
Originariamente Scritto da
Eymerich
S.Tommaso nella Summa (non chiedetemi dove perchè non lo ricordo!) parlando della morte afferma che l'anima vegetativa e quella sensitiva (e con esse tutte quelle facoltà interiori legate alla corporeità o meglio alla "materialità"), dopo la morte dell'individuo, non scompaiano, nè vengano distrutte, ma siano "riassorbite", reintegrate, nell'anima individuale immortale (l'anima intellettiva) attraverso delle dinamiche precise e secondo tempi esatti (tot giorni per l'una, tot per l'altra). Un rito funebre Cattolico praticato secondo le disposizioni dei rituali (pre o postconcilio per me non fa differenza) e l'inumazione permetterebbero i processi che il Doctor Angelicus descrive. La cremazione potrebbe, invece, interromperli o modificarli in maniera più o meno influente. Ovvio che questo non tocca il nucleo dell'essere umano, ma può nondimeno, avere una sua importanza.