per questo, l’Unione si impegna a promuovere e a sostenere una forte integrazione economica, sociale e territoriale dell’Europa, garantita da istituzioni comuni al fine di far crescere l’occupazione e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
    In questo contesto, la scelta e la realtà dell’euro sono irreversibili e richiedono una coerente gestione delle politiche economiche nazionali. L’Unione si impegna a favorire l’adozione su scala nazionale ed europea di politiche capaci di assicurare una più forte coesione sociale, di ridurre disparità e disuguaglianze, di contribuire affinché l’Europa si affermi come un’area competitiva e all’avanguardia nell’economia della conoscenza. E’ questa la via per rispondere alle aspettative, alle ansie e alle delusioni dei cittadini europei, per assicurare loro un futuro sostenibile di pace, di giustizia, di progresso e di sviluppo.

    Pace, giustizia e libertà

    La promozione della pace, della giustizia e della libertà tra tutte le genti è per noi un obiettivo e un dovere.
    La pace fra le nazioni è un valore fondamentale iscritto nella nostra Costituzione. Essa può radicarsi in un mondo più giusto e il mondo sarà più giusto quando chiunque lo abiti sarà messo in condizione di esprimere tutte le sue capacità e sarà libero di scegliere il proprio destino. A questo valore della pace l’Unione resterà fedele e coerente.
    Il nostro punto di riferimento è l’articolo 11 della Costituzione. “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tali scopi”.
    Le Nazioni Unite, che sosterremo nel loro sforzo di rinnovamento e di adeguamento alla realtà di un mondo profondamente cambiato, sono la fonte della legittimità internazionale.
    L’Unione Europea è la realtà attraverso la quale vogliamo essere protagonisti nel mondo.
    Il rispetto degli impegni derivanti dai trattati e dalle convenzioni internazionali liberamente sottoscritti è un elemento essenziale della nostra azione, ispirata ai principi della pace e della sicurezza nel quadro del multilateralismo.
    Il rilancio delle politiche di cooperazione allo sviluppo costituisce una componente fondamentale di una politica internazionale attenta e sensibile alle esigenze di un più equo e sostenibile rapporto tra il Nord e il Sud del mondo.

    Sicurezza, democrazia e lotta al terrorismo

    L’Unione considera la sicurezza individuale e collettiva come un bene essenziale che le istituzioni debbono garantire.
    Questo è tanto più vero in un momento nel quale il terrorismo, nemico dell’umanità intera, porta violenza, distruzione e morte nel mondo.
    Contro il terrorismo, per contribuire ad un mondo più sicuro e più giusto, per garantire la protezione dei propri cittadini e del proprio territorio nazionale, l’Italia deve promuovere e contribuire ad un’azione comune dei paesi europei e rendersi disponibile ad una stretta cooperazione su scala internazionale che veda partecipi i paesi arabi.
    Consapevole che nulla valga più della vita, l’Unione è e sarà impegnata con tutte le proprie energie a contribuire a questo sforzo.
    Il valore della sicurezza non può e non deve, tuttavia, mai essere messo in contrapposizione con il valore fondamentale della democrazia. La società italiana è e vuole restare una società capace di conciliare sicurezza e libertà nella difesa dello Stato di diritto.
    I valori di libertà, di rispetto della dignità delle persone, di giustizia sociale costituiscono il fondamento stesso della nostra idea di democrazia e della nostra convivenza civile.

    Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società.

    L’Italia ha le energie necessarie per superare la crisi. Per tornare a crescere sono indispensabili una grande mobilitazione di tutti gli italiani e un profondo cambiamento capace di tenere insieme l’economia, la società e la qualità ambientale.
    L’aumento dell’occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita, una redistribuzione a favore delle realtà sociali che più hanno sofferto per la perdita del potere d’acquisto costituiscono condizioni essenziali per il rilancio del paese.
    L’equilibrio della finanza pubblica dovrà essere ristabilito per fornire un quadro sicuro e stabile alle politiche pubbliche, ai consumi e agli investimenti privati rilanciando la competitività del sistema produttivo. Su questi obiettivi sarà definita la corresponsabilità dei diversi livelli di governo e ricercato il più ampio consenso delle parti sociali. L’Unione si impegna a un rapido riorientamento delle politiche fiscali con obiettivi di lotta all’evasione e al sommerso, di equità e progressività, di sostegno alla produzione, al reddito, alle famiglie e alle politiche ambientali. Verranno assunte le iniziative necessarie a contrastare i privilegi legati alla rendita, le rendite di posizione e le distorsioni derivanti dai monopoli pubblici e privati.
    L’Unione assume la sfida ambientale come occasione per la tutela e la conservazione del territorio e delle risorse naturali a partire dall’agricoltura e come opportunità di innovazione produttiva, di uso razionale dell’energia, di valorizzazione del territorio, di riqualificazione urbana, di espansione dei servizi.
    Le politiche infrastrutturali e della logistica dovranno essere individuate in un quadro di programmazione e con meccanismi di decisione e finanziamenti partecipati, efficienti e certi. L’Unione proporrà e sosterrà politiche industriali per rilanciare la produttività e qualificare l’impresa di fronte al nuovo ciclo tecnologico, alla necessaria evoluzione della nostra specializzazione produttiva, all’internazionalizzazione.
    L’assoluta priorità sarà riservata al circuito della conoscenza: all’istruzione, alla formazione lungo tutto l’arco della vita, alla ricerca, al trasferimento tecnologico, all’innovazione.
    Il lavoro dovrà ritrovare centralità ed essere rafforzato, promuovendo l’occupazione, contrastando la precarietà e sostenendo la qualità professionale. In particolare, dovranno essere mobilitate le risorse della nuova generazione, delle donne e degli anziani con politiche di promozione, di tutela sociale e con programmi pubblici per i servizi e per l’abitazione.
    Attraverso la progressiva acquisizione dei diritti di cittadinanza potrà venire dall’immigrazione regolare un contributo nuovo al futuro del Paese in termini di crescita, di sostenibilità del welfare, di avanzamento della cultura della convivenza. Sarà di peculiare responsabilità pubblica la garanzia dell’universalismo nella risposta ai diritti e ai bisogni fondamentali degli individui e delle famiglie, a cominciare dall’istruzione e dalla salute.
    L’Unione si impegna a politiche attive per contrastare le povertà vecchie e nuove e ogni forma di esclusione sociale.
    Sulla base di questi essenziali riferimenti dovranno essere rinnovate e rafforzate le politiche di welfare per garantirne la sostenibilità, la flessibilità, l’attenzione ai nuovi bisogni e per mobilitare nuove risorse sociali e private.
    L’Italia di domani dovrà avere, assieme, più politiche pubbliche e più mercato, con una forte attenzione al contributo del volontariato e del mondo del no-profit. Le politiche pubbliche dovranno affermarsi in termini di grande orientamento e di tutela dei beni comuni e delle risorse collettive; il mercato dovrà essere il luogo della trasparenza e delle regole, dello sviluppo dei beni e dei servizi, della presenza attiva dei consumatori.
    La semplificazione delle regole della Pubblica Amministrazione e dei suoi rapporti con i cittadini è una componente e una condizione di più efficaci politiche pubbliche.

    Il Mezzogiorno

    Il Mezzogiorno e i suoi giovani sono la grande opportunità del Paese. Il Sud, in una stagione nella quale il Mediterraneo può ritornare protagonista dell’economia e della geo-politica mondiale, è la vera sfida economica, sociale e culturale dei prossimi anni.
    L’Unione si impegna per politiche di riequilibrio economico e occupazionale e di coesione sociale. Una nuova stagione della legalità e la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata sono condizione essenziale per il rilancio del Mezzogiorno e per la tutela e la valorizzazione del territorio e dell’ambiente.
    Nuove conoscenze, nuove competenze e nuova imprenditorialità rappresentano gli investimenti strategici e la migliore speranza per il Sud, per i suoi giovani, per l’Italia.

    Giustizia e legalità

    La giustizia e la legalità sono valori essenziali di una convivenza civile e democratica. Esse sono condizione indispensabile perché il potente e il prepotente non prevalgano, il debole non sia schiacciato, ogni cittadino sia libero dalla paura e tutelato nei suoi diritti, lo Stato di diritto si affermi sempre.
    La lotta alla criminalità, alla corruzione e all’evasione fiscale sono un dovere dello Stato e delle istituzioni.
    In questo contesto si colloca il diritto fondamentale dei cittadini ad una magistratura autonoma ed indipendente.
    Non ci possono essere, tuttavia, né vera giustizia né vera eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge se la giustizia stessa non è amministrata con tempi certi e rapidi.
    La certezza del diritto e della sua applicazione è elemento essenziale del vivere civile e dello sviluppo.
    La correttezza, la trasparenza e la sobrietà dei comportamenti della politica sono condizione necessaria di una convivenza ordinata e rispettosa e per un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

    Bioetica e temi eticamente sensibili: nuovi diritti e nuove responsabilità

    Sui temi eticamente sensibili come quelli della bioetica la politica si trova oggi su una nuova frontiera. Essa è chiamata a pronunciarsi con gli atti legislativi richiesti per regolare fenomeni che pongono problemi nuovi alla società e interpellano le coscienze.
    Su questi temi, l’Unione si impegna a legiferare con attenzione, fedele al principio della laicità dello Stato, attenta all’equilibrio tra le libertà e le responsabilità delle persone, nel rispetto dei convincimenti etici e religiosi di ciascuno, aperta all’ascolto e al dialogo.
    Sul tema dei nuovi diritti e delle nuove responsabilità che emergono in una società che cambia, l’Unione si impegna a promuovere strumenti giuridici capaci di offrire adeguata e giusta tutela alle esigenze della comunità e ai diritti civili e sociali delle persone.

  2. #2
    Fiamma dell'Occidente
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    belle parole, nient'altro.

    non c'è un fatto, non c'è un numero, non c'è una idea...

    solo tanti buoni propositi.. tanti pensierini da bimbi delle elementari...

    +scuole+ospedali+pace+giustizia+libertà+gay più tutto...

    terremo conto, faremo, ci impegniamo, promettiamo che ascolteremo, interpreteremo, comprenderemo, , seguiremo...

    e poi tanti bei predicati "di principio" assolutamente scialbi e privi di valore politico...

    una presa in giro.

    sembra di sentire Rutelli quando parla....

    una cosa però mi inquieta...
    una "nuova economia"... questo modo di dire sarebbe piaciuto a Marx.. e normalmente piace ai dementi che lo seguono.
    esiste una SOLA economia, l'economia NATURALE. che per un clamoroso errore politico tutti si ostinano a chiamare "capitalismo"

    non esiste una economia diversa perchè non c'è un UOMO DIVERSO.
    non c'è l'uomo dei sogni comunistoidi e/o buonisti, c'è solo l'uomo normale.
    l'uomo multiforme fallibile vario e incredibilmente ugualmente unico.

    l'uomo che non può perseguire il bene degli altri meglio che perseguendo il proprio, qualunque esso sia.

    perchè l'economia è in fondo questo, uno scambio complesso che arricchisce entrambe le parti, pur se con beni materiali o immateriali diversi.

    temo che Prodi abbia venduto anche l'unica cosa che gli rimaneva... un po' di cultura economica.
    _
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  3. #3
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    Ronnie, non è il programma concreto dell’Unione ma una serie di principi condivisi da tutta la coalizione... e nei quali mi riconosco anch’io, tra l’altro.

  4. #4
    Fiamma dell'Occidente
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    In Origine Postato da Lollo87Lp
    Ronnie, non è il programma concreto dell’Unione ma una serie di principi condivisi da tutta la coalizione... e nei quali mi riconosco anch’io, tra l’altro.
    è vero, ma se vuoi possiamo cercare insieme alcune dichiarazioni "di principio" di altre forze politiche, per esempio Forza Italia.

    o se credi che sia inadatto (poichè FI i suoi principi li ha spesso traditi) possiamo prendere affermazioni di principio ben più importanti...

    chessò... la declaration des droits de l'homme et du citoyen... (Parigi 1789)

    così ti accorgerai che le vere dichiarazioni di principi, QUELLE CONCRETE che indicano PRINCIPI e PENSIERI FORTI e lo fanno in maniera INEQUIVOCA , quelle che ti rimangono nel cuore, sono ben altra cosa dalla presa in giro che c'è sopra.

    nulla di più che una presa in giro... e sai perchè?

    perchè anche tu parlandone specifichi chiaramente

    condivisi da tutta la coalizione...
    e questo è l'equivalente di una ammissione di impotenza assoluta, poichè se i principi condivisi sono una PRESA IN GIRO evidentemente non esistono proprio dei principi.

    e così appare il vero volto della Unione, un cartello di potere nato per prendere altro potere e amministrare questo potere.

    e a me di esser governato da chi non sa nè trovare, nè scrivere, nè condividere dei principi... sinceramente NON VA.
    _
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  5. #5
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    Belle parole?
    A me inquieta quel "interesse nazionale che coincide con l'interesse europeo".
    Ma dove, quando mai nella storia.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  6. #6
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    Beh, se questa è la montagna, povero topolino. Innanzi tutto devo dare ragione a Ronnie: troppe parole vaghe, campate in aria, pochi dati concreti.
    Ad esempio: nel capitoletto su “Giustizia e lotta per la Legalità”, a parte il fatto che non mi piace per nulla quel tono da Antico Testamento sul Debole, il Potente, il Prepotente (ma chi sei? Isaia?), va detto poi che non si fa nessun accenno al fatto che il 40% del nostro territorio sia amministrato da 4 agguerrite criminalità organizzate (Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita), né al fatto di come bisogni “convivere” o meno con esse (Nullardi docet pure nelle file dell’Opposizione?)
    Non si fa nullo riferimento alle leggi-vergogna promulgate in questa specie di pseudogolpe che qualcuno osa chiamare “legislatura”. Si accenna, bene almeno quello, ad una Magistratura indipendente, ma con l’ennesimo pistolotto sui giudizi in tempi rapidi. Come se velocità significasse automaticamente giustizia, nel qual caso il circuito di Silverstone sarebbe un paradiso di legalità; ciaffando clamorosamente il grimaldello dell’accorciamento dei tempi di prescrizione, nuova moda per sollevare dubbi e rinvii su rinvii per difendersi dal processo anziché nel processo, vedersi confermate tutte le accuse ma a pena estinta per sopraggiunta prescrizione salvo poi gridare alla persecuzione giudiziaria.
    Un centrosinistra serio dovrebbe invece riallungare i tempi di prescrizione per un vasto ventaglio di reati, col duplice scopo di permettere alla polizia giudiziaria di accertare in tempi ragionevoli la verità processuale dei fatti, e impedire a imputati potenti di arruolare squadre di rugby di avvocati per rinviare il processo sine die ed arrivare alla prescrizione agognata. Appunto.
    Separazione delle carriere poi? Tutti d’accordo pure nel csx a sottoporre la Pubblica accusa sotto il Potere esecutivo? Silenzio preoccupante.
    La sveltezza dei processi non si ottiene accorciando i medesimi, ma aumentando giudici e procure. Invece il csx, in pieno complesso d’inferiorità, preferisce obbedire al registro dialettico berlusconiano. Berlusconi non fa altro che parlare di prescrizioni fulminanti. Il csx, in teoria suo avversario, se apre bocca sul tema-Giustizia, lo fa per confermare le prescrizioni fulminanti. Coincidenza significativa.

    Nella “carta d’identità” poi, se ci avete fatto caso, manca anche il più piccolo accenno a risolvere il conflitto d’interessi e con esso, un monopolio degno della Thailandia, non della quarta potenza industrializzata Ue e la sesta del mondo.
    Il csx, con questa campagna elettorale, tira definitivamente i remi in barca e cancella per sempre dall’agenda quello che invece dovrebbe essere il tema principale, visti e considerati i regalini del ministero dell’Istruzione di Poste italiane all’Impunito (rispettivamente Mondadori distributore unico dei libri scolastici on-line e sportelli Bancoposta in concessione a Banca Mediolanum).
    complimenti Lampo, ottimo autogol.

  7. #7
    Fiamma dell'Occidente
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    oh numi mi tocca ringraziare Drugo.....

    beh grazie Drugo almeno tu hai capito la differenza tra principi concreti e il rutellipensierosemplificato che è quella cosa sopra...
    _
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    Presidente di Progetto Liberale

  8. #8
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    Costituzione: quali sono, per esteso ed esplicitamente, le nuove esigenze della società italiana ? Cosa si intende per nuove forme di partecipazione ? In che modo rendere più equilibrato ed efficente il rapporto tra Stato ed enti locali ?

    Europa: in politica nulla è irreversibile, perché tutto è cambiamento. Riguardo all'Europa, almeno attuale, non mi sembra affatto questa terra di diritti e di pace, anzi, è insieme agli USA ed Israele una delle principali cause delle disuguaglianze globali nonché delle guerre che conduce insieme al suo compare d'oltre oceano.
    In materia di diritti, al di là delle strumentalzizazioni che permettono agli omosessuali di andare davanti all'altare, bisognerebbe guardare le sempre più presenti (o in progettazione) banche dati europei attraverso cui ci stanno sempre più schedando, o la scelta, condivisa da Blair a Zapatero, di raccogliere le impronte digitali di tutti i cittadini europei.
    Insomma, l'edificazione di un modno più giusto non può partire dall'Europa, almeno da questa Europa, con gli attuali governanti distanti dagli interessi popolari.
    Rutorna il paradiogma della competitività e della competizione, per cui chi è "straniero" è visto torvamente come un nemico che vuole rubarci idee, conoscenze o distruggerci: alla competizione-competitività io contrappongo una visione in cui prevalgono cooperazione e comunanza.
    Riguardo alla concentrazione nell'Europa delle politiche economiche, questo significa solo fare gli interessi dei banchieri europei: io contrappongo una visione in cui la comunità locale concentri su di sé la sovranità e la capacità di fare scelte, poiché "più è piccolo il paese, più libera è la gente": no quindi ai mostri megaburocratici come l'Unione Europea.
    Auspico che un'eventuale Europa unita (totalmente diversa da quella esistente) controlli esclusivamente Difesa e linee economiche generali (non l'intera economia nazionale).
    Ammesso poi che si voglia fare una politica pro-Europa, non vedo come è conciliabile con le politiche che l'allora Ulivo (oggi Unione) ha fatto in funzione filo-americana, potenziando, per effettivi, le basi Nato e statunitensi presenti sul territorio e contribuendo allo stanziarsi degli Stati Uniti in Serbia, territorio europeo, anziché procedere in un'allontanamento degli statunitensi stessi dalle nostre terre.

    Pace, Giustizia e Libertà: l'enfasi posta sul valore formale della Pace espresso nella costituzione penso sia contraddetto dalla stessa azione di governo dell'allora Ulivo (oggi Unione): l'Italia oltre a concedere le basi agli USA per fare i bombardamenti (senza la concessione delle basi i bombardamenti stessi sarebbero stati impossibili da effettuare) ha partecipato, in violazione della Costituzione da voi, certamente non da me, presa a parametro di qualsiasi scelta, ai bombardamenti della Serbia, senza informare né il Parlamento, né l'opinione pubblica.
    Bisognerebbe poi ricordarsi come votò l'Unione in Parlamento alla guerra contro l'Afghanistan, così come continua a fare la componente mastelliana alla guerra all'Iraq.

    Sicurezza, democrazia e lotta al terrorismo: temi cari alla destra. Mentre si condanna il terrorismo come nemico dell'umanità in quanto portatore di violenza, distruzione e morte nel mondo intero, ma, guarda caso, si tace completamente e in modo estremamente grave sull'essenza altrettanto distruttiva degli Stati (causa ogni anno della morte di 174 milioni di persone), anch'essi ugualmente portatori di distruzione, violenza e morte nel mondo al pari del terrorismo (vedere il massacro di Falluja, per fare un esempio lampante) e si sorvola, anche qui in modo grave e tendenzioso, sul processo di spirale di violenza ed odio alimentato parimenti da Stati ed organizzazioni terroristiche. Per un mondo più giusto occorre a mio avviso combattere, oltre alle organzizazioni terroristiche, in primo luogo anche gli Stati portatori di guerra, precariato, repressione e barbarie. C'è un'esaltazione dei valori della democrazia quando ormai per "democrazia" va intesa la feccia dei loschi figuri a capo del sistema mondiale: Bush, Blair, Sharon, tutti si definiscono democratici. Secondo voi, poi, è possibile conciliare una libertà che siadegna di questo nome con la sicurezza come è da voi intesa ? Non solo vi apprestate a varare il pacchetto Pisanu, ma, unici insieme all'Udc, avete tentato di far passare pure un provvedimento che avrebbe dato poteri di polizia alle forze armate: tutto degno di uno Stato di polizia in fieri.

    Reagire al declino: In realtà non abbiamo bisogno di "crescere", ma di distribuire in modo più equo le risorse. Ed io mi dovrei mobilitare per far andar bene l'economia quando il maggior guadagno dalla mia mobilitazione lo avrebbero industriali e banchieri, cioè l'alta borghesia, mentre a me andrebbero le briciole. Chi soffre per la perdita del potere di acquisto, mi auguro che sappia chi è che deve ringraziare: Prodi, che ha portato avanti la genialata di farci entrare nell'Euro, e Berlusconi, che, a dispetto delle sparate della Lega, dall'Euro non ne è uscito.
    Cosa si intende poi per "sostegno alla produzione" ? Che bisogna dare più soldi alle imprese come se già non ne avessero abbastanza ? Contrastare la precarietà ? Forse bisognava farlo già dai governi Prodi-D'Alema-Amato, che hanno invece introdotto forme di precarizzazione del mondo del lavoro aprendo così una falla al successivo governo Berlusconi. No comment e un velo pietoso nel pezzo in cui si dice che c'è bisogno di più mercato.
    Sinceramente se un programma di governo lo avessi dovuto fare io, ci avrei messo solo duie cose: "socializzazione dei mezzi di produzione" e il principio "produrre il necessario, distribuire tutto". Al contempo mi sarei risparmiato tante chiacchiere e innovazioniste e nuoviste.

    Il Mezzogiorno: in cosa consistono le "politiche per il riequilibrio economico e occupazionale" ? In che modo si intende farle ? E per nuova imprenditorialità ? Il problema non è quello di sbizzarrirsi a trovare le idee e a "diventare tutti imprenditori" (slogan che dice anche Berlusconi), ma quello di redistribuire le risorse in modo più equo.

    Bioetica: si osserva quello che è un dato di fatto, che atti legislativi sono chiamati a regolamentare questi temi. Ma non si dice in che modo si indirizzeranno quelli dell'Unione. Che significa nel concreto "legiferare con attenzione eccetera eccetera" ? Può significare tutto e il contrario di tutto, non mi pare entri nello specifico. Ugualmente, quali sono gli "strumenti giuridici eccetera eccetera" ? Cosa significa in concreto ?

  9. #9
    proteus
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    In Origine Postato da DrugoLebowsky
    Beh, se questa è la montagna, povero topolino. Innanzi tutto devo dare ragione a Ronnie: troppe parole vaghe, campate in aria, pochi dati concreti.
    Ad esempio: nel capitoletto su “Giustizia e lotta per la Legalità”, a parte il fatto che non mi piace per nulla quel tono da Antico Testamento sul Debole, il Potente, il Prepotente (ma chi sei? Isaia?), va detto poi che non si fa nessun accenno al fatto che il 40% del nostro territorio sia amministrato da 4 agguerrite criminalità organizzate (Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita), né al fatto di come bisogni “convivere” o meno con esse (Nullardi docet pure nelle file dell’Opposizione?)
    Non si fa nullo riferimento alle leggi-vergogna promulgate in questa specie di pseudogolpe che qualcuno osa chiamare “legislatura”. Si accenna, bene almeno quello, ad una Magistratura indipendente, ma con l’ennesimo pistolotto sui giudizi in tempi rapidi. Come se velocità significasse automaticamente giustizia, nel qual caso il circuito di Silverstone sarebbe un paradiso di legalità; ciaffando clamorosamente il grimaldello dell’accorciamento dei tempi di prescrizione, nuova moda per sollevare dubbi e rinvii su rinvii per difendersi dal processo anziché nel processo, vedersi confermate tutte le accuse ma a pena estinta per sopraggiunta prescrizione salvo poi gridare alla persecuzione giudiziaria.
    Un centrosinistra serio dovrebbe invece riallungare i tempi di prescrizione per un vasto ventaglio di reati, col duplice scopo di permettere alla polizia giudiziaria di accertare in tempi ragionevoli la verità processuale dei fatti, e impedire a imputati potenti di arruolare squadre di rugby di avvocati per rinviare il processo sine die ed arrivare alla prescrizione agognata. Appunto.
    Separazione delle carriere poi? Tutti d’accordo pure nel csx a sottoporre la Pubblica accusa sotto il Potere esecutivo? Silenzio preoccupante.
    La sveltezza dei processi non si ottiene accorciando i medesimi, ma aumentando giudici e procure. Invece il csx, in pieno complesso d’inferiorità, preferisce obbedire al registro dialettico berlusconiano. Berlusconi non fa altro che parlare di prescrizioni fulminanti. Il csx, in teoria suo avversario, se apre bocca sul tema-Giustizia, lo fa per confermare le prescrizioni fulminanti. Coincidenza significativa.

    Nella “carta d’identità” poi, se ci avete fatto caso, manca anche il più piccolo accenno a risolvere il conflitto d’interessi e con esso, un monopolio degno della Thailandia, non della quarta potenza industrializzata Ue e la sesta del mondo.
    Il csx, con questa campagna elettorale, tira definitivamente i remi in barca e cancella per sempre dall’agenda quello che invece dovrebbe essere il tema principale, visti e considerati i regalini del ministero dell’Istruzione di Poste italiane all’Impunito (rispettivamente Mondadori distributore unico dei libri scolastici on-line e sportelli Bancoposta in concessione a Banca Mediolanum).
    complimenti Lampo, ottimo autogol.
    Si vede che ci sono i Ronnie
    anche nel centrosinistra.

    Te l'hanno già spiegato che queste sono solo
    linee guida del programma
    e non il programma stesso o l'Enciclopedia Britannica.

    Se queste linee guida
    sono state accettate anche da Di Pietro
    evidentemente la lotta alle mafie è prevista.

    O pensi di no?

    Per le leggi truffa e ad personam
    e sul conflitto d'interessi te l'hanno già detto tutti
    i leader dell'Unione che saranno abrogate.

    O pensi di no?

    E allora non li votare
    se pensi che non siano contro le mafie
    e per la legalità.

    Così fai prima.

  10. #10
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    Predefinito

    In Origine Postato da Ronnie
    belle parole, nient'altro.

    non c'è un fatto, non c'è un numero, non c'è una idea...

    solo tanti buoni propositi.. tanti pensierini da bimbi delle elementari...
    ..............
    Detto così manca solo la scrivania di ciliegio.


 

 
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